Nucleare

SCORIE RADIOTTIVE NEL VERCELLESE: INTERROGAZIONE DEL SENATORE ANGELO MUZIO

Interrogazione in Commissione

Al Ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio

Al Ministro dell’Interno

Al Ministro per le Attività Produttive

Per sapere; premesso che:

q La SO.G.I.N. società nazionale incaricata del decommissioning degli impianti nucleari in Italia ha richiesto di collocare a Trino Vercellese presso la ex centrale "Enrico Fermi" diverse tonnellate di materiale radioattivo presente nel deposito AVOGADRO di SALUGGIA (VC).

q Anche solo prendere in considerazione la dislocazione temporanea di scorie o combustibile radioattivo, in assenza della scelta del sito nazionale di stoccaggio e smaltimento di rifiuti nucleari, può determinare un’ulteriore dilazionamento dei tempi di questa importante scelta ambientale per il nostro Paese o ancor peggio il rischio è che la temporaneità di siti provvisori li trasformi in una opzione definitiva, con il rischio ulteriore che in questi siti provvisori vada a collocarsi altro materiale radioattivo che deve rientrare dall’estero.

q Un anno fa in occasione degli eventi alluvionali dell’Ottobre 2000 sia Trino Vercellese che Saluggia sono stati interessati dall’esondazione del fiume Po.

q Il Presidente dell’ANPA (Agenzia Nazionale per la protezione dell’Ambiente) Walter Canapini nella seduta del 14/02/2001 della VIII Commissione della Camera dei Deputati ebbe a dichiarare "i residui liquidi di alta attività sono quei residui che in caso di esondazione possono generare un rischio estremamente elevato per il territorio padano, perché possono con grande facilità mobilizzati dai corsi d’acqua del territorio padano".

q Le conclusioni della VIII Commissione della Camera dei Deputati richiamano:

a)che la situazione attualmente esistente in provincia di Vercelli costituisca una priorità per la sicurezza ambientale del nostro Paese. Le recenti alluvioni e il succedersi di episodi esondativi con frequenza superiore a tutte le precedenti previsioni – sulle cui cause la Commissione ha inteso di recente svolgere specifici approfondimenti – devono infatti indurre a riconsiderare in termini nuovi il rischio nucleare e la sua collocazione al vertice della scala della priorità.

b)che gli organi competenti debbano individuare le procedure amministrative più appropriate in considerazione delle dimensioni del rischio a cui – in caso di contatto fra le scorie nucleari liquide e le acque del fiume – sarebbero sottoposti i residenti nella zona, i lavoratori e una parte difficilmente calcolabile della popolazione dell’intero Paese;

c)che la scelta di una delle tecnologie disponibili per il condizionamento dei rifiuti liquidi dovrà essere effettuata secondo i più ampi e aggiornati parametri scientifici,

nella piena valorizzazione delle risorse conoscitive presenti nel nostro paese, e dovrà essere definita in tempi brevi, in considerazione dei gravi ritardi accumulati;

d)che ulteriori ritardi nell’inizio degli interventi di condizionamento non appaiono più giustificabili, non essendo emerse – nel corso dell’indagine – esigenze di ulteriori integrazioni di informazione e di conoscenza sull’evoluzione di questo specifico segmento tecnologico;

e)che il Ministro delle Attività Produttive sia in possesso di elementi conoscitivi e di poteri decisionali sufficienti a intraprendere tutte le azioni necessarie a dare ai cittadini e al Parlamento le dovute garanzie di sicurezza;

f)che, in considerazione dei tempi tecnici di interventi risolutivi, sia opportuno provvedere immediatamente alla realizzazione di una struttura di protezione dei luoghi di stoccaggio, la cui progettazione dovrà essere conforme alle prescrizioni dell’Autorità di bacino e la cui esecuzione sia garantita da procedure autorizzative adeguate alla gravità del rischio;

g)che anche la situazione delle scorie presenti nel Vercellese, messa in evidenza da questa indagine conoscitiva, induca ad una accelerazione del programma di adeguamento del nostro Paese ai più moderni parametri di sicurezza nucleare, attraverso soluzioni in grado di proiettarsi efficacemente nel futuro e di garantire – non solo per la generazione presente e per quelle prossime – la protezione dai gravissimi rischi prodotti dai rifiuti nucleari;

h)che, come è stato già raccomandato – e in questa forma accolto dal Governo – sia opportuno procedere alla costituzione di un’Agenzia per la gestione dei rifiuti radioattivi come ente pubblico che provveda alla gestione del deposito definitivo delle scorie di bassa e media attività e alla custodia temporanea dei rifiuti di alta attività, in adempimento alle prescrizioni che verranno date dall’organo di controllo, come anche alle attività di ricerca per la sistemazione dei rifiuti ad alta attività a vita media lunghissima;

i)che lungo tutto il percorso della messa in sicurezza dal rischio nucleare si seguano i principi della trasparenza, dell’informazione ai cittadini, del coinvolgimento degli enti territoriali.

q Quali provvedimenti urgenti si intendono adottare perché questo territorio già compromesso dagli eventi alluvionali del 1994 e 2000 non divenga un deposito di rifiuti radioattivi e si annulli così ogni possibilità di ripresa e riqualificazione.

Sen. Angelo Muzio

Sen. Luigi Marino

Sen. Gianfranco Pagliarulo

Roma, 8 novembre 2001