Per un progetto di formazione politica – Ipotesi di aree tematiche

Per un progetto di formazione politica

Ipotesi di aree tematiche

Paola Pellegrini
responsabile nazionale Formazione

Roma, 27 giugno 2002

Ipotesi di aree tematiche e ipotesi di temi specifici da trattare in corsi che si sviluppano per appuntamenti successivi e tra loro collegati; la titolazione, ovviamente, è solo indicativa e, come si vede, segue linee integrate:

Il pensiero e la lotta politica nel secolo breve
Le culture politiche italiane: liberalismo, socialismo, comunismo, popolarismo cattolico, filosofia, letteratura e pensiero politico;
Questioni dell’unità nazionale: classi dirigenti, questione vaticana; sviluppo economico e classi dirigenti liberali; la nascita del movimento operaio e socialista in Italia; le radici storiche ed economiche della questione meridionale;
Le culture politiche europee: socialismo e comunismo, nelle loro diverse espressioni storiche nazionali ed internazionali; liberalismo conservatore, liberaldemocrazia, cristianesimo personalista e comunitario, cattolicesimo sociale bavarese, francese e italiano;
Il marxismo in Europa: movimenti, partiti, sindacati; elementi di storia e principali snodi teorici utili al dibattito contemporaneo;
Elementi di storia del movimento socialista e comunista in Italia: differenze filosofiche e culturali nella sinistra storica italiana; la storia, l’economia, il ruolo dei gruppi dirigenti nel confronto tra i partiti e nel confronto interno ai partiti; Fascismo e nazismo: funzione storica e politica delle ideologie totalitarie nella cultura italiana ed europea; inquadramento filosofico;
Il marxismo del mondo: lotte di liberazione del Terzo mondo; rivoluzioni anticoloniali, internazionalismo. Ipotesi di sviluppo socialista nei paesi ex-coloniali;
Prima e dopo la guerra fredda: il confronto e la competizione socialismo-capitalismo; la dissoluzione economica e statuale dei paesi dell’est e le guerre in Europa; la transizione economica verso il capitalismo.

Il nostro tempo
L’attuale ordine mondiale: dominio economico e militare del capitalismo statunitense, neocolonialismo e controllo delle risorse del mondo; crisi dello sviluppo economico-sociale del Terzo mondo ed espansione del fondamentalismo religioso; la questione dell’Europa; nuovo profilo e funzioni della Nato; dalla fine della guerra fredda alla continuità della guerra guerreggiata;
Il processo di integrazione europea: storia, istituzioni, politiche; la sinistra e l’Europa; i problemi dell’allargamento a est;
La sinistra e l’Italia: identità e profilo politico delle componenti della sinistra italiana dopo l’89; politica e propaganda anticomunista nell’odierno dibattito sul riformismo: inattualità della coppia riformismo-massimalismo, semplificazione dell’esperienza storica dei comunisti e dei socialisti italiani; attualità di una rilettura storico-critica dell’ispirazione togliattiana; problemi politici dell’unità e la nostra proposta di Confederazione della sinistra;
Il centrosinistra come opzione strategica contro la destra: le alleanze politiche e sociali espresse nel centrosinistra, la competizione interna, i fondamenti unitari, le mediazioni possibili; per tornare al governo del paese: processi economici, sociali e politici nella parabola del centrosinistra; le differenze tra centrosinistra e centrodestra

