Dichiarazione di voto sul rientro dei Savoia

SENATO DELLA REPUBBLICA

———— XIV LEGISLATURA ————

172a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 15 MAGGIO 2002

(Antimeridiana)

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Presidenza del vice presidente CALDEROLI,

indi del vice presidente SALVI,

del vice presidente DINI

e del presidente PERA

MARINO (Misto-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, i Comunisti Italiani, in tutta tranquillità d’animo ed in piena coscienza, ribadiscono il voto contrario a questo disegno di legge costituzionale per i motivi già espressi nel corso della prima lettura.

Noi non abbiamo timori per le istituzioni della Repubblica che possano derivare dal rientro in Italia dei Savoia. I nostri timori sorgono da ben altro; sorgono dall’attacco concentrico e multilaterale alla Carta costituzionale che si sta attuando in questo Paese da circa un anno, intaccandone i valori e i contenuti sociali. La nostra Costituzione è frutto della convergenza di forze politiche diverse: democratiche, progressiste, socialiste, comuniste, religiose e non; tutte, insieme, si sono ispirate ai valori della solidarietà, dell’eguaglianza e della libertà nello scrivere la Carta fondamentale dello Stato.

Il nostro timore deriva da ciò e da un ulteriore motivo. Temiamo che, nell’aver voluto dare questo segnale, anche il provvedimento in esame si inserisca nel discorso di revisionismo storico strisciante, che tra l’altro non ha nemmeno un valore pedagogico per le nuove generazioni. Tende, infatti, a cancellare responsabilità e complicità pesanti che sono state da noi ricordate in prima lettura e ancora nell’odierna discussione; complicità e responsabilità che vanno dallo stesso fatto di non aver impedito la marcia su Roma sino allo scempio dello Statuto albertino, quando i Savoia hanno avallato violenze, brogli elettorali, scioglimenti dei partiti, leggi razziali liberticide, tribunali speciali, la guerra con i suoi infiniti lutti e sofferenze, la fuga ingloriosa, per arrivare ad atteggiamenti tenuti fino a poco tempo fa, assolutamente non rispettosi delle istituzioni della Repubblica.

Non vi è mai stata alcuna ammissione di responsabilità da parte dei Savoia, anzi, l’atteggiamento assunto in tutti questi anni è stato assolutamente giustificazionista rispetto a quanto accaduto nel Ventennio e oltre.

Signor Presidente, è stato affermato che si vuole fare un gesto riparatore; lo ha ricordato ancora stamani il senatore Fassone. Ben altre riparazioni attendono quelle decine di migliaia di cittadini italiani internati nei lager nazisti, che non hanno ricevuto neanche una medaglietta a titolo di riconoscimento simbolico.

Numerose interrogazioni sono state presentate, numerose iniziative parlamentari sono state assunte in proposito, e non solo dalla mia parte politica. Ricordo che alla Camera l’onorevole Rivolta, esponente dell’attuale maggioranza, ha presentato anch’egli un disegno di legge che va in questa direzione. Non vi è alcuna riparazione per decine di migliaia di italiani, e invece si è voluto insistere assolutamente per l’approvazione di questo disegno di legge costituzionale. Ne prendiamo atto e certamente esprimeremo un voto contrario.

Ci aspettiamo almeno una sobrietà di comportamento da parte dei Savoia, dei cittadini Savoia della Repubblica italiana, sobrietà che non ha certamente contraddistinto i Savoia durante tutto il periodo dell’esilio. Pretendiamo un comportamento rispettoso della Costituzione e dei valori della Repubblica.

Nessun tappeto rosso per i Savoia! Non c’è da inorgoglirsi per il loro rientro; si tratta tutt’al più di un gesto di clemenza. E che i Savoia chiedano scusa agli italiani per le tante complicità, per le numerose colpe e per il loro comportamento assolutamente ingiustificabile.

Con assoluta tranquillità d’animo i Comunisti Italiani ribadiscono, in seconda lettura, i motivi per i quali esprimeranno il loro voto contrario all’approvazione del disegno di legge costituzionale.