Intervento sulle infrastrutture

SENATO DELLA REPUBBLICA
———— XIV LEGISLATURA ————
198a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 26 GIUGNO 2002

(Pomeridiana)

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Presidenza del vice presidente FISICHELLA,

indi del vice presidente CALDEROLI

Seguito della discussione e approvazione, con modificazioni, del disegno di legge:

(1246) Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti (Approvato dalla Camera dei deputati) (Collegato alla manovra finanziaria) (Votazione finale qualificata ai sensi dell’articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)

MARINO (Misto-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, l’obiettivo del rilancio delle opere infrastrutturali è senz’altro condivisibile ma, anziché procedere all’individuazione di poche e selezionate opere strategiche, stanti anche le risorse realmente disponibili, ci troviamo di fronte ad una persistente incertezza e inadeguatezza dei mezzi finanziari a disposizione e ad un elenco di opere che si è andato progressivamente allungando, in funzione di logiche localistiche di chiaro carattere elettoralistico-clientelare; tutto all’insegna del chi più ne ha, più ne metta.

Questo provvedimento legislativo collegato alla manovra di finanza pubblica è un’accozzaglia di norme scoordinate e frammentate, prive di un quadro di insieme, più rispondenti, a nostro avviso, ad un programma affaristico che alle reali esigenze del Paese e in particolare del Mezzogiorno, che ha un deficit infrastrutturale ancora più grave rispetto ad altre aree geografiche del Paese.

E’ una continuazione dell’accordo Tremonti-Bossi anche nel campo delle infrastrutture. Questo patto stipulato con la Lega è iniziato nel campo fiscale con la Tremonti-bis, con la detassazione degli utili reinvestiti dalle imprese su tutto il territorio nazionale, depotenziando quindi la legge n.488 del 1992 e vanificando gli sforzi per attirare investimenti al Sud.

Questo patto si è rinsaldato con vari provvedimenti adottati dal Governo nel settore della sanità, in particolare dell’assistenza farmaceutica, con un conseguente attacco al principio dell’uniformità dei livelli di assistenza in tutte le Regioni italiane; ed ora con questo collegato si realizza di fatto uno spostamento di risorse che non privilegia affatto il Sud, come promesso in campagna elettorale. Diciamo questo senza disconoscere tuttavia che il deficit infrastrutturale esiste anche al Nord.

Oltre all’accoglimento di qualche proposta di carattere locale, di utilità molto discutibile, al Sud si dà la offa del ponte sullo stretto. Quali sono le priorità? Con quale rigore si è operato per pervenire alle scelte? Tutto ciò avrebbe richiesto una discussione seria e puntuale, soprattutto per evitare scelte contraddittorie ed incoerenti e per dare una risposta inequivoca alle questioni sollevate dalle categorie interessate in sede di audizione.

Con questo collegato salta ogni principio di programmazione degli interventi. Le modifiche apportate in precedenza alla legge Merloni sono state il risultato di un lungo confronto e di una approfondita disamina dei problemi posti dalle organizzazioni di categoria ed emersi dalla Conferenza nazionale dei lavori pubblici del gennaio 2001.

Resta ancora il problema di adeguare la normativa in materia di appalti e di opere pubbliche ai contenuti della riforma costituzionale del Titolo V.

Anche se con il testo che ci accingiamo a licenziare le deroghe concesse in prima lettura sono state cancellate e molti pericoli di violazione delle norme in materia di appalti sono stati sventati, insieme a quelli rappresentati dalle infiltrazioni di organizzazioni criminali nel comparto delle opere pubbliche – da ultimo è stato sventato il pericolo di esautorare il ruolo del consiglio comunale – resta tuttavia lo sconcio di prevedere l’affidamento delle opere per l’alta velocità a trattativa privata per ben 10.000 miliardi di vecchie lire.

Da qui il nostro voto contrario, anche perché viene del tutto trascurata la valutazione delle conseguenze del provvedimento sull’ambiente, in contrasto con una razionale e corretta gestione del territorio.