I processi redistributivi Stato sociale e crisi dello Stato assistenziale: diritti sociali e diritti di cittadinanza: il principio di uguaglianza nella costruzione dello stato sociale; sistemi di sicurezza sociale e politiche economiche; la distribuzione spaziale della ricchezza, povertà e risorse, politiche del riequilibrio; evasione fiscale, debito pubblico e distribuzione territoriale degli interessi del debito; la ricchezza di alcuni e il debito di tutti;
Sistemi sanitari e sociali: universalità e privatizzazione; risorse pubbliche alle fondazioni private; spesa sanitaria e federalismo fiscale; sanità pubblica e privata, il ruolo della Chiesa e dell’Opus Dei; il modello lombardo, l’alternativa delle regioni del centrosinistra; interessi materiali e demagogia privatistica;
Scuola e formazione universitaria: contrazione della spesa pubblica nel campo dell’istruzione, gli squilibri territoriali e di classe nel diritto allo studio; ideologie liberiste e programmi sociali della destra, il ritorno della selezione precoce di classe; scuola pubblica e scuola privata
Il disagio abitativo e il diritto alla casa, la necessità di una nuova politica
Controllo dei flussi migratori e politiche dell’immigrazione

La contraddizione capitale lavoro
La globalizzazione: aspetti economici, produttivi, finanziari, sociali, culturali, geopolitici; le culture politiche e religiose nei movimenti no-global e new-global; sconfitta del socialismo in Europa e globalizzazione dell’economia; i paesi poveri e la globalizzazione, le prospettive del socialismo in Cina, Vietnam e Cuba;
Lo scontro di classe in Italia: art. 18 e principi dello Statuto dei Lavoratori; l’ipotesi neocorporativa nel tentativo di modificazione della funzione e del ruolo del sindacato confederale; libro bianco sul lavoro e distruzione del sistema contrattuale; centrosinistra e nuovo statuto dei lavoratori; Confindustria e centrodestra: i contenuti materiali e ideologici del programma fotocopia; ideologia liberista nella privatizzazione dell’economia, le politiche di bilancio e destinazione della spesa pubblica della destra; il nodo del sistema pensionistico; elementi di politica industriale, settori strategici dell’economia nazionale, attuali tendenze della divisione interna ed internazionale del lavoro; elementi di conoscenza del mercato del lavoro; lavoro produttivo e sviluppo economico, la questione dell’innovazione tecnologica dell’impresa; insediamenti produttivi: ricchezza e povertà nelle diverse aree del paese; la delocalizzazione produttiva, lo sfruttamento della monodopera nei paesi dell’est e il modello nord-est; lavoro materiale, lavoro immateriale e la disputa sulla "fine del lavoro"; terzo settore tra illusioni antagonistiche e imprenditorialità assistita; sfruttamento intensivo e forza-lavoro ridotta a merce: le nuove figure sociali della schiavitù, immigrati e minori

Democrazia e istituzioni
Il dibattito sulle riforme istituzionali: federalismo, devolution, federalismo fiscale; presidenzialismo e democrazia parlamentare; legge elettorale e principio di rappresentanza;
La riforma del Titolo V della Costituzione: opportunità e problemi irrisolti; neocentralismo regionalistico e riaccentramento governativo; federalismo fiscale e perequazione Nord e Sud; la nuova "Questione meridionale"; statuti regionali e ruolo delle assemblee elettive; decentramento amministrativo e riforma della P.A; fiscalità locale, perequazione fiscale e unità nazionale; l’insidia della sussidiarietà orizzontale nei processi di smantellamento dello Stato sociale

L’immagine dell’Italia
La geografia delle culture politiche: cultura egemone e culture subalterne, la ricerca etno-antropologica di Ernesto De Martino e il modello gramsciano di interpretazione dei caratteri della cultura nazionale; modernizzazione e trasformazione del paesaggio: dalla cultura contadina all’urbanizzazione industriale; le "crisi" della modernità: Pasolini e le categorie di omologazione culturale e di mutazione antropologica negli anni del benessere
Il governo del territorio: urbanistica, ambiente e sfruttamento economico del territorio, patrimonio pubblico demaniale, beni storici e infrastrutture nelle attuali politiche della destra; elementi di geografia politica;
Le reti dello sviluppo territoriale: la sussidiarietà istituzionale e gli enti locali nel governo del territorio, distretti industriali, patti territoriali, contratti di area; poteri democratici e contrattazione col sistema delle imprese; sviluppo regionale, riequilibrio territoriale, aree deboli aree forti, la perequazione incompiuta;
Servizi pubblici locali: produzione del reddito e dotazioni infrastrutturali; innovazione tecnologica e derive privatistiche, titolarità degli Enti Locali e controllo democratico della qualità e di costi dei servizi; rilevanza economica ed industriale dei SPL, gestione integrata delle reti e associazione degli Enti Locali; principi costituzionali e convenienze sociali;
Stato sociale e autonomie locali: lo scontro sui livelli minimi di tutela sanitaria e sociale, destinazione delle risorse e politiche regionali di piano; i diritti dei bambini ai servizi educativi; sistemi di tutela e di integrazione sociale; autonomia dei Comuni, federalismo fiscale e stato sociale; politiche locali di riforma e innovazione, nuovi diritti sociali, nuovi soggetti titolari di diritti; politiche attive del lavoro.

