Intervento sulla istituzione della commissiome “Mitrokhin”

SENATO DELLA REPUBBLICA

XIV LEGISLATURA

95ª SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MARTEDÌ 18 Dicembre 2001

(Pomeridiana)

DISEGNI DI LEGGE

Seguito della discussione:

(54) EUFEMI ed altri. – Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull’attività spionistica del KGB in Italia e sui finanziamenti illeciti provenienti dai Paesi dell’Est europeo

(315) STIFFONI ed altri. – Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta per la valutazione e l’approfondimento della documentazione contenuta nel «dossier Mitrokhin»

(462) SCHIFANI ed altri. – Istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta per accertare i fatti ed eventuali responsabilità di ordine politico ed amministrativo inerenti al dossier Mitrokhin e ai suoi contenuti

Approvazione, con modificazioni, in un testo unificato con il seguente titolo: Istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta concernente il «dossier Mitrokhin» e l’attività d’intelligence italiana:

PRESIDENTE. Passa all’esame del testo unificato proposto dalla Commissione, a partire dall’articolo 1 e dagli emendamenti ad esso riferiti.

MARINO (Misto-Com). Esprime la preoccupazione che una ricerca parziale della verità possa condurre a risultati controproducenti e che il vero obiettivo sia quello di distrarre l’opinione pubblica dall’operato del Governo Berlusconi. A parte i fondati dubbi sull’autenticità del dossier Mitrokhin, rilevati anche da un accreditato istituto di ricerche storiche, in considerazione della decennale attività di spionaggio messa in atto dall’archivista superando ogni regola di riservatezza e delle modalità di conservazione e di espatrio della voluminosa documentazione, nella scorsa legislatura il materiale è già stato esaminato dalla Commissione stragi e dal Comitato parlamentare per i servizi segreti, nonché dalla magistratura. Per fugare i dubbi sul tentativo di speculazione politica e di propaganda contro l’ex Partito comunista, di cui è fiero di avere fatto parte, invita i senatori a votare secondo coscienza gli emendamenti che tendono ad allargare l’indagine storica all’attività dei Servizi segreti di tutti i Paesi e al finanziamento di tutte le correnti politiche e formazioni sindacali. (Applausi dai Gruppi Misto-Com, DS-U e Misto-RC).

MARINO (Misto-Com). E’ evidente che l’obiettivo della maggioranza e del Governo è quello di screditare il Partito comunista italiano, nelle persone dei suoi dirigenti, molti dei quali non sono più in vita e ai quali rivolge comunque espressioni di solidarietà; ciò al fine di svilire la storia del più grande partito dei lavoratori che abbia operato nel mondo capitalistico, raccogliendo anche le istanze morali di molti cattolici e ispirandosi sempre ai valori della democrazia, dell’uguaglianza e della solidarietà. Tale evidenza è confermata dal rifiuto di accettare gli emendamenti volti ad allargare il campo di indagine, fino a ricomprendere l’operazione Gladio che tanto ha pesato sullo sviluppo democratico del Paese. (Applausi dal Gruppo Misto-Com e dei senatori Brunale e Pascarella. Congratulazioni).

MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, le chiedo innanzitutto di concedermi qualche minuto in più oltre quelli che ho a disposizione perché, quando si è svolta la discussione generale, ero impegnato al Congresso del Partito dei comunisti italiani di cui sono membro e, quindi, non sono potuto intervenire. Quindi, vorrei pregarla di considerare il mio intervento non solo come illustrazione degli emendamenti presentati all’articolo 1 del provvedimento in esame, ma anche come parte di ciò che avrei detto in discussione generale.

Signor Presidente, signor Ministro, chi ha studiato le «Lezioni di metodo storico» di Chabod sa bene che anche un documento falso, della cui autenticità e veridicità si può dubitare, può servire per una ricostruzione storica, per la ricerca della verità storica. Non spetta al Senato o ad una sua Commissione fare storiografia o ricerca storica.

Credo che ci troviamo di fronte ad un tentativo diverso, che non esito a definire di speculazione politica, dettata forse da una certa volontà di ritorsione. Parlo di ritorsione perché – a mio avviso – con questa mossa di propaganda politica si vuole distrarre l’opinione pubblica da ciò che l’attuale Governo sta realizzando. Mi riferisco ad alcuni provvedimenti assunti, quali ad esempio quelli sulle rogatorie, sul falso in bilancio, sul rientro di capitali dall’estero, nonché a fatti quali il contingente militare inviato anche se non richiesto, la posizione presa sull’Airbus ed il consenso offerto allo scudo stellare. (Brusio in Aula).

PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Marino, se la interrompo, ma vorrei invitare gli onorevoli senatori a ridurre, se è possibile, lo svolgimento delle conversazioni in Aula. Lo stesso relatore mi segnala che non può prestare ascolto all’illustrazione degli emendamenti.

