Ddl a favore degli ex deportati

DISEGNO DI LEGGE

d’iniziativa dei senatori Luigi Marino, Angelo Muzio, Gianfranco Pagliarulo

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL ……………………………

"Interventi a favore delle vittime italiane militari e civili delle persecuzioni naziste"

Relazione

Onorevoli Senatori. – Durante la seconda guerra mondiale, lo Stato nazista, sfruttò milioni di uomini e donne in condizioni di lavoratori coatti e in regime di schiavitù, attraverso deportazione, internamento, prigionia, fino all’annientamento, violando tutti i diritti umani.

Tra l’8 settembre 1943 e l’8 maggio 1945 oltre 700 mila italiani militari e civili deportati ed internati in Germania, per 20 mesi, giorno dopo giorno furono costretti a servire l’economia e la macchina bellica del regime hitleriano che aggirando l’osservanza delle norme dei trattati internazionali, li privò dello status di prigionieri di guerra, sottoponendoli, nella maggioranza dei casi, a trattamenti inumani.

Le ingiustizie e le sofferenze umane subite, non possono essere risarcite se non in misura simbolica e un qualsiasi indennizzo arriva comunque troppo tardi per coloro i quali hanno perso la vita.

A distanza di più di cinque decenni occorre riconoscere lo status di prigionieri di guerra a tutti i cittadini deportati ed internati nei lager nazisti nell’ultimo conflitto mondiale, a quanti hanno dedicato alla Patria una parte importante della loro esistenza, pagando con la vita, con mutilazioni e con sofferenze e sacrifici personali di ogni genere.

Per il complesso delle ragioni sopra esposte, si auspica che l’iniziativa legislativa possa trovare il più ampio consenso.

Articolo 1.

1. La Repubblica italiana riconosce a titolo di risarcimento soprattutto morale il sacrificio dei propri cittadini deportati ed internati nei lager nazisti nell’ultimo conflitto mondiale.

2. E’ autorizzata la concessione di una medaglia d’onore ai cittadini italiani militari e civili deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra, ai quali se militari, è stato negato lo status di prigionieri di guerra secondo la Convenzione di Ginevra dall’allora governo nazista, o ai familiari dei deceduti , che abbiano titolo per presentare l’istanza di riconoscimento dello status di lavoratore coatto.

3. E’ autorizzata altresì la concessione di un contributo in denaro una tantum, che simbolicamente viene stabilito in Euro 500,00 a titolo di risarcimento per le sofferenze subite e per il lavoro coatto eseguito in condizioni di schiavitù nei campi nazisti, a ciascun cittadino italiano vivente o loro eredi alla data di entrata in vigore della presente legge. Sono esclusi dal beneficio economico coloro che usufruirono della legge 18/11/1980, n. 791.

Articolo 2.

1. Le domande di riconoscimento dello status di lavoratore coatto, eventualmente già presentate dagli interessati alla Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (O.I.M.), sono riconosciute valide a tutti gli effetti della presente legge. A tal fine l’O.I.M., tramite la sua Missione di Roma, trasmette al Comitato di cui al successivo articolo 3 le istanze di riconoscimento sinora pervenute in uno alla documentazione eventualmente allegata.

Articolo 3.

1. E’ istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un Comitato, presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri o da un suo delegato, costituito da un rappresentante dei Ministeri della difesa, degli affari esteri, degli interni e dell’Economia, nominati dai rispettivi Ministri, nonché da un rappresentante dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento e dalla Guerra di Liberazione (A.N.R.P.) e da un rappresentante dell’Associazione Nazionale ex Internati (A.N.E.I.) – enti morali – nonché un rappresentante dell’O.I.M.

2. Il Comitato provvede alla individuazione degli aventi diritto, nonché all’erogazione a favore degli stessi delle provvidenze stabilite dalla presente legge e al finanziamento delle iniziative e dei progetti di cui al successivo articolo 4, comma 2.

Articolo 4.

1. E’ istituito presso il Ministero della difesa il "Fondo per gli interventi a favore dei cittadini italiani deportati ed internati nei lager nazisti", al quale affluiscono:

– il contributo dello Stato di cui all’articolo 5 della presente legge;

– eventuali liberalità di Enti pubblici e privati, associazioni e cittadini;

– eventuali contribuzioni di istituzioni e Stati esteri.

Il fondo sarà utilizzato, in via prioritaria, per gli interventi di cui ai commi 2 e 3 dell’articolo 1 della presente legge ed in via subordinata per finanziare iniziative e progetti intesi alla conservazione della memoria storica al fine di prevenire che simili ingiustizie possano ripetersi nel futuro.

Articolo 5.

1. All’onere complessivo di 45 milioni di Euro derivante dall’attuazione della presente legge, ivi comprese le spese per il funzionamento del Comitato di cui al precedente articolo 3, stabilito in Euro 15 milioni per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2002-2004, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’Economia per l’anno finanziario 2002 e seguenti, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.

2. Il Ministro dell’Economia è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.