Intervento sulla spesa sanitaria

INTERVENTO IN AULA DEL SENATORE GIANFRANCO PAGLIARULO SULLA SPESA SANITARIA. ROMA, 27 GIUGNO 2002

In pochi minuti, signor presidente, si fanno poche alcune considerazioni. La spesa sanitaria in Italia è attorno al 6% del Pil. Ma in Europa è al 7%. Basta questo dato per segnalare che la spesa sanitaria in Italia deve essere aumentata, non diminuita. Il disavanzo in Italia, peraltro, non è causato solo dalla spesa sanitaria ma anche dall’accreditamento selvaggio dei privati, che ha aumentato i costi, oltre che i rischi sanitari. La sanità invece si governa ponendo al centro la programmazione e contrastando l’idea dell’aziendalizzazione e il primato del fatturato. L’accordo dell’8 agosto governo-regioni di cui ha parlato il sottosegretario partiva già da una sottostima di 6mila miliardi di lire, come aveva dichiarato Ghigo, presidente della Conferenza delle Regioni.

Quell’accordo sta causando, come ha detto in altre parole il sottosegretario Vegas l’aumento delle tasse, o l’introduzione dei tickets, o il taglio dei servizi. La linea che persegue il governo è quella di Formigoni: soggetti assicuratori privati, fondazioni, fuoriuscita dei ceti più ricchi dal sistema del finanziamento. Questo è il punto più allarmante, perché così si indebolisce il sistema di finanziamento e si introducono due sistemi sanitari: quello dei ricchi e quello dei poveri. E’ questo il diverso modello di sanità pubblica di cui ha parlato il sottosegretario? E’ questo il cosiddetto sistema misto? Altro che efficacia e d efficienza! Andiamo verso un sistema inefficace e inefficiente per la stragrande maggioranza del popolo italiano. Assieme, si sta cercando di demolire la contrattazione nazionale passando a quella regionale e privatizzando i rapporti di lavoro. Come per la scuola, come per il lavoro, l’attacco è alle fondamenta. Il Dpef a nostro avviso deve salvaguardare il modello pubblico universalistico e il suo sistema di finanziamento.