Intervento sulla delega al governo in materia di occupazione (art. 18)

INTERVENTO DEL SEN.PAGLIARULO DEL 13 GIUGNO SU

"DELEGA AL GOVERNO IN MATERIA DI OCCUPAZIONE"

Signor Presidente, onorevoli senatori,

in una recente intervista confermata dal Presidente del consiglio il sottosegretario Sacconi ha sostenuto che lo spostamento di alcuni articoli dalla delega in un nuovo disegno di legge non muta la volontà del governo di modificare l’articolo18. E’ recentissima l’ennesima previsione negativa sulla crescita del Pil, questa volta da parte del FMI, che limita tale incremento all’1.2%, mentre aumenterebbe il rapporto deficit Pil. L’ultimo rimasto a sostenere la previsione di crescita del 2.3% il ministro Tremonti. Intanto aumenta il deficit pubblico e cade la produzione industriale. Le imprese sotto i 10 dipendenti sono il 95% del totale, e di queste la media è di 3.6 dipendenti. Esse sono del tutto disinteressate all’articolo 18. Le ragioni della crisi Fiat nulla hanno a che vedere né con la struttura salariale né con l’articolo 18. Sul sommerso il governo ha fallito e fallirà anche con l’eventuale modifica dell’articolo 18. Dunque non c’è alcuna ragione economica seria nella scelta del governo. C’è invece una evidente ragione politica nel mezzuccio dello spostamento del 18 dalla delega al disegno di legge. Dividere i sindacati. Fa impressione leggere le dichiarazioni del ministro Maroni, che insiste sul carattere politico delle scelte Cgil, che rientrano invece nei doveri primordiali di un sindacato. Si nega l’evidenza che l’unica scelta politica in senso stretto è invece della Confindustria, che appare stabilmente insediata nella cabina di regìa del governo.

Voi affermate di credere nella magia del mercato. Ma ricordatevi la fine dell’apprendista stregone. Avete scelto la via dell’ulteriore inasprimento del conflitto. Ma è suonato alle amministrative per voi un campanello d’allarme. Perderete nuovi consensi.

Voi potete decidere. Noi ci opporremo qui e nel Paese.

Esprimo la nostra totale solidarietà alla Cgil e ricordo che nella proposta unitaria dell’Ulivo, la carta dei diritti dei lavoratori, si afferma: "ci siamo opposti e ci opporremo all’intenzione del governo di cambiare l’articolo 18". Noi alziamo due bandiere, quella dei diritti e quella dello sviluppo del Paese. Voi le state ammainando. Grazie, signor Presidente.