Intervento del 28 novembre

SENATO DELLA REPUBBLICA
XIV LEGISLATURA

79ª SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 28 Novembre 2001

(Antimeridiana)

Presidenza del presidente PERA

DOCUMENTI
Discussione:

(Doc. XVI, n. 2) Relazione della 3ª Commissione (Affari esteri, emigrazione) e della Giunta per gli affari delle Comunità europee su «Il dibattito sul futuro dell’Unione europea in vista del Consiglio europeo di Laeken»:

discussione generale:

MARINO (Misto-Com). L’Europa deve compiere un salto di qualità superando una visione strettamente finanziaria per diventare un’entità politica allargata, capace di assicurare la pace e il godimento dei diritti sociali e politici. È necessario accelerare la costruzione di una politica comune di sicurezza e di difesa in grado di rendere l’Europa autonoma, anche se non in contrapposizione agli Stati Uniti d’America. In tale costruzione i Parlamenti nazionali e il Parlamento europeo devono svolgere un ruolo più incisivo, così come devono essere valorizzate le istanze regionali. Rileva infine che il Governo italiano non attua la risoluzione dell’ONU che impone la trasparenza dei mercati finanziari e il contrasto del riciclaggio. (Applausi dal Gruppo Misto-Com).

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Discussione generale

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marino. Ne ha facoltà.
MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, a nome dei senatori del Partito dei comunisti italiani dichiaro di condividere, ma nelle linee generali, la relazione che ci è stata presentata. Noi comunque riteniamo vi sia l’esigenza, che sottolineiamo, di un salto di qualità nel processo di costruzione dell’Europa, che non deve esaurirsi nella dimensione finanziaria ma deve trovare coerente sviluppo nelle istituzioni politiche e soprattutto nelle garanzie sociali. Soltanto in tal modo l’Europa potrà far fronte in modo efficace agli enormi problemi posti dalla globalizzazione e contribuire all’instaurazione di un nuovo e più giusto ordine internazionale.

Da parte del Governo è necessaria l’adozione di una linea più coraggiosa a favore di un’evoluzione federale dell’Europa e di un’accelerazione del processo di allargamento dell’Unione europea, che è cosa completamente diversa dall’allargamento della NATO ad Est.
Occorre abbandonare definitivamente, a nostro avviso, ogni euroscetticismo. Sia pure con la sua gradualità, il processo di allargamento e di integrazione dell’Unione europea deve essere sostenuto dall’Italia con decisione e con convinzione. Noi non pensiamo solo alla costruzione di un mercato di 500 milioni di cittadini, ma pensiamo ad un’Europa sociale e politica che garantisca soprattutto la pace, i diritti del mondo del lavoro nel suo complesso, la collaborazione tra i popoli.
Non c’è alternativa all’Europa politica, se veramente si auspica autonomia decisionale, nel rispetto dei princìpi delle Nazioni Unite. Un’Europa più autonoma non significa un’Europa antiamericana o antirussa, ma solo un’Europa che aiuti a superare lo squilibrio determinato da un monopolarismo di potenza. È un processo, questo della costruzione dell’Europa politica e sociale, dopo quella monetaria, certamente lungo e difficile, non rettilineo, ma non vi sono alternative strategiche a quest’Europa.
Noi riteniamo che vi sia l’esigenza di rimuovere con maggiore rapidità le cause politiche, strutturali ed istituzionali che frenano una maggiore espansione dell’economia europea e la stessa costruzione dell’Europa politica. Ma se il Governo politico dell’economia è ancora lontano, nel senso che è più difficile affrontare i nodi delle politiche economiche dei diversi Paesi, occorre, per riaffermare la volontà di pace e di collaborazione delle Comunità europee, accelerare il processo in atto volto a costruire linee di politica estera e comune e di sicurezza, che non può non comportare anche la creazione di strutture di difesa autonoma sotto il controllo del Parlamento europeo e degli stessi Parlamenti nazionali.
Occorre, infine, assicurare nei processi decisionali europei… (Il microfono del senatore Marino si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. Senatore Marino, se desidera un altro minuto per concludere il suo intervento, il Gruppo Misto ha fatto sapere alla Presidenza che è disponibile a concederglielo.
MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, accetto e ringrazio.

