Dichiarazione di voto sull’immigrazione

SENATO DELLA REPUBBLICA

XIV LEGISLATURA

133ª SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 28 Febbraio 2002

Presidenza del vice presidente FISICHELLA,

indi del vice presidente CALDEROLI

DISEGNI DI LEGGE

Seguito della discussione:

(795) Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo

(55) EUFEMI ed altri. – Norme in difesa della cultura italiana e per la regolamentazione dell’immigrazione

(770) CREMA. – Nuove norme in materia di immigrazione

(797) Disciplina dell’ingresso degli stranieri che svolgono attività sportiva a titolo professionistico o comunque retribuita

(963) TOGNI ed altri. – Norme in materia di ingressi dei lavoratori extracomunitari occupati nel settore dello spettacolo

Approvazione, con modificazioni, del disegno di legge n. 795:

MARINO (Misto-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, mi consenta di ribadire il voto contrario dei Comunisti italiani, già espresso dal collega Pagliarulo nella seduta di ieri.

Questo provvedimento è inefficace nel prevenire e nel contrastare la clandestinità, rispondendo solo agli umori più rozzi ed incolti. E’ quindi un provvedimento cinico ed incivile.

Il suo impianto normativo espone i lavoratori stranieri a ricatti e condizionamenti; comporta l’espulsione con procedure indegne di un Paese civile e democratico, senza la preventiva convalida dell’autorità giudiziaria e, quindi, in contrasto con l’articolo 13 della Costituzione, come sottolineato recentemente dalla Corte costituzionale.

Il provvedimento, inoltre, favorisce di fatto la clandestinità, rendendo più difficile l’ingresso e la permanenza regolari. Esso nega, tra l’altro, il valore dell’apporto economico per la crescita del nostro Paese e alimenta una cultura xenofoba, indicando nell’immigrazione la minaccia alla nostra sicurezza e al nostro benessere. Non abbiamo più nemmeno memoria storica dei tanti milioni di italiani che sono strati costretti, nel corso di un secolo, a lasciare il nostro Paese.

Non è attraverso la negazione dei diritti che si può regolare e controllare il fenomeno. Ecco perché diciamo no all’approvazione di questo provvedimento, anche al fine di affermare il principio del rispetto della persona e della solidarietà umana. (Applausi dai Gruppi Misto-Com e DS-U).