Intervento sull’impiego delle scorte (caso Biagi)

SENATO DELLA REPUBBLICA

———— XIV LEGISLATURA ————

158a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MARTEDÌ 16 APRILE 2002

(Antimeridiana)

Discussione della mozione n. 63 sull’impiego delle scorte

PAGLIARULO (Misto-Com). Criticando la decisione della Presidenza di convocare la seduta dell’Assemblea in concomitanza con lo sciopero generale, peraltro inserendo nell’ordine del giorno un argomento di grande rilievo come quello in discussione, sottolinea le gravi responsabilità del Governo in relazione alla revoca della scorta al professor Biagi, scelta evidentemente superficiale, frutto di un’insufficiente analisi dell’entità della minaccia gravante sulla vittima dell’attentato delle Brigate rosse. Chiede altresì un riesame complessivo e ponderato del sistema di assegnazione delle scorte e delle tutele, nonché una verifica sull’effettiva mancata assegnazione di incarichi di consulenza, nell’ambito delle indagini sull’omicidio Biagi, al dottor Michele Landi, morto nei giorni scorsi in circostanze misteriose.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pagliarulo. Ne ha facoltà.

PAGLIARULO (Misto-Com). Signor Presidente, signor Ministro, onorevoli senatori, non posso evitare di usare alcuni dei pochi secondi a disposizione per constatare l’atmosfera particolare di questa discussione. Siamo tutti a ranghi molto ridotti in quest’Aula. Io critico la decisione di convocare l’Aula a quest’ora di questo giorno, perché era ovvio che un rilevante numero di colleghi sarebbe stato assente per varie ragioni legate allo sciopero. La ritengo una scelta sbagliata; sarebbe stato meglio convocare l’Aula alle 16,30, com’era prassi fino a poche settimane fa, a maggior ragione tenendo conto dell’importanza dell’argomento all’ordine del giorno.

Sul caso in oggetto, ritengo che ci sia stata una responsabilità grave del Governo nella riduzione o nell’abolizione delle scorte negli ultimi mesi, una scelta superficiale legata a una lettura inadeguata dell’attualità della minaccia; a maggior ragione tenendo conto del pericolo in cui si sentiva coinvolto il professor Biagi; a maggior ragione tenendo conto, come si è detto, che la scorta gli era stata negata.

Una scelta che impone non solo un riesame complessivo e ponderato dei criteri di assegnazione delle scorte e delle tutele, ma anche ulteriori accertamenti di tutte le responsabilità in merito alla mancata tutela della persona di Biagi. Credo che il Parlamento debba pronunciarsi proprio su questo.

Vorrei aggiungere un’inquietante successione di fatti. All’efferato omicidio del professor Biagi è seguita la morte, quanto meno controversa, del dottor Michele Landi, un tecnico, com’è noto, che operava in merito alle indagini sull’omicidio D’Antona, come consulente della difesa. Si dice che Michele Landi non avesse alcun incarico ufficiale relativamente al caso Biagi. Colgo l’occasione per chiedere formalmente una verifica sugli organi inquirenti e anche sui Servizi, per avere conferma dell’assenza di incarichi affidati a Landi.

Il punto è che, allo stato, non sappiamo ancora né chi ha assassinato D’Antona, né chi ha assassinato Biagi. Quanto basta per tornare al tema, per confermare l’urgenza di un riesame serio di tutta la vicenda delle scorte e della loro assegnazione.