Dichiarazione di voto sul conflitto d’interessi

SENATO DELLA REPUBBLICA

———— XIV LEGISLATURA ————

205a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 4 LUGLIO 2002

(Antimeridiana)

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MARINO (Misto-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, questo è un passaggio parlamentare che investe la coscienza di ogni senatore della Repubblica e la responsabilità individuale di ciascuno di noi.

Come ella ben sa, insigni giuristi hanno definito questa legge una presa in giro, una legge truffa. Questo provvedimento – come è stato tante volte detto nel dibattito che è intervenuto – lede soprattutto la parità e l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, sancita dall’articolo 3 della Costituzione.

L’incompatibilità con la carica di governo viene stabilita per qualsiasi cittadino che svolga qualsiasi forma di lavoro, pubblico o privato, dipendente o autonomo, ma non per l’azionista di controllo, purché non sia formalmente in carica. Un vero e proprio abito su misura, una vera e propria indecenza.

L’Italia batte un triste primato: ha il più clamoroso e plateale caso di conflitto di interessi e la legge più inutile che sia stata mai adottata per disciplinare la materia. Altra epoca storica quando chi ricopriva cariche di governo dismetteva le proprietà per trasformarle in buoni del Tesoro! Non si è mai verificato nella storia del nostro Paese che un Capo di Governo o un Ministro faccia un uso così personale delle istituzioni sino al punto da far votare dalla propria maggioranza leggi "su misura".

Non si può ritenersi legittimati a fare ogni cosa solo per il fatto di aver vinto le elezioni. Quando si ha il controllo di parte rilevante del sistema dell’informazione con imprese che agiscono sulla base di concessioni rilasciate dal Governo, quando si svolgono numerose attività imprenditoriali pressoché in ogni campo della vita economica del Paese, ebbene, inevitabilmente, anche involontariamente per assurdo, i titolari di cariche governative finiranno per assumere decisioni che incideranno sulle proprie aziende o patrimoni familiari o personali in termini di vantaggio.

Tutta l’attività di Governo di questo primo anno è permeata dal conflitto di interessi. Il monito del Presidente della Repubblica è stato ignorato; è un monito che richiama le responsabilità superiori degli uomini di Governo, gli statisti che sono tenuti anzitutto ad una scelta etica tra gli interessi generali e gli interessi particolari.

Questo testo normativo non risolve il conflitto d’interessi, anzi lo legalizza, salvando le situazioni dei titolari di cariche di governo per giustificarle e legittimarle. La soluzione del conflitto d’interessi resta tutta da venire, resta una questione ineludibile che riguarda la democrazia italiana.

Ove questo testo, per arroganza della maggioranza, dovesse diventare legge, spetterà ad altri tutelare e garantire il dettato costituzionale. (Applausi dai Gruppi Misto-Com, DS-U e Verdi-U).