Intervento su situazione in Palestina

SENATO DELLA REPUBBLICA

———— XIV LEGISLATURA ————

149a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MARTEDÌ 2 APRILE 2002

_________________

MARINO (Misto-Com). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINO (Misto-Com). Anche i Comunisti Italiani chiedono una convocazione urgentissima, ad horas, di quest’Aula, giacché ogni ora che passa si aggiunge tragedia a tragedia, tragici avvenimenti a tragici avvenimenti! (Brusìo in Aula).

PRESIDENTE. Colleghi, lasciate parlare il senatore Marino! Che nessuno si permetta di dire no, sta parlando un collega!

MARINO (Misto-Com). Avverto personalmente, ma credo che anche gli altri colleghi lo provino, un senso di impotenza rispetto ai tragici avvenimenti che si susseguono; ecco perché ho parlato di una convocazione ad horas. Oggi ho telefonato ai senatori segretari delle Commissioni esteri di Camera e Senato, pensando che il dibattito venisse anticipato ad oggi, almeno a livello di Commissione; nel frattempo, nel corso della giornata, si sono verificati ancora lutti e distruzioni.

Le dichiarazioni di intenti sono belle, già qualche mese fa il Ministro degli affari esteri, nel corso di un’audizione delle Commissioni esteri riunite, ebbe a dire dell’importanza di mettere intorno ad uno stesso tavolo l’ONU, l’Unione europea, i Paesi arabi e i contendenti, facendo riferimento anche al piano Marshall; ma in questo caso dalle parole occorre passare ai fatti nel più breve tempo possibile, altrimenti la situazione si trasformerà in una polveriera assolutamente incontrollabile.

Signor Presidente, per ogni colpo di un cecchino interi edifici vengono demoliti, Arafat è assediato e le chiavi della luce elettrica e dell’acqua sono nelle mani dell’esercito occupante; assistiamo alla strage di bambini e nessuno leva una voce forte e solenne ma, soprattutto, fattiva. Occorre assolutamente e al più presto creare una forza di interposizione internazionale; ripeto, se è difficile prendere una decisione da parte del Consiglio di sicurezza dell’ONU, ben venga una forza di interposizione, giacché sugli intenti vi è un’ampia e concorde condivisione. Si deve trattare di una forza che agisca sotto l’egida dell’ONU, composta da osservatori internazionali.

Tuttavia, per porre fine a questo massacro, a questa mattanza, prima ancora che di osservatori, ritengo sia indispensabile che questo Parlamento invii una sua delegazione ufficiale per cercare di ricreare un momento di ripensamento e di riflessione rispetto ai tragici avvenimenti che, ripeto, possono determinare l’esplodere di una polveriera e quindi una catastrofe che andrà ben oltre i confini della Palestina!

Signor Presidente, la mia parte politica da sempre è convinta che non c’è altra alternativa concreta e realistica – giacché non è possibile ipotizzare la distruzione di Israele, né pensare ad una soluzione finale che veda una cacciata dei palestinesi dalla terra di Palestina – se non quella del negoziato, della coesistenza dei due Stati nell’ambito della quale entrambi abbiano confini sicuri, riconosciuti e validi, ma per fare questo occorre che dalle intenzioni e dalle dichiarazioni di principio si passi ai fatti nel più breve tempo possibile. Ne va anche della coscienza e della responsabilità di ciascuno di noi!

Ben venga anche una delegazione interpartitica che si rechi in quei luoghi prima ancora che arrivino gli osservatori internazionali. Poniamo fine a questo massacro e si svolga al più presto una discussione reale, e non solo a livello di Commissione su questi problemi! (Applausi dai Gruppi Misto-Com, Misto-RC, Verdi-U e DS-U).