Intervento su immigrazione ed asilo

INTERVENTO DEL SEN PAGLIARULO RIGUARDANTE IL DIBATTITO SULLA LEGGE SULL’IMMIGRAZIONE E L’ASILO

Signor Presidente, on. senatrici e senatori,

francamente intervenire oggi sul disegno di legge relativo alla materia dell’immigrazione e dell’asilo mi sembra quasi imbarazzante, e non solo per il vuoto impressionante che c’è in quest’aula. Il disegno di legge, che noi comunisti giudicavamo pessimo quando ne abbiamo discusso in Senato, ci ritorna dalla Camera ulteriormente peggiorato. Ci sono due ragioni di critica radicale a questo disegno di legge: la prima è che c’è qualcosa di persecutorio, c’è un compiacimento ricercato ed ostentato nel rendere la difficilissima vita dei migranti ancora più difficile. Molto più difficile. La seconda è che c’è un’idea del presente e del futuro del nostro Paese che non corrisponde per nulla alla realtà sociale e alle prospettive di sviluppo. "Il deficit e lo squilibrio demografici, il rifiuto di certi lavori che spesso riduce lo sviluppo anche dell’occupazione qualificata, le difficoltà di reperire mano d’opera nazionale rispetto a un’elevata espansione della domanda soprattutto nel nordest, rendono l’immigrazione una necessità economica per lo sviluppo produttivo e per il mantenimento dei livelli di protezione sociale del Paese". Queste non sono le parole dell’opposizione; queste sono le parole, come il governo sa benissimo, tratte dalle osservazioni e proposte del Cnel.

Invece di considerare l’immigrazione come una risorsa necessaria alla luce della debole crescita demografica e dei tanti lavori che non sono svolti né saranno svolti dagli italiani, – e questo è un trend irreversibile che riguarda il futuro del nostro Paese e che quindi va governato con saggezza e lungimiranza – si considera questo fenomeno come un elemento di corrompimento della ordinata vita sociale e dello sviluppo del popolo italiano. Un’idea ridicola, allevata da un cultura palesemente xenofoba alimentata dal comunitarismo tradizionalista dell’estrema destra italiana. E, sia chiaro, esprimo un’opinione sul bizzarro dibattito sollevato sui quotidiani qualche settimana fa, in cui qualcuno sembrava dire "che c’è di male ad essere xenofobi?", la xenofobia, cioè la paura dello straniero, è una tara civile che va combattuta e sconfitta, perché rappresenta il passaggio verso un punto di vista razzista, e perciò suscitatore di un’idea di conflitto fra popoli, fra etnie, fra genti. Attenzione, colleghi senatori. Nella storia dell’umanità sono già capitate circostanze in cui il sonno della ragione ha generato dei mostri.

Le forze politiche che hanno inteso cavalcare questa tigre esprimono l’acquiescente volontà di accondiscendere nei confronti dei sentimenti di insicurezza che spesso e per ben altre ragioni sono espressi da una parte della nostra popolazione. C’è il tentativo di scaricare sui migranti l’angoscia di una mancanza di certezze che comincia ad affacciarsi in una parte del popolo italiano in ragione delle difficoltà economiche, delle promesse mancate, della ripresa che non c’è, del pericolo di una crescita zero, cioè dello scoprire che le promesse elettorali di questo Governo erano in parte consistente un libro dei sogni. Non c’è alcuna capacità di governo in tutto questo. Questa legge avvicina la linea del Governo italiano non a quella delle destre europee, ma a quella dell’estrema destra europea. Non vedo Chirac, vedo Le Pen. Ciascuno, d’altra parte , si sceglie gli amici o i modelli che preferisce.

Non sto di nuovo a ragionare sui punti di critica essenziali alla legge a cominciare dall’assurdo giuridico di un contratto fra le parti, che peraltro non si conoscono, come condizione del soggiorno. Non sto cioè ad argomentare sullo spirito di una legge che mi sembra anticostituzionale oltre che squallidamente illiberale, in contrasto con la valanga di chiacchiere sulla libertà che ogni giorno la destra italiana populista e demagogica ci propina. Non sto ad argomentare quanto la retorica governativa sulla famiglia si infranga sugli implacabili articoli di questa legge.

Non sto a ripetere che questa legge introduce una categoria di lavoratori figli di un Dio minore. Non sto a sottolineare – lo hanno già fatto i diretti interessati – quanta parte del mondo dell’imprenditoria veda con fastidio e spirito critico una legge che renderà ancora più problematico lo sviluppo di tante imprese italiane. Sarebbe comico, se non fosse tragico, sottolineare come i signori del governo ci fanno la lezione sulla necessità di modificare l’art.18, che non serve assolutamente a nulla dal punto di vista del rilancio economico, mentre infilano uno dopo l’altro una serie di scelte di legge, questa compresa, che danneggiano le reali prospettive di sviluppo dell’imprenditoria italiana.

Voglio invece riferirmi ad alcune delle novità contenute nella parziale riscrittura della legge. Si minacciano in essa ritorsioni nei confronti di quei paesi che o non adottino le misure necessarie di vigilanza per il rientro dei cittadini espulsi. Mi riferisco all’art.1 comma 3. Proprio questo punto è in conclamato contrasto, diversamente da quanto affermato dal senatore Valditara, con le conclusioni del recente vertice di Siviglia, a conferma dell’europeismo zoppo e cieco di cui questo Governo è propositore. Cova il fascino del deserto dei tartari, con l’Europa fortezza surreale e inesistente, ma pronta ad attaccare un nemico altrettanto surreale e inesistente.

