Voto degli italiani all’estero

SENATO DELLA REPUBBLICA

———— XIV LEGISLATURA ————

97a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 20 DICEMBRE 2001

(863) Deputati TREMAGLIA ed altri. – Norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero (Approvato dalla Camera dei deputati)

(16) EUFEMI ed altri. – Disposizioni per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani all’estero

(217) MAGNALBO’ ed altri. – Norme per l’esercizio del diritto di voto all’estero dei cittadini italiani residenti oltre confine

MARINO (Misto-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, pur riconoscendo al ministro Tremaglia di essersi battuto come un leone, in tutti questi anni, per questo provvedimento, che ha suscitato un dibattito politico lungo e appassionato, ma anche serie e legittime perplessità, preannuncio la contrarietà dei senatori del partito dei Comunisti italiani all’approvazione di tale disegno di legge, per i limiti che esso ancora presenta, per le difficoltà di gestione tuttora esistenti e per le disposizioni in contrasto con la Carta costituzionale. A nostro avviso, questo provvedimento non garantisce ancora quel voto uguale, libero e segreto sancito dall’articolo 48 della nostra Costituzione.

Nel merito, quanti sono i nostri connazionali all’estero? Dove sono? Con quali garanzie si eserciterà il voto per corrispondenza? Deve essere ancora fatta una bonifica tra l’anagrafe consolare e quella degli italiani residenti all’estero del Ministero dell’interno e dei comuni. Si tratta di operazioni molto complesse.

Quale parità di trattamento sarà assicurata, nei diversi Paesi, ai partiti politici e ai candidati? E quale libertà di propaganda politica, di riunione e di svolgimento della campagna elettorale? Come si potrà unificare nella circoscrizione Estero tutta quella popolazione sparsa in tanti territori, in tanti Paesi, con usi, costumi, linguaggi e tradizioni diverse? Ma soprattutto, come si potrà garantire che nessun pregiudizio possa derivare per la conservazione del posto di lavoro, delle tutele e delle garanzie dei cittadini all’estero in conseguenza della loro partecipazione alla campagna elettorale e alle elezioni? Qual è il numero degli aventi diritto al voto, stante la contraddittorietà tra i dati forniti dall’AIRE e quelli dei nostri consolati?

La nostra contrarietà nasce anche e soprattutto dal fatto che il disegno di legge in esame è in contrasto con il dettato costituzionale. Il suo articolo 8 limita, infatti, l’elettorato passivo ai soli residenti nella circoscrizione Estero, mentre la recente modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione, cui il provvedimento dovrebbe dare attuazione, non pone alcuna riserva per l’esercizio dell’elettorato passivo.

Inoltre, risulta violato anche l’altro principio sancito dall’articolo 67 della Costituzione, per il quale ogni parlamentare rappresenta la Nazione senza vincolo di mandato. Con questo disegno di legge, infatti, si lega il candidato a rappresentare unicamente il territorio della circoscrizione Estero, enormemente vasta e con scarsa possibilità di legame e, quindi, di corrispondenza tra il candidato e gli aventi diritto al voto.

Signor Presidente, per tali motivi ribadisco il voto contrario dei senatori del Partito dei Comunisti italiani all’approvazione del provvedimento in esame.