Prego, senatore Marino, continui il suo intervento.

MARINO (Misto-Com). Per venire all’argomento che ci occupa, a differenza di altri Paesi, solo in Italia si vuole istituire una Commissione di indagine, che – ripeto – certamente non accerterà alcuna verità storica per la semplice ragione che ci troviamo di fronte a cartacce.

Ministro Frattini, gli atti o i vari dossier del cosiddetto KGB venivano addirittura venduti per strada a Mosca. Mi domando, allora, quale veridicità possa avere uno «scartiloffio» del genere se solo si consideri che, sia sul piano della veridicità che su quello dell’autenticità, il documento in questione ha un valore probatorio assolutamente nullo. E le dico subito, Ministro, per quale motivo: anche secondo ricerche svolte dall’associazione di ricerche storiche «ARS Novecento», qualcuno dovrebbe ancora spiegare bene la provenienza, l’autenticità e l’attendibilità di detta documentazione.

Mitrokhin si sarebbe trovato ad operare il riordino di una massa di circa 300.000 documenti destinati all’archivio di deposito. Ciò gli avrebbe dato la possibilità di copiare, nel corso di un lungo periodo che arriva addirittura a dieci anni, tale documentazione, che è stata poi conservata in bottiglie e collocata in un giardino.

Ricordo che in nessun servizio di sicurezza è concesso copiare i documenti. Inoltre, in un arco di tempo di dieci anni è molto difficile non scoprire chi intende copiare documenti. Ciò fa sì che tutta la documentazione susciti fortissime perplessità.

Il Ministro sa bene che in nessun servizio è possibile che un archivista abbia accesso ad altra sezione dell’archivio oltre quella presso la quale è impiegato. Inoltre, in tutti i servizi di sicurezza le schede degli informatori, con nomi di copertura e relativi nomi anagrafici, sono custodite presso la segreteria di sicurezza del direttore del servizio e ad esse hanno accesso solo i suoi più stretti collaboratori. Pertanto, per redigere le 200.000 pagine del suo dossier, Mitrokhin avrebbe dovuto copiare circa 70-80 pagine al giorno e non si capisce quando abbia potuto svolgere i suoi compiti istituzionali.

Ancora meno convincente appare la storia delle 250 bottiglie nelle quali sarebbero state conservate le copie di questi documenti. È del tutto incomprensibile come poi questa massa di documenti abbia potuto passare la frontiera, considerato che sin dal 1972, prima ancora dunque della caduta del Governo dell’Unione Sovietica, egli la stava accumulando.

Le critiche all’autenticità della documentazione non sono mie, ma di istituti storici di provata efficienza e competenza. Per cui si può benissimo sostenere che essa ha valore probatorio assai scarso, molto prossimo al nulla. Tra l’altro, tutto questo dossier risulta già consegnato alla magistratura dalla Commissione stragi ed inoltre il Comitato di controllo sui servizi segreti è stato investito del caso sin dall’inizio. L’istituzione di questa Commissione, quindi, non può far altro che aggiungere a tutto questo confusione, battage propagandistico di bassa lega e un elemento di scontro, anziché di confronto politico.

I nostri emendamenti sono volti essenzialmente ad allargare l’indagine, se proprio la si vuole, a tutti i servizi segreti di Stati stranieri che hanno operato e operano in Italia, non solo negli anni della Guerra fredda, ma anche oggi (Mossad, CIA, Intelligence Service e altri).

Se proprio si vuole l’indagine, la si allarghi all’insieme dei finanziamenti pervenuti dall’estero, direttamente e indirettamente, ai partiti politici italiani, alle correnti di partito, da parte di diversi Stati. Finanziamenti pervenuti al fine di arrestare il cammino democratico del nostro Paese, dalla scissione del sindacato dell’immediato dopoguerra, alla formazione di sindacati fantasma, alle stragi di Stato, a Portella delle Ginestre, agli assassinii di politici e di sindacalisti, al sostegno al terrorismo, agli attentati, all’organizzazione di attività militari o paramilitari di vario tipo (a partire da Gladio). Per non parlare poi della P2, con conseguente ulteriore inquinamento dei nostri servizi segreti.

Se il fine è quello di contribuire alla ricerca della verità storica, questa la si ricerca per intero e non per spezzoni. Parti di verità non aiutano a ristabilire la verità, anche nei tribunali non basta dire la verità, bisogna dire tutta la verità.

