Intervento su finanziamenti alla Fao

SENATO DELLA REPUBBLICA

———— XIV LEGISLATURA ————

157a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 11 APRILE 2002

(Pomeridiana)

PRESIDENTE. Segue l’interrogazione 3-00186 sullo stanziamento istituito per interventi in favore della FAO.

Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.

MANTICA, sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Per quanto riguarda questa interrogazione, confermo che la cooperazione italiana, conformemente agli impegni assunti dal Governo, ha già concesso alla FAO il contributo volontario aggiuntivo per l’anno 2001 di 5 miliardi di lire che – ricordo – è destinato specificatamente al finanziamento di progetti di cooperazione decentrata, vale a dire di cooperazione con gli enti locali e con i rappresentanti delle autonomie locali. Al momento, la Direzione generale cooperazione del Ministero degli affari esteri sta definendo con la FAO le modalità per utilizzare tale contributo.

Ricordo che già nel 1995 la dichiarazione adottata dalla Conferenza euromediterranea di Barcellona sanciva il principio del partenariato per la costruzione di un rapporto di nuova solidarietà tra istituzioni regionali e locali e organismi della società civile del Nord e del Sud del mondo, fondato sullo sviluppo reciproco e sulla reciproca convenienza.

Nel marzo del 2000 la cooperazione italiana ha approvato proprie linee guida con l’obiettivo di dare una risposta sistematica alle istanze dibattute sul piano internazionale al fine di definire una nuova normativa che stabilisse ruolo e modalità di attuazione della cooperazione decentrata. Nell’ambito di tale strategia, che prevede di attivare numerose iniziative, si iscrive anche la collaborazione tra FAO e autonomie locali italiane. Tali progetti, che vengono promossi all’interno di un rapporto di partenariato con gli enti omologhi dei Paesi in via di sviluppo, hanno come principale caratteristica il coinvolgimento e la promozione di proficui contatti tra le società civili.

Al senatore Marino, con cui ho avuto modo di discutere di questo problema in sede di discussione della manovra finanziaria, dico che quando parliamo di regolamenti e di modalità si riscontrano alcune difficoltà procedurali nei confronti non solo delle regioni italiane, ma anche delle analoghe istituzioni dei Paesi in via di sviluppo.

Pertanto, garantisco che questi 5 miliardi di lire esistono e che sono disponibili per la cooperazione decentrata; il che non vuol dire che sia facile, entro breve tempo, impegnare questi fondi e attribuirli ai progetti specifici di collaborazione tra le autonomie locali italiane ed i Paesi stranieri.

MARINO (Misto-Com). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINO (Misto-Com). Prendo atto della cortese risposta fornita dal sottosegretario Mantica, ma credo siano necessari ulteriori chiarimenti.

Egli è stato un autorevole membro della Commissione bilancio per cui m’insegna che abbiamo inserito nella voce riguardante il Ministero degli affari esteri in tabella A la finalizzazione di cui parliamo, ma sappiamo che per spendere i 5 miliardi di lire occorre una specifica norma autorizzativa di spesa, cioè uno specifico supporto normativo.

Ricordo a me stesso e all’onorevole Sottosegretario che in sede di manovra finanziaria il Governo fece slittare il contributo complessivo di 15 miliardi dal triennio 2001-2003 al 2002-2004. Quindi, il problema sorge per il 2001 – come giustamente sottolineato dal Sottosegretario – ma riguarda anche il triennio successivo.

A Palermo si è aperta la conferenza, alla quale partecipano 91 Paesi, sull’e-government per sviluppare l’informatica nei Paesi poveri ed il Governo si è impegnato a contribuire con 9 milioni di dollari alla realizzazione di tali progetti. Anche questo va bene, tutto è utile. Ma lo stesso Primo Ministro della Costa d’Avorio, pur confermando l’utilità di questi progetti, ha affermato che quello Stato si aspetta che i Paesi ricchi continuino a contribuire al suo sviluppo attraverso le tradizionali politiche di aiuti.

Ciò significa potenziare gli interventi finanziari per la lotta all’Aids e per la cooperazione allo sviluppo; continuare quanto già è stato fatto nella passata legislatura per la cancellazione del debito e per la fame nel mondo; quindi, contribuire fattivamente a mandare avanti la cooperazione decentrata attraverso iniziative che tendano a far sì che si sviluppino questi microprogetti in aiuto alle famiglie rurali povere, cioè in aiuto dei bisognosi dei Paesi poveri, per produrre una maggiore quantità di alimenti. Tutto è utile.

Sollecito ancora una volta il Governo a prendere le iniziative opportune perché si introduca finalmente una tassazione sulle transazioni finanziarie di carattere speculativo (la cosiddetta Tobin tax), e per continuare nell’egregia opera iniziata nella passata legislatura di cancellazione del debito.

Desidererei, nel prendere atto della risposta, che il Governo si impegnasse più velocemente affinché le erogazioni con questo specifico obiettivo abbiano luogo al più presto. Mi rendo conto delle difficoltà procedurali in relazione anche alle difficoltà degli enti locali, ma occorre tener conto che ci siamo impegnati per il triennio e non solamente per un anno.