Dichiarazione di voto sulla legge sui migranti

DICHIARAZIONE DI VOTO DEL SEN. PAGLIARULO SULLA LEGGE SUI MIGRANTI – 11 LUGLIO 2002

La dichiarazione è ovviamente di voto contrario. Io vorrei aggiungere in questa sede qualcosa di più. Le scelte che si fanno con questa legge avvengono in un contesto di sviluppo gravemente compromesso per il nostro Paese. Oramai le previsioni di incremento del Pil per l’anno in corso si stanno assestando sull’1.3%. L’andamento programmatico indicato dal governo per il 2003, con irrefrenabile ottimismo, indica il 2.9%. Come, è un mistero. In un contesto economico che richiederebbe politiche di sviluppo, incentivi, programmazione, idee chiare, si approva una legge che, fra l’altro, avrà un effetto ulteriormente depressivo, perché scoraggerà il lavoro regolare, aumentando di converso il lavoro irregolare e il lavoro nero, con buona pace dei propositi di emersione. Sottolineo questo dato, ricordando le critiche e le perplessità di tanta parte del mondo dell’imprenditoria, che si aggiungono alla radicale contrarietà nostra per altre ragioni di carattere costituzionale, ideale, pratico. Riteniamo incostituzionale l’idea che il permesso di soggiorno sia vincolato dal contratto di lavoro. Riteniamo inutilmente vessatoria la legge per diverse ragioni. Riteniamo assai dubbia la legittimità di provvedimenti di polizia che riducono o escludono il ruolo del magistrato e confliggono col carattere di diritto del nostro Stato e con la nostra tradizione giuridica. Riteniamo sbagliate e contrastanti con la cultura cattolica e cristiana che spesso, e a sproposito, viene ribadita anche in questo luogo istituzionale, le norme relative al ricongiungimento dei familiari. Riteniamo pericolosa la decisione di utilizzare la marina militare per intercettare i profughi. Non si può fermare il mare chiudendo la porta. In sostanza noi pensiamo che questa legge determinerà una serie di gravi conseguenze per i migranti e per la società italiana: determinerà una nuova categoria di lavoratori senza diritti, che si aggiungerà – detto per la cronaca – agli italiani senza articolo 18 assunti nelle aziende che con loro supereranno i 15 dipendenti; farà aumentare il numero di clandestini; potrà determinare in modo indotto un aumento della criminalità diffusa, contrastando così con le esigenze di sicurezza delle nostre città; avrà un effetto ulteriormente deprimente per lo sviluppo della nostra economia. Aggiungo, e concludo, che questa legge porta acqua, moltissima acqua, al mulino del razzismo e della xenofobia. Ci si ricordi, tutti, che, nella storia, il sonno della ragione, come si sa, ha sempre generato mostri. Qui ed ora, sarò molto sincero, io vedo esattamente questo pericolo.