Intervento in aula sull’attentato al Viminale

INTERVENTO DEL SENATORE GIANFRANCO PAGLIARULO (DUE MINUTI) NEL DIBATTITO A SEGUITO DELLE DICHIARAZIONI DEL MINISTRO SCAIOLA IN MERITO ALLA BOMBA AL MINISTERO DELL’INTERNO – ROMA, 27 FEBBRAIO 2002

Signor Presidente,

mi aspettavo dal ministro Scaiola quantomeno qualche accento autocritico. Invece ho scoperto una mia colpa gravissima: sono uno dei quarantamila del Palavobis. Denuncio questa colpa perché ho letto ed ascoltato dichiarazioni sconcertanti. Rifiutare il clima di scontro, dice il ministro? Invece di unire il Paese contro qualsiasi terrorismo, come era loro preciso dovere, uomini autorevolissimi del Governo, a cominciare dal Presidente del Consiglio, hanno insinuato nessi fra i toni usati al Palavobis e la bomba di ieri mattina.

Critica ai toni? E’ mostruoso che chi si permette di dire questo è colui che ha disseminato questi mesi di dichiarazioni di fuoco, a cominciare dalla presunta guerra civile condotta da una parte della magistratura.

Critica ai toni? Ho letto oggi sul Corriere un’intervista in cui, sempre a proposito della bomba. Bossi, – Ministro fino a prova contraria – della Repubblica Italiana lancia accuse false, tendenziose, diffamatorie alla sinistra e ai comunisti. Ma come si permette, nel Paese dello stragismo nero? Con un Ministro di Giustizia che non ha ancora operato per l’estradizione di Delfo Zorzi, nazista, condannato all’ergastolo per Piazza Fontana? Come si permette quel Bossi che predicava la secessione e che voleva impropriamente usare la bandiera italiana a fini di pulizia intima? Sono questi i campioni di democrazia che vengono a fare la lezione a quelli che hanno combattuto sul serio per difenderla, da Guido Rossa a Sergio D’Antona? Tutti, e io per primo, condannano l’attentato. Unico, il Governo e i suoi uomini, cerca di farne cadere la responsabilità sul Palavobis, sulla sinistra. Sono le accuse disperate di uomini pronti a tutto. Siete allarmati dai movimenti che stanno nascendo. Siete spaventati dalla caduta di popolarità causata dalla vostra politica. Avete paura dell’unità antifascista. Non riuscirete ad intimidire nessuno! Voi state facendo di tutto in questo Paese, tranne che governarlo. Non illudetevi: non riuscirete a cancellare le parole di Piero Calamandrei scolpite nella storia. Troverete, senza violenza alcuna, resistenza, resistenza, resistenza!