La seconda sezione riguarda la formazione e l’innovazione organizzativa. Sono previsti corsi teorici e di addestramento sui seguenti temi:
– Il pensiero organizzativo: storia e teoria dei modelli organizzativi;
– Gestione delle risorse umane;
– Gestione di gruppi;
– Analisi organizzativa;
– Comunicazione politica: le trasformazioni in atto, le nuove frontiere della comunicazione e dell’informazione, i problemi della democrazia nella società contemporanea;
– Uso di Internet/Intranet a fini politico-organizzativi.
Le organizzazioni produttive e sociali, gli Enti locali, la Pubblica amministrazione, le ONG, le ONLUS, i sindacati hanno già una lunga esperienza formativa, soprattutto sulla seconda sezione. Noi arriviamo ben ultimi, anche se giova ricordare alcuni esperimenti, in sè anche molto ben riusciti, fatti a pochi mesi dalla fondazione del Partito, e che, forse proprio per questo non hanno fin qui avuto un seguito. Occorre superare un pregiudizio ideologico, tipico da malinteso "primato della politica", secondo il quale l’organizzazione politica è una realtà celeste, che sfugge alle regole banali di tutte le organizzazioni umane. Funzione di questo pregiudizio finisce per essere quella di costituire un alibi per i gruppi dirigenti che fanno fatica ad attuare processi di rinnovamento, ma i nostri deliberati congressuali, a questo proposito parlano chiaro, e ci impongono di far il possibile per onorare gli obbiettivi indicati di costruzione e qualificazione del Partito. In questo modo si potrà anche cercare di superare un metodo per il quale lo spreco di risorse umane di cui ancora può disporre il partito, e che fra l’altro non sono ingenti, finisce per essere considerato "naturale" e il funzionamento secondo logiche organizzative ormai lontane da quelle funzionanti in ogni ambito della vita associata viene rivendicato come conseguenza inevitabile dell’agire politico. Non ci sarà la bacchetta magica, tantomeno nella formazione si potranno risolvere problemi di carattere politico proviamo almeno a risolvere quelli di crescita singola e collettiva dei nostri dirigenti e militanti attraverso uno sforzo concreto e solidale. Le tematiche indicate potranno articolarsi nei diversi corsi, approfondirsi in moduli successivi, sia sulla base delle "oggettive" disponibilità dei docenti (interni ed esterni al partito), sia, ovviamente, adeguandosi alla specificità dei destinatari dei corsi e componenti dei gruppi di studio, e dunque sulla base di fondamentali e ben precisi bisogni formativi.

I destinatari dei corsi:
– giovani, donne e uomini, militanti e dirigenti della FGCI e del Partito
– donne e uomini dirigenti territoriali e regionali del Partito
– donne e uomini militanti e dirigenti delle strutture del Partito nei luoghi di lavoro e della produzione, operai, tecnici e impiegati delle imprese private, pubbliche e della P.A, sindacalisti
– donne e uomini consiglieri comunali, provinciali e regionali, amministratori locali, regionali e di enti di secondo grado.