Come dicevo, occorre assicurare, nei processi decisionali europei, un ruolo più incisivo ai Parlamenti nazionali e al Parlamento europeo. Occorre altresì sottolineare la necessità e l’opportunità di prevedere appropriati meccanismi di valorizzazione dell’apporto delle Regioni.
Signor Presidente, credo che comunque una riflessione vada fatta in particolare sulla necessità di introdurre alcune integrazioni al Documento. Sappiamo che esiste una contraddizione tra quello che il Governo fa, inviando corpi militari all’estero, e quello che non fa, soprattutto in relazione alla risoluzione dell’ONU n. 1373 del 28 settembre 2001, che raccomanda a tutti i Governi di assicurare la trasparenza dei mercati finanziari, di vigilare sul riciclaggio, sul contrabbando di armi e droga e sui santuari finanziari.
Ebbene, devo dire che questo Governo ha invece seguito una rotta completamente contraria con i provvedimenti che ha adottato, come quello sul falso in bilancio. (Applausi dal Gruppo Misto-Com).

DICHIARAZIONE DI VOTO

MARINO (Misto-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, onorevoli colleghi, pur avendo molto apprezzato le dichiarazioni del ministro Ruggiero, ritengo ancora non sciolte alcune posizioni ambigue assunte dall’Italia sullo scudo stellare e sul progetto dell’Airbus, come pure non ritengo coerenti alcune scelte del Governo italiano in ordine alla trasparenza dei mercati finanziari ai fini della lotta al terrorismo in ossequio alle risoluzioni dell’ONU nn. 1373 e 1377.

Preannuncio comunque il voto a favore della risoluzione comune. Noi Comunisti italiani riteniamo, alla luce del nuovo contesto internazionale, che il nostro Paese debba sentirsi impegnato ancora più di prima ad accelerare il processo, certamente lungo e difficile ma ineludibile ed obbligato, di costruzione di un’Europa politica e sociale, né antirussa, né antiamericana.
Occorre portare avanti anche il processo di integrazione in un’Unione più larga, senza deludere le attese dei popoli che chiedono di fare ingresso nell’Unione europea; occorre quindi rafforzare la costituzionalizzazione del sistema giuridico-comunitario, e da questo punto di vista la Carta dei diritti dei cittadini europei può costituire l’embrione di una futura Costituzione europea.
Riteniamo pertanto che vada assunta una posizione di sostegno inequivoco a favore della federazione europea, soprattutto in considerazione dei mutamenti intervenuti nello scenario internazionale.
In conclusione, per affrontare i grandi temi della pace e della sicurezza collettiva, per costruire un’Europa politica e sociale, occorre procedere senza indugio alla modifica delle istituzioni dell’Unione europea con coerenza e determinazione, per andare oltre le dichiarazioni di principio.

Interrogazione

28 novembre 2001

MARINO, PAGANO. – Ai Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca, della salute e per la funzione pubblica ed il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. – Premesso:

che la Corte di cassazione in data 5 novembre 2001, con sentenza n. 30411/2001, si è espressa in maniera definitiva sui reati commessi in occasione dei concorsi a posti di professore ordinario, per le cattedre di otorinolaringoiatria banditi nel 1988 e nel 1992, con la conferma della condanna per i cattedratici che erano imputati per abuso d’ufficio, falso ideologico e violenza privata, seppure con diversi gradi di responsabilità;
che enorme scalpore ha suscitato tale vicenda, di cui si sono occupati ampiamente quotidiani e periodici italiani, riviste scientifiche internazionali (Times, Science, Nature) e che è stata riportata con grande risalto anche in alcuni libri di larga diffusione, Riccardo Chiaberge («Cervelli D’Italia per la Sperling e Kupfer Editrice»), Felice Froio («Le mani sull’Università» per gli Editori Riuniti) e Goffredo Locatelli e Daniele Martini («Tengo Famiglia» per Longanesi Editrice);
che la sentenza, oltre a confermare le condanne stabilite dalla Corte d’appello, rigetta i ricorsi e condanna i ricorrenti in solido al pagamento delle spese del procedimento ed al rimborso delle spese processuali sostenute dalle parti civili;
che per la gravità della vicenda sono state presentate in passato ai Ministri competenti varie interrogazioni parlamentari: De Notaris ed altri (Senato, 28 settembre 1995), Baiamonte ed altri (Camera dei deputati, 17 novembre 1997), Figurelli, Marino, Pagano ed altri (Senato, 25 novembre 1997 e 15 giugno 1999), i cui testi si intendono qui riproposti,
si chiede di sapere:
se e quando nei confronti dei cattedratici condannati e di quelli vincitori dei concorsi a cattedre saranno adottati provvedimenti di sospensione o di decadenza dal servizio da parte degli organi competenti;
se si ritenga utile provvedere, di concerto, ad adottare misure atte a prevenire in futuro simili comportamenti delittuosi da parte di commissari di pubblici concorsi.

(4-00994)