Intervento su sbarchi di clandestini

SENATO DELLA REPUBBLICA
———— XIV LEGISLATURA ————
148a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 27 MARZO 2002

(Pomeridiana)

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell’articolo 151-bis del Regolamento, sugli sbarchi di clandestini e sul connesso stato di emergenza

MARINO (Misto-Com). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINO (Misto-Com). Signor Ministro, mi consenta di dire che ho trovato la sua esposizione molto asettica, mentre l’orrore dell’ultima tragedia è ancora nel nostro ricordo.

Lei ha definito il disegno di legge approvato dal Senato frutto di equilibrio. Io credo che forse lei si riferisca all’equilibrio all’interno della compagine governativa tra un’anima dura, un’ala dura, e un’ala più sensibile al dettato cristiano, come è ancora risuonato nell’intervento del senatore Forlani, ma questa legge che lei considera frutto di equilibrio è stata definita dalla Conferenza episcopale inumana, incivile, che colloca l’Italia fuori dell’Europa.

Infatti essa non fa altro che favorire l’immigrazione che voi definite clandestina e penalizzare invece i regolari, evitando il ricongiungimento delle famiglie. Insomma, va nel senso perfettamente contrario.

La domanda che le pongo è se il Governo può ancora fare una riflessione seria su questo testo normativo licenziato dal Senato, oppure pensa semplicemente di insistere con le misure di carattere repressivo.

PRESIDENTE. Il Ministro ha facoltà di rispondere alla domanda testé posta.

SCAJOLA, ministro dell’interno. Non posso risponderle in altra maniera se non ricordandole che il disegno di legge da lei citato ha avuto l’approvazione del Consiglio dei ministri e poi di quest’Aula, un’approvazione certamente contrastata, perché il tema è obiettivamente difficile e fa evidenziare profonde differenze tra le posizioni di ciascuno.

Vorrei sottolineare, però, che proprio in questi giorni in Germania è stata approvata la nuova legge sull’immigrazione. Ebbene, le posso dire, senatore Marino (se non ha avuto occasione di approfondirla, come ho fatto, invece, più volte io, come Ministro dell’interno, con il collega Schily) che la legge tedesca e quella italiana non sono molto diverse; anzi, su alcuni aspetti, ad esempio quello del ricongiungimento, è molto più severa e rigida la legge tedesca che, come è noto, è stata approvata da un Parlamento a maggioranza di centro-sinistra.

Devo anche aggiungere che nel dibattito a livello europeo su questo fenomeno, che va gestito, la posizione italiana non è certamente più restrittiva di altre: è coerente con le linee guida di diversi Paesi europei e della stessa Commissione europea. Questo è quello che mi sento di poter dire. Certo è che, se questo fenomeno va affrontato, è indubitabile l’urgenza di dotarci di una legge più moderna.

MARINO (Misto-Com). Ovviamente verificherò il testo di legge approvato dalla Germania, e quindi a questo punto mi aspetto che la Conferenza episcopale definisca incivile e inumana anche la legge tedesca.

Ma in effetti, signor Ministro, credo (non certo perché lo dico io, ma perché lo afferma anche l’OCSE) che se pensiamo di governare questi flussi migratori solamente con misure di ordine pubblico e di sicurezza diventa una pia illusione. Infatti, le misure di polizia, sia pure stabilite a livello internazionale, non fanno altro che spingere ancora di più gli immigranti nella rete dei cosiddetti trafficanti di carne umana e rischiano di produrre un esito perfettamente contrario a quello che ci si è prefissi.

Ciò che è importante è la prevenzione e quindi, accanto alle misure, sia pure concordate a livello internazionale, sapere che è proprio questa globalizzazione, questo approccio iperliberista che produce e fa aumentare la domanda di manodopera clandestina, perché si fugge dalla fame, dalla miseria, dalle persecuzioni. L’OCSE – cito testualmente – ha messo in evidenza che le politiche migratorie proibizionistiche non riducono i flussi ma al contrario li fanno aumentare, tant’è vero che alla frontiera messicana, malgrado le misure di sicurezza adottate, gli irregolari da 5 milioni sono passati a 7,5 milioni.

Lei parlava della necessità di valutare in modo sereno la situazione e, rispondendo al senatore Boco, ha detto pure che il Governo sta facendo il possibile, ma non è così perché il Commissariato dell’ONU ha richiamato il Governo italiano al rispetto della normativa internazionale, in quanto il nostro Paese dà solamente il 5 per cento dei permessi di asilo, a differenza degli altri Paesi europei.

Lei ha detto altresì che si deve operare su scala europea. D’accordo, però non soltanto per quanto riguarda le misure di polizia, ma – mi consenta – soprattutto per aiutare i processi di sviluppo dei Paesi poveri, quindi aumentare la cooperazione economica, le politiche formative e sanitarie, prevedere un’iniziativa internazionale per azioni di contrasto alle organizzazioni che promuovono l’immigrazione clandestina, ai trafficanti di carne umana.

Bisogna mettere attorno a un tavolo anche i Paesi rivieraschi, come si era cominciato a fare con la Tunisia, il Marocco e anche con la Turchia. Quindi, non solo misure di repressione – e qui richiamo l’intervento del senatore Forlani – ma cooperazione allo sviluppo, cancellazione del debito reale, affrontare i problemi della fame nel mondo, imporre al Fondo monetario e alla Banca mondiale di aiutare i Paesi più deboli.

Se non saranno rimossi questi ostacoli, queste condizioni, le popolazioni saranno costrette sempre a scappare, non ci sarà misura di polizia che tenga e il problema resterà irrisolvibile. (Applausi dal Gruppo DS-U. Congratulazioni).