Interrogazione al ministro dei Trasporti

MARINO, MUZIO, PAGLIARULO. – Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. – Premesso che:

ai sensi e per effetto degli artt. 317 del Codice della navigazione e 203 del Regolamento per la Sicurezza della Navigazione e della Vita Umana in Mare, per ogni nave dovrebbe aversi una Tabella Minima di Armamento e Sicurezza per la gestione dell’emergenza generale e per la piena operatività del personale ai mezzi collettivi di salvataggio e gestione delle masse nei punti di riunione:

le dette «tabelle di sicurezza», ai sensi dell’art. 317 del Codice della navigazione e 426 del Regolamento per l’Esecuzione del Codice della Navigazione Marittima vengono stabilite dal Ministero dei trasporti con decreto ministeriale sentite le organizzazioni sindacali, lasciando al Comandante del Porto il potere di vigilanza sulla osservanza delle stesse;

in aggiunta alle «tabelle minime di sicurezza» veniva stabilita, in accordo con le parti armatoriali e le organizzazioni sindacali, una cosiddetta «tabella di esercizio» (fatta ormai spesso coincidere, del tutto opinatamente, con la tabella di sicurezza) al fine di rispondere e sopperire a logiche commerciali varie, tipologia di movimentazione delle masse, modalità d’imbarco di passeggeri e autoveicoli a seconda se seguite da personale di bordo o da personale di terra, per il rispetto delle ordinanze in materia di portualità, ecc.;

detto Ministero, con circolare del Ministero della marina mercantile, prot.n. 4142045 del 2 giugno 1992 e prot. n. 4041469 del 30 luglio 1993, nonché con circolare del Ministero dei trasporti e della navigazione Sez. TMA 4 del 9 marzo 1993, dettava i criteri da adottare per la determinazione delle tabelle di armamento e, nel confermare la citata circolare, ribadiva l’intangibilità delle tabelle di armamento di sicurezza emanate precedentemente con decreto ministeriale per ogni singola nave;

l’armamento sia pubblico che privato, in campo nazionale come in campo locale, procedendo spesso per far coincidere le tabelle di sicurezza con le tabelle di esercizio, anche con gravi ripercussioni sui livelli occupazionali in un settore fortemente già in crisi d’identità, provoca una pericolosa caduta del livello di gestione della sicurezza a bordo;

considerato che:

è necessario, quanto opportuno, bloccare ogni tentativo in predicato in tema di riduzione ulteriore degli equipaggi collegati alle tabelle minime di sicurezza che andrebbero adeguate con un numero maggiore di personale per mantenere adeguati standard qualitativi e di sicurezza;

la ventilata privatizzazione di alcune società pubbliche non può e non deve ripercuotersi sui livelli occupazionali e sugli standard di sicurezza della vita umana in mare, in un contesto dove sempre più spesso si addebita «all’errore umano» ogni sorta di nefandezza,

gli interroganti chiedono di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza che presso le società armatoriali sia pubbliche che private, che operano sia in campo nazionale che locale, e segnatamente per il naviglio delle collegate regionali facenti capo al Gruppo Tirrenia Navigazione (Toremar – Caremar – Siremar – Saremar), nonché per il naviglio privato operante nel Golfo di Napoli, è in atto una riduzione della composizione numerica delle «Tabelle di Armamento di Sicurezza» non rispettose della normativa succitata;

se non ritenga utile istituire un’apposita Commissione per la corretta applicazione della normativa vigente e per approfondire ed accertare eventuali omissioni e/o inadempienze in materia, al fine di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali, oltre che la sicurezza e la salvaguardia della vita umana in mare.

(4-01432)