Intervento su dichiarazioni del Ministro dell’Interno sull’omicidio Biagi

ROMA, 20 MARZO 2002 – INTERVENTO DEL SENATORE GIANFRANCO PAGLIARULO IN RISPOSTA ALLE COMUNICAZIONI DEL MINISTRO DELL’INTERNO IN MERITO ALL’OMICIDIO BIAGI

Il primo e più forte pensiero è per il professor Biagi e per la sua famiglia. Colpendo lui, un moderato, un intellettuale del lavoro, si è colpita la democrazia, si è voluto colpire il movimento sindacale, che si era riunificato proprio pochi giorni fa. A poche ore dalla più grande manifestazione di piazza del dopoguerra, scatta la provocazione omicida. Tutti dovremmo unirci in una condanna senza strumentalità. Ma fra tante dichiarazioni prudenti e responsabili ho anche ascoltato, e letto, parole insopportabili, tese a sostenere che l’omicidio è figlio della campagna di odio contro il governo. Sarebbe fin troppo facile ribaltare l’accusa. Non è il momento. Ma si sappia che l’opposizione politica e sociale non si farà delegittimare, conservando il diritto, la legittimità e la forza di manifestare, di dare vita così all’articolo 17 della Costituzione. Si sappia che la migliore risposta agli assassini è non farsi intimidire da nessuno nel portare avanti la battaglia politica e sociale contro il governo. Si sappia che non faremo comprimere da nessuno gli spazi della democrazia. Si sappia dell’allarme democratico per un bersaglio annunciato dai servizi, per l’impunità di cui godono ancora gli assassini di D’Antona. C’è un grumo oscuro e criminale che fa politica – e quanta! – da tempo in Italia ammazzando la gente. La provocazione assassina non fermerà la battaglia democratica. Ne abbiamo avuto conferma: il terrorismo è il nemico peggiore del movimento democratico e della democrazia.