Interrogazione al ministro del Lavoro

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro del lavoro e politiche sociali

I Senatori Gianfranco Pagliarulo, Luigi Marino e Angelo Muzio,

premesso che:

· La società ATESIA, a capitale Telecom Italia, occupa circa 5300 lavoratori in attività di Call Center a Roma ed inoltre è presente a Milano e Caltanissetta;

· Tutti questi lavoratori sono stati riconosciuti coordinati e continuativi solo da qualche mese, dopo essere stati costretti per anni ad aprire partite IVA ed a pagare persino l’affitto della postazione di lavoro;

· Oggi il rapporto di lavoro di collaborazione coordinata e continuativa viene rinnovato ogni 3 mesi , con facoltà e prassi dell’Azienda di interromperlo in qualsiasi momento, senza incorrere in nessuna penalità o sanzione.

· Ai lavoratori non si applica nessun contratto collettivo di lavoro ne nazionale ne aziendale, ma, vengono remunerati esclusivamente ad un "tanto a chiamata";

· Sono obbligati a frequentare periodicamente corsi di formazione che non vengono retribuiti in nessun modo dall’Azienda;

· E’ un rapporto di lavoro senza regole, nè diritti e minimi tabellari, senza ferie, permessi, nè indennità di malattia, pur essendo costretti a rispettare rigidamente l’orario di lavoro ed a fare i turni;

· L’Azienda si rifiuta di discutere qualsiasi proposta, tesa a definire, con le organizzazioni sindacali di rappresentanza, un minimo di garanzie e regole di stabilizzazione del rapporto di lavoro e del salario;

· L’ATESIA attraverso i propri Call Center gestisce le principali campagne di informazione e promozione aziendale di importanti aziende tra le quali la RAI – TIM – STREAM – ecc. A questi operatori è richiesta un’ampia professionalità e responsabilità che non gli viene riconosciuta;

chiedono di sapere

se non intenda attivarsi nei confronti dell’azienda al fine di incentivare la contrattazione collettiva;

se non ritenga opportuno appurare se non ci si trovi di fronte anche ad un utilizzo di forme contrattuali improprie ed illegittime, per attività che certamente non hanno caratteristiche di lavoro libero – professionale.

Sen. Gianfranco Pagliarulo

Sen. Luigi Marino

Sen. Angelo Muzio

Roma, 13 febbraio 2002