SCIOPERI GENERALI REGIONALI

SCIOPERI GENERALI REGIONALI

Dino Tibaldi

Roma, 17 maggio 2002

Dal 20 giugno al 11 luglio, in seguito alla decisione della Cisl e della Uil di continuare il negoziato con il governo, smentendo gli impegni assunti con lo sciopero generale unitario, la Cgil ha deciso la dichiarazione di un pacchetto di 6 ore (4+2) di sciopero generale da attuarsi a livello regionale con le modalità che ogni regione deciderà.
Questa è la prima risposta alla gravissima decisione di rottura del fronte sindacale operata dalle altre organizzazioni sindacali, ma soprattutto nei confronti dell’attacco che il governo, nonostante lo sciopero generale e la grandissima manifestazione del 23 marzo intende continuare a portare ai diritti dei lavoratori.
L’obiettivo del governo è chiarissimo. Oltre alla cancellazione dei diritti, di cui l’art 18 è l’aspetto più rappresentativo, nel mirino ci sono 50 anni di storia e di conquiste del movimento sindacale nel nostro paese.Contratto nazionale, gabbie salariali, ulteriori flessibilità e precarizzazione dei rapporti di lavoro, ulteriore attacco alle pensioni, alla sanità, diritto allo studio ecc.
La rottura dell’unità sindacale esplicitamente enunciata nel libro bianco di Maroni è funzionale anche, all’obiettivo dell’isolamento della Cgil, ad un assetto "bipolare" del sindacato e ad un suo mutamento genetico in senso neocorporativo.

Il rischio che entro poche settimane si determinino le condizioni per un accordo separato con conseguenze disastrose per i lavoratori è assolutamente reale.
E’ anche sulla base di queste considerazioni, che il direttivo della Cgil dell’11 e 12 maggio, ha già deciso la proclamazione di uno sciopero generale, la cui data sarà decisa in stretta relazione con l’andamento del negoziato aperto con il governo ed in stretta relazione con i contenuti in parte già anticipati del prossimo documento di indirizzo della Finanziaria. La nuova fase che si è aperta è quindi molto pericolosa e delicata. La piena riuscita delle lotte è presupposto indispensabile per condizionare il negoziato e per impedire che il disegno di Berlusconi e Confindustria si realizzino.Per queste motivazioni è importante che tutto il Partito si impegni in modo attivo per la riuscita degli scioperi e delle manifestazioni.
Nei prossimi giorni è necessario che in ogni luogo di lavoro venga distribuito un volantino a sostegno della lotta.
In preparazione degli appuntamenti di lotta, riteniamo importante anche iniziative pubbliche promosse dal partito, che oltre a coinvolgere i nostri militanti ed i nostri dirigenti del Partito e del Sindacato, si confrontino con il gruppo dirigente della Cgil e con gli altri partiti del centrosinistra, per creare il massimo di sensibilità ed alleanze sulla giustezza e sulla assoluta necessità che le lotte e le manifestazioni abbiano un successo altissimo.
Infine è assolutamente necessario che il Partito si mobiliti, cosi come avvenuto in occasione dello sciopero generale, per essere presente e visibile (striscioni, bandiere, simboli) alle manifestazioni.
Da parte nostra vi anticipiamo la nostra disponibilità a partecipare alle iniziative che saranno realizzate.