IMPASTATO, 9 MAGGIO 1978

IMPASTATO, 9 MAGGIO 1978

I miei occhi giacciono
in fondo al mare
nel cuore delle alghe
e dei coralli.

Peppino Impastato

J.C Saroufim

Roma, 11 giugno 2002

Giuseppe ‘Peppino’ Impastato, nasce a Cinisi il 5 gennaio del 1948, oggi avrebbe 54 anni.
Giovanissimo entra in politica e nel 1967 aderisce al Psiup. Neofita ma già appassionato giornalista, scrive il suo primo servizio importante su ‘L’idea socialista’, che dopo alcuni numeri sarà sequestrato.
Personalità forte ma contrastata in virtù della conclamata appartenenza della sua famiglia alla mafia, è alla costante ricerca di un protagonismo politico e sociale acuto, sensibile, assolutamente non pedissequo.
Il suo percorso politico è lungo e ricco: dall’isolamento nel Psiup ai gruppi m-l, dall’adesione al Manifesto all’incontro con Mauro Rostagno e Lotta continua, dalla sua vivace critica allo spontaneismo di quella organizzazione all’approdo in Democrazia proletaria.

Le lotte di Punta Raisi, le prime esperienze di lotta di quartiere sempre supportate del metodo dell’inchiesta, le lotte degli edili, il lavoro culturale attento alle tematiche femministe e antinucleari, lo portano nel 1977 ad aprire Radio Aut, che della controinformazione e della lotta alla mafia farà la sua ragion d’essere. Nel 1978 è in lista per le comunali di Cinisi, ma qualche giorno prima delle elezioni, a ridosso dell’ennesima mostra fotografica sulla devastazione del territorio operata da speculatori e gruppi mafiosi, viene assassinato, dilaniato da una carica di tritolo posta insieme al suo corpo lungo la Palermo-Trapani. Prima si parlò di attentato terroristico da lui compiuto, sullo schema di quello di Feltrinelli del 1972, poi di ‘suicidio’ eclatante.
Il processo per l’assassinio di Peppino, chiuso e riaperto ben tre volte, è ancora in corso e il responsabile per la giustizia ma ancor di più per la sua famiglia è il boss di Cinisi Gaetano Badalamenti.