Ecco, signor Presidente, riservandomi una dichiarazione di voto finale, invito in coscienza i colleghi, se sono veramente intenzionati a ristabilire la verità storica nel nostro Paese, ad esaminare ed approvare i nostri emendamenti. La verità storica consiste nel fatto che noi rivendichiamo tutta la fierezza e tutto l’orgoglio di aver fatto parte di un grande partito, di un partito punto di riferimento per milioni e milioni di lavoratori, di cui la stragrande maggioranza era cattolica, di un partito che è sempre stato presente in tutte le lotte per la democrazia, per l’attuazione della Costituzione, per non parlare dei sacrifici, del carcere, di tutto quanto è stato affrontato per assicurare un avvenire di progresso e di emancipazione delle classi lavoratrici nel nostro Paese.

È questo ciò che mi sento di dire per ora e mi auguro che i colleghi sappiano abbandonare odi di parte e che votino secondo la loro coscienza e secondo la memoria storica che non può venire meno. (Applausi dai Gruppi Misto-Com, DS-U e Misto-RC).

MARINO (Misto-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, appare chiaro – ad avviso dei senatori del Partito dei comunisti italiani – che l’iniziativa assunta con il disegno di legge in esame si prefigge lo scopo di colpire unicamente ed esclusivamente il Partito comunista italiano ed i suoi dirigenti, nel vano ed assurdo tentativo di screditarne le figure storiche e lo spessore umano e morale.

Mi consenta, quindi, di esprimere innanzitutto, a nome dei Comunisti italiani, la piena solidarietà nei confronti della direzione del Partito comunista di allora, dei suoi dirigenti e di milioni di militanti la stragrande maggioranza dei quali era credente, in particolare di fede cattolica, e trovava nella militanza comunista la migliore maniera di testimoniare anche la propria fede religiosa.

Vogliamo rivendicare in questo modo il ruolo nazionale che il Partito comunista italiano ha svolto, un ruolo altamente democratico ispirato ai valori fondanti della Costituzione della Repubblica, i valori dell’uguaglianza e della solidarietà, non per fini di parte ma nell’interesse delle classi lavoratrici, sì da avere meritato la fiducia di tanta parte dei lavoratori e dei cittadini del nostro Paese, diventando il più grande Partito comunista del mondo capitalista.

Il nostro piccolo partito, quello dei Comunisti italiani, non può avere l’immodestia di dichiararsi erede o l’unico erede di quel grande partito. Certamente, però, nella nostra azione politica ci sforziamo di ispirarci alla migliore tradizione del vecchio Partito comunista italiano, a quel patrimonio di storia, di lotte, di cultura e di sacrifici.

Basti ricordare le persecuzioni, le condanne del Tribunale speciale, la firma di Terracini sulla nostra Carta costituzionale, i duri anni del carcere, la Resistenza, la ricostruzione del Paese, le battaglie contro i tentativi autoritari più volte posti in essere, le grandi iniziative per la pace, la collaborazione tra i popoli e l’emancipazione politica, sociale e culturale delle grandi masse. Giù il cappello – lo sanno anche gli avversari – nei confronti di questo grande partito e della sua storia!

Per quanto riguarda il merito del provvedimento in esame, i nostri emendamenti erano volti ad allargare l’indagine – se veramente lo scopo era quello di ricercare la verità storica – all’insieme dei finanziamenti pervenuti dall’estero in Italia, direttamente o indirettamente, per i partiti politici italiani e per le loro correnti da parte di diversi Stati.

Le nostre proposte erano tese ad allargare l’indagine alle organizzazioni e alle attività militari o paramilitari di vario tipo, a partire dalla Gladio, volte ad affossare il percorso democratico del nostro Paese e ad impedire l’attuazione della Carta costituzionale. Quale veridicità? Quale autenticità? A Napoli questo dossier si chiama «scartiloffio». Pensate che i dossier del KGB venivano venduti per strada.

Il senso di continuità dello Stato ha steso un velo pietoso per tanti decenni sulle automutilazioni della prima guerra mondiale per evitare il fronte. Il senso di continuità dello Stato ha comportato censure e silenzi per lungo tempo sugli elenchi delle spie dell’OVRA o di quelle del tribunale speciale. Pensiamo che il senso di continuità dello Stato lo abbia solo il nostro Paese? Veramente pensate che queste cartacce possano contribuire a ricostruire una verità storica? Quale autenticità? Quale provenienza? Quale attendibilità?

Ecco il perché del nostro voto contrario, un voto squisitamente politico. Non c’è nulla da temere. Si può temere solo il ridicolo. Solo qui da noi, in Italia, si insiste su queste cartacce – permettetemi di dirlo, colleghi – per un vergognoso scopo politico fin troppo evidente. Ma questo non riguarda noi, bensì coloro che voteranno a favore di questo provvedimento. A noi resta solamente di esprimere ancora una volta la fierezza e l’orgoglio di essere comunisti e di avere fatto parte del grande Partito comunista italiano. (Applausi dai Gruppi Misto-Com e dei senatori Brunale e Pascarella. Congratulazioni).