Comm. Bilancio: riforma del sistema fiscale statale

B I L A N C I O (5a)

GIOVEDI’ 18 LUGLIO 2002
159a Seduta (pomeridiana)

Presidenza del Presidente
AZZOLLINI
indi del Vice Presidente
CURTO

Intervengono il vice ministro per l’economia e le finanze Baldassarri e il sottosegretario di Stato per il medesimo dicastero Vegas.

La seduta inizia alle ore 15,15.

IN SEDE CONSULTIVA

(1396) Delega al Governo per la riforma del sistema fiscale statale, approvato dalla Camera dei deputati
(Parere alla 6a Commissione sugli emendamenti riferiti agli articoli da 1 a 5 di emendamenti aggiuntivi di articoli dopo l’articolo 5. Esame. Parere in parte favorevole, in parte favorevole condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, in parte contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale)

Il senatore MARINO ritiene che l’attuale Documento di programmazione economico-finanziaria sia il riflesso di una "offensiva neoliberista", già preannunciata nella relazione di minoranza al Documento di programmazione economico-finanziaria per l’anno 2001-2004 svolta in "Assemblea" dal senatore Vegas. Una politica di riduzione della pressione fiscale (basata su due aliquote), il ricorso massiccio a contratti flessibili ed un arretramento dell’intervento dello Stato costituiscono gli elementi qualificanti di tale offensiva che, una volta attuata, comporterà un cambiamento profondo della fisionomia sociale del Paese, costruita faticosamente negli anni passati sui principi dettati dalla Costituzione. Inoltre, osserva che nel Documento di programmazione economico-finanziaria in esame non sono previsti interventi a favore della domanda che sarebbero realmente in grado di rilanciare la crescita in un contesto in cui le aspettative di profitto sono assai deludenti. Le politiche anticicliche finora attuate non hanno dato i risultati attesi, gli investimenti infrastrutturali in corso sono quelli attivati durante il Governo del centro-sinistra, i conti pubblici sono fuori controllo e viene stimata una inflazione programmatica nettamente inferiore rispetto a quella reale che produrrà effetti negati sui salari, sugli stipendi e sulle pensioni. Non condivide le critiche sollevate dal relatore Grillotti in merito alle modalità di conseguimento del risanamento conseguito dal centro-sinistra, in quanto, tale risultato è stato comunque raggiunto senza tagli strutturali alla sanità, alla previdenza ed allo stato sociale. L’attuale Governo, al contrario, sta compromettendo gli sforzi fatti ed i risultati raggiunti danneggiando la credibilità del Paese in sede comunitaria con operazioni di finanza creativa.
In merito alla politica economica annunciata dal Governo, osserva che la riforma fiscale, basata su due aliquote e sull’obiettivo di redistribuzione delle risorse avvantaggerà i ceti abbienti e sarà realizzata solamente attraverso tagli strutturali alla spesa provocando, inoltre, ingenti disequilibri della finanza locale e regionale.

Sul tema del Mezzogiorno osserva che manca una strategia complessiva: le risorse finanziarie aggiuntive sono insufficienti (soprattutto se calcolate in termini pro-capite), il credito di imposta non viene più riconosciuto in termini automatici ma viene previsto un tetto di spesa, in campo sanitario si passa ad un sistema basato sulle "mutue" private, incapace, quindi, di garantire l’assistenza ai soggetti disagiati.
Più in generale, il Governo non fornisce indicazioni chiare e soddisfacenti in materia di istruzione, di previdenza, di assistenza (le risorse destinate al potenziamento degli ammortizzatori sociali sono inadeguate rispetto agli impegni assunti con alcune organizzazioni sindacali e l’onere del reddito minimo di inserimento è scaricato sui bilanci degli enti locali). Non vengono, infine, fornite risposte adeguate a risolvere il conflitto istituzionale tra Governo centrale e governi locali e si perpetua la prassi di approvare provvedimenti privi delle adeguate coperture finanziarie. Non saranno certo misure demagogiche e populiste, quali condoni e sanatorie, a risolvere i problemi finanziari del Paese.
In conclusione, ritiene che le osservazioni svolte dal relatore e le indicazioni fornite nel Documento di programmazione economico-finanziaria non forniscano le risposte adeguate e necessarie per il Paese.