Mi riferisco poi a tutta la parte relativa agli stranieri che violerebbero le disposizioni del testo unico, ove crediamo necessario che gli accertamenti e le decisioni vengano assunti da un giudice e non da un questore, oppure dove, relativamente alla revoca del permesso di soggiorno, noi proponiamo che vi sia quantomeno la possibilità di un ricorso. Vorrei sottolineare da questo punto di vista, che Milano è del tutto improbabilmente la capitale della Padania, a meno che non si voglia il ritorno del Lombardo Veneto, e di conseguenza l’aggregazione all’impero austroungarico. Ma Milano è sicuramente la patria di Cesare Beccaria, e quindi il nostro Paese ha una cultura giuridica che non merita la caduta prevista in questo disegno di legge. Cito ancora che il Cnel a questo proposito ha scritto: "la clandestinità va combattuta non derogando dai principi giuridici, nazionali e di internazionali, civili ed umani". La nuova disciplina sull’espulsione dell’immigrato irregolare, continua il Cnel, "senza convalida dell’Autorità giudiziaria e nei fatti senza diritto alla difesa se non dopo il rientro nel Paese d’origine, deve essere valutata dal Parlamento con molta attenzione perché ha conseguenze molto rilevanti per le persone e le famiglie, compromettendo irreparabilmente la libertà personale come ha riconosciuto la stessa Corte Costituzionale e ponendo quindi problemi molto delicati sulla legittimità costituzionale".

Mi riferisco poi all’art.6, ove chiediamo che il venir meno di un’adeguata sistemazione alloggiativa per una qualsiasi ragione per il migrante non comporti automaticamente la nullità del contratto di soggiorno per lavoro subordinato.

Oppure ancora mi riferisco all’art.18 ove registro la misteriosa scomparsa in tanti punti della parole assistenza e accoglienza. Potrei continuare a lungo. Preferisco però soffermarmi per pochi secondi sulla pretesa necessità dei rilievi fotodattiloscopici da parte dello straniero che richiede il permesso di soggiorno. Si tratta di un provvedimento del tutto inutile perché colui che chiede il permesso di soggiorno è già in possesso di documenti di identità. A cosa serve una misura ammissibile per coloro la cui identificazione è incerta ma stupidamente vessatoria per tutti gli altri? Stiamo parlando di qualcosa come un milione e mezzo di donne e di uomini che soggiornano regolarmente nel nostro Paese. Prendo atto di un fatto simbolico: le critiche della comunità ebraica, i pesanti dubbi di tanta parte del mondo cattolico, la delusione delle comunità islamiche. E’ positivo registrare, dopo tante divisioni anche laceranti, un punto di unità fra credenti di diverse fedi. Tutti fuori dalla realtà, come afferma il senatore Valditara? E cosa ci racconta il contrasto in Aula di pochi minuti fa fra il sentaore dell’Udc e i colleghi della Lega?

Ancora: che ruolo ha il controllo della Marina Militare se non quello di spostare il flusso dei clandestini verso zone costiere meno controllate ove è più difficile e pericoloso sbarcare? Registro solo per la cronaca che mi risulta che in questo anno di presunti legge e ordine, di proclami altisonanti contro l’orda dei migranti, di propaganda xenofoba, l’afflusso di clandestini è aumentato rispetto all’anno precedente di poco meno del 5%.

Il vero dramma di questa legge xenofoba e irresponsabile è che essa determina una restrizione drammatica della possibilità di regolarizzare la condizione dei migranti. Ciò comporterà un aumento proporzionale del fenomeno della clandestinità che è esattamente quello che il Governo a chiacchiere dice di voler combattere. Aumentando la marginalità e l’esclusione aumenterà l’induzione alla delinquenza. E su di voi, signori del Governo, ricadrà la responsabilità di aver aggravato non solo la condizione di vita di tanti stranieri ma anche la condizione di vita di tanti italiani, che pagheranno lo scotto dell’aumento della clandestinità e della delinquenza.

Voi parlate di sicurezza ma la vostra politica è contraria alla sicurezza degli italiani e mina alle fondamenta la coesione sociale. Siamo noi fuori dalla realtà o siete voi, come io credo, che date un’ulteriore prova di una rara, straordinaria, pericolosissima incapacità di governare?

Vedete, io ho letto sui quotidiani di questi giorni che al raduno della Lega, il Vicepresidente del Senato, il sen. Calderoli ha affermato: "da noi vota chi ha la cittadinanza. Se qualcuno non ci sta, può prendere su il cammello e andare a votare a casa sua, nella tenda in mezzo al deserto". E poi ancora: "Mille per mille di clandestini buttati fuori a calci nel sedere". Relata refero, come si dice. Potrei continuare a lungo con tante altre dotte citazioni che ci danno la misura di una regressione civile che il nostro Paese non merita. Se solo parte di queste parole è stata effettivamente pronunciata, tutti noi, il Senato della Repubblica Italiana, dovremmo prendere atto del precipitare verso il razzismo dei pronunciamenti di alcune forze politiche che ci governano. Notate bene che questo non lo affermo solo io, e sia chiaro che lo affermo alto e forte. Lo afferma anche l’osservatorio europeo del fenomeno del razzismo e della xenofobia. Pure loro tutti comunisti? E poi voi, signori del governo, ci raccontate la favola del vogliamoci bene, predicate la predisposizione all’amore da parte della Casa delle Libertà, propalate la retorica vuota e falsa del buon padre di famiglia, suonate le trombe del vittimismo ogni volta che vi si critica.

Voi state dando vita ad una vera e propria caccia alle streghe.

Con questa legge vi assumente ancora una grave responsabilità. Diamo tempo al tempo… Gli italiani si stanno già accorgendo che voi state operando contro l’interesse del nostro popolo, del nostro Paese. Grazie signor Presidente.