CRISI FIAT – IL GOVERNO AFFRONTI SERIAMENTE LA QUESTIONE

CRISI FIAT

DILIBERTO: IL GOVERNO AFFRONTI SERIAMENTE LA QUESTIONE INVECE DI ATTACCARE IL MONDO DEL LAVORO

Ufficio stampa

Roma, 15 maggio 2002

Quella della Fiat è una tragedia. L’occupazione attuale è messa in discussione, gli "esuberi" andrebbero dai 3000 ai 5000. Non credo, viste le dimensioni, che la crisi della Fiat sia improvvisa. Improvviso – e quindi incosciente – è il modo in cui è stata annunciata. Occorre che il governo, e il suo titolare al ministero del lavoro, la smettano di agitarsi nel tentativo di togliere diritti ai lavoratori, ed affrontino seriamente quest’emergenza nazionale. Il leghista Maroni ha dichiarato più volte che la concertazione è morta. Come e con chi spera di risolvere questo drammatico problema? Con le solite sciocchezze sul diritto degli imprenditori a licenziare per aumentare l’occupazione?

Qui è in gioco un progetto industriale basato sull’auto che sta attraversando una crisi profonda. Per affrontarlo seriamente, è necessario che il governo convochi immediatamente i vertici Fiat ed i sindacati per individuare – assieme a loro – il ruolo che deve svolgere il governo. Per aiutare la Fiat a superare la crisi. E soprattutto per scongiurare la drammatica minaccia all’occupazione. Negli stabilimenti del gruppo e a Mirafiori c’è anche molta classe operaia giovane, spesso assunta in modo precario ed a tempo determinato. In una città come Torino, che ancora oggi mantiene una economia industriale essenzialmente monotematica, questo dato ripropone un clima drammatico, già vissuto negli anni 80, quando addirittura ci furono suicidi di cassintegrati Fiat senza speranza di ricollocazione.