Intervento sulla Giustizia

INTERVENTO IN AULA AL SENATO DEL SENATORE GIANFRANCO PAGLIARULO (COMUNISTI ITALIANI) IL 5 DICEMBRE 2001 SUL TEMA DELLA GIUSTIZIA

Signor Presidente,

Ieri Taormina si è dimesso. Questo è un fatto positivo per il Paese e dimostra che questo Governo, che in realtà è fragile e diviso, si può battere. Ma ieri abbiamo assistito anche ad uno spettacolo grottesco. Il ministro Castelli è venuto qui in Senato non per parlare del caso Taormina, ma per parlare della situazione della giustizia in Italia. Ha cambiato argomento. Castelli ha usato l’Aula del Senato e la diretta televisiva per fare un comizio sconcertante sulla stato della giustizia in Italia. Castelli fa il ministro da cinque mesi. Cos’ha fatto in questi cinque mesi, oltre a cacciare i magistrati dell’Ufficio legislativo del ministero, criticare questo o quel magistrato, attaccare l’opposizione, dividere, indebolire la giustizia? Adesso ci ha comunicato che presenterà alcuni disegni di legge e che, per i magistrati, il salario sarà legato alla produttività. E’ il solito modello-impresa. Ieri ha affermato che in un certo periodo parte della magistratura si è organizzata a fini politici utilizzando il suo potere per neutralizzare il potere legislativo surrogandolo con un’élite. Quale parte della magistratura? Quel 30% definito dal sen. Buccero (An) “un peso”? O quel 20% definito “una iattura”? Oppure tutta magistratura, definita sempre da Buccero “un Ecelon”?

Un’accusa inaudita, quella di Castelli, simile a quella profferita da Berlusconi quando ha affermato che i giudici sono stati protagonisti nel nostro Paese di una guerra civile all’inizio degli anni 90. Sono in sostanza le stesse argomentazioni della risoluzione della maggioranza. Ma io chiedo a Castelli, e dico a tutti gli italiani: come mai non ha detto una parola su tangentopoli? E’ vero o non è vero che c’era un sistema illecito e illegale, per cui le imprese finanziavano in cambio di favori a questo o quel partito, questo o quel dirigente politico? E’ vero o non è vero che tante sentenze sono passate in giudicato, e dunque hanno coinvolto i diversi livelli della magistratura? Sono tutte toghe rosse? Certo, ci sono stati sbagli, anche gravi. Ma non si può far finta che quel sistema di corruttela non sia mai esistito. Lei dice: alcuni magistrati sono politicizzati. Cioè chiunque lavori attorno a un caso che riguarda un parlamentare, un membro del governo, un dirigente di partito, un grande imprenditore? Chiunque abbia la disgrazia di promulgare una sentenza di condanna?

Colleghi della maggioranza, quale giudice adesso potrà partecipare con animo non condizionato a qualsiasi azione giudiziaria che riguardi, per essere breve, i potenti di questo Paese? Il governo ha un chiaro progetto della giustizia: è quello della legge sulle rogatorie, del falso in bilancio, dei capitali all’estero, dell’emendamento Lunardi sui rifiuti. Tutti provvedimenti a favore dell’illegalità dei poteri, che abbassano la soglia della legalità nel Paese. Il governo si proclama garantista. Ma propone politiche proibizioniste in materia di stupefacenti. Propone una legge ignobile relativa al lavoro dei cittadini stranieri. Non fa una piega davanti alle violenze alla scuola Diaz, alla caserma Bolzaneto a Genova, come lei sa, perché lei c’era a Bolzaneto, ministro Castelli.

Il vostro garantismo garantisce solo voi stessi! La giustizia che voi volete, caro ingegnere, è una giustizia che non intralci il vostro potere. Altro che popolo! Altro che condizione dei detenuti! Volete mano libera! Per questo volete una magistratura dipendente dal potere politico, condizionata e subalterna. Per questo chiunque critichi i vostri attacchi alla magistratura, le vostre leggi, viene bollato come comunista, come pericoloso sinistro. Vedete persino l’Europa come un complotto continentale contro di voi. Il ministro parla di un’èlite di magistrati? Sì, c’è il pericolo dell’elitarismo, e l’èlite si afferma, ma non nella magistratura, ogni qual volta uno di voi ricorda che c’è una maggioranza eletta dal popolo e perciò vede con fastidio il libero dibattito in Parlamento. Qualcuno pensa a una democrazia plebiscitaria, dove il leader parla direttamente al popolo.

Non sono i magistrati che vogliono neutralizzare il potere legislativo. Siete voi che vorreste neutralizzare il potere giurisdizionale!

La situazione della giustizia in Italia è grave. Ma perché Castelli non ha detto che con i governi del centrosinistra la giustizia ha cominciato a risalire la china? Perché non ha detto che i processi si smaltiscono più di prima? Perché ha negato il “netto miglioramento della situazione” da lui stesso affermato nel rapporto 2001 a Strasburgo? Perché non è stato propositivo? Perché il governo ha diminuito gli stanziamenti in finanziaria? La situazione della giustizia preoccupa tutti. Bisogna intervenire sul serio, in positivo, con obiettività, competenza, rispetto di tutte le istituzioni. Senatori della maggioranza, tanti di voi dichiarano la loro moderazione. Ma ieri il ministro Castelli ha dato prova di pericoloso estremismo. Se questa è la strada, la giustizia non si riforma, ma si umilia, si divide e si lascia affondare.

Grazie presidente.