Intervento sul disastro ferroviario in Sicilia

SENATO DELLA REPUBBLICA
XIV LEGISLATURA

221ª SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 24 Luglio 2002

(Pomeridiana)

Svolgimento di interrogazioni sul disastro ferroviario avvenuto in Sicilia.

PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca lo svolgimento delle interrogazioni 3-00554, 3-00558, 3-00560, 3-00561, 3-00562, 3-00563, 3-00565, 3-00566, 3-00567 e 3-00568, sul disastro ferroviario avvenuto in Sicilia.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha facoltà di rispondere a tali interrogazioni.

MARINO (Misto-Com).Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, colgo l’occasione per esprimere il sincero cordoglio dei Comunisti italiani e la nostra solidarietà ai familiari delle vittime del tragico incidente. Proprio per rispettare questo dolore, malgrado le dichiarazioni rese dal Ministro, occorre maggiore chiarezza sulle cause, sulle dinamiche e sulle eventuali responsabilità di questo tragico incidente ferroviario.

È vero, ci sono delle inchieste in corso, ma alcune riflessioni vanno fatte; la prima sulla sicurezza, che è stata messa molto in forse dalla politica di privatizzazione portata avanti nel settore ferroviario.
I tagli massicci del personale sono andati anche a scapito della manutenzione e della vigilanza e si è operata una esternalizzazione dei lavori anche nel settore della sicurezza.
Una seconda riflessione riguarda il deficit infrastrutturale: non vi voglio intrattenere molto, ma certamente nel deficit infrastrutturale del Sud, l’acqua è al primo posto, poi vi è l’assetto idrogeologico e quindi anche le ferrovie e le strade; pertanto è inevitabile un discorso sulle priorità, sia di carattere generale, sia all’interno dei singoli comparti infrastrutturali e dei singoli settori di intervento.
In merito alle risorse, il Ministro ha fornito alcune cifre; purtroppo, sono membro della Commissione bilancio e dico «purtroppo» perché, certamente va ha fatto un uso razionale delle risorse, però non ci possono essere solamente annunci; infatti, molto spesso le risorse sono solo stanziate in bilancio e diventano mere espressioni contabili, mentre il problema è quello delle risorse realmente spendibili che si riferiscono ad opere eseguibili, cioè a progetti e ad opere cantierabili; il problema, quindi, è quello delle risorse reali e della reale capacità di spesa.
Non posso esimermi, poiché sono un uomo del Sud, dallo svolgere un’altra riflessione: nella legge obiettivo il grosso dei lavori è comunque concentrato al Nord. A nostro avviso, la prima scelta da effettuare è quella di invertire questa tendenza in favore del Sud; il secondo atto da compiere è affrontare il problema di una arretratezza tecnologica che c’è e quindi porsi seriamente il problema della modernizzazione delle reti ferroviarie e di mobilità, dal momento che solo il 38 per cento della nostra rete ferroviaria ha il doppio binario; il terzo è quello di migliorare i livelli di sicurezza. Noi Comunisti italiani non vogliamo restare intrappolati nella discussione sul ponte sullo Stretto di Messina, ma certamente, ove si dovesse realizzare il ponte – come hanno evidenziato persone ben più autorevoli di me – ci si troverebbe poi di fronte ad una ferrovia a binario unico. E allora?
A nostro avviso, occorre un ripensamento complessivo su tutto quello che il nostro Paese deve realizzare una volta stabilite le necessarie priorità per superare il grave deficit infrastrutturale, soprattutto del Sud. Dico «soprattutto del Sud» perché so che tale deficit esiste anche in altre zone del Paese che hanno anche un export considerevole. Riteniamo quindi che occorra realizzare tutto questo anche perché non abbiano più a ripetersi questi tragici e dolorosi avvenimenti.