Interrogazione su BLU spa

Interrogazione

Ai Ministri delle attività produttive, delle comunicazioni e del lavoro e delle politiche sociali.

Premesso:

– che è in atto una revisione del piano industriale e strategico dell’azienda BLU, avviata all’indomani della mancata aggiudicazione della licenza governativa per l’UMTS e proseguita, nei mesi successivi;

– che BLU s.p.a. è una società di telefonia mobile nata come partnership di soci di assoluto prestigio quali: Sitech (Autostrade) al 32 per cento; British Telecom al 29 per cento; Distracom al 9 per cento; Edizione Holding al 9 per cento; Italgas al 7 per cento; Gruppo Caltagirone al 7 per cento; BNL al 7 per cento;

– che dall’agosto del 1999, BLU s.p.a. è ufficialmente il quarto operatore italiano di telefonia mobile;

– che successivamente Edizione Holding s.p.a., già detentrice della maggioranza di Autostrade s.p.a. e quindi di BLU s.p.a., è divenuta, insieme con il gruppo Pirelli, proprietaria della maggioranza del gruppo Olivetti, e quindi della TIM (controllata Telecom Italia);

– che la Commissione europea ha invitato Edizione Holding s.p.a. a superare la posizione dominante del gruppo Telecom;

– che la risposta a tale invito potrebbe consistere nella alienazione della quota azionaria di Edizione Holding s.p.a. in BLU, nella liquidazione di BLU o nella vendita per asset della società stessa;

– che in tal caso il mercato della telefonia mobile in Italia si ridurrebbe da quattro a tre operatori, a scapito della concorrenza nel settore;

– che la «Blu» Spa è una società che nel 2001 ha raggiunto e superato gli obiettivi approvati dagli azionisti, risultati che potranno essere aumentati dalle opportunità legate all’imminente introduzione della possibilità per i consumatori di cambiare gestore senza modificare il proprio numero di telefono, e che, dunque, non sembrano giustificati gli attuali scenari di smembramento o di messa in liquidazione della azienda;

– che ora il Consiglio di amministrazione della Blu s.p.a. ha deciso di vendere la società;

– che questa decisione determina una situazione drammatica per i circa 2.000 dipendenti che vedono a rischio il posto di lavoro con il licenziamento dai Call-Center di Palermo, Calenzano (Firenze), Roma, Napoli, Padova e Milano;

gli interroganti chiedono di sapere:

– se le notizie relative alla possibile messa in liquidazione di Blu S.p.A. o del suo smembramento abbiano fondamento;

– quali, in caso di liquidazione o smembramento, sarebbero le ripercussioni sul mercato della telefonia mobile con particolare riferimento agli interessi generali del Paese e dei consumatori;

– quali iniziative ed interventi il Governo e i singoli Ministeri, intendano promuovere per tutelare i circa 2.000 posti di lavoro a rischio e l’insieme del patrimonio professionale espresso in questi anni.

– quali iniziative abbia adottato o intenda adottare per evitare la liquidazione di BLU s.p.a., per mantenere la concorrenza nel settore, per garantire i livelli occupazionali e contrattuali dei lavoratori interessati.

Sen. Luigi Marino

Sen. Gianfranco Pagliarulo

Sen. Angelo Muzio Roma, 15 marzo 2002