Intervento sul messaggio del Presidente della Repubblica

SENATO DELLA REPUBBLICA

———— XIV LEGISLATURA ————

223a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 25 LUGLIO 2002

(Pomeridiana)

Dibattito sui temi contenuti nel messaggio del Presidente della Repubblica (Doc. I, n. 2)

È iscritto a parlare il senatore Marino. Ne ha facoltà.

MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, noi Comunisti Italiani attribuiamo una grande importanza al messaggio del Presidente della Repubblica, che assume un particolare significato in primo luogo perché è il primo messaggio e poi perché, non a caso, tocca i problemi del pluralismo e dell’imparzialità dell’informazione.

Mai come oggi poter comunicare, far sentire le proprie ragioni tocca la sostanza stessa della democrazia, il suo funzionamento, i meccanismi di formazione del consenso. Ci riconosciamo quindi nel messaggio, perché si raccomanda una legge di sistema per regolare l’intera materia della comunicazione, ponendo al centro il sistema pubblico televisivo, il ruolo delle Regioni nella comunicazione e il ruolo di vigilanza del Parlamento sull’intero circuito mediatico.

Non si deve certamente utilizzare il messaggio a scopo strumentale: sarebbe uno sgarbo al Presidente della Repubblica e non saremo certamente noi, signor Presidente, a compiere sgarbi in vario modo. Quindi, nessuna strumentalizzazione del messaggio. Ma come si fa a non pensare ad un quasi monopolio, ad una posizione dominante che qualcuno nel nostro Paese ha nel sistema dell’informazione? Come si fa a non pensare al fatto che c’è chi controlla una parte rilevante degli strumenti di informazione con proprie imprese che agiscono sulla base di concessioni rilasciate dal Governo? Nella stessa persona convivono concedente e concessionario, controllore e controllato.

Il Presidente della Repubblica non richiama il conflitto di interessi, ma come non considerare il plateale caso di conflitto di interessi che ancora persiste nel nostro Paese nel momento in cui si tocca il problema delicato del pluralismo e della libertà di informazione? Il provvedimento legislativo varato dal Senato ed ora alla Camera, proprio considerato il momento in cui ci perviene il messaggio, non risolve questo conflitto, anzi legittima e giustifica situazioni di conflitto, viola il principio dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.

Allora, come interpretare il messaggio, signor Presidente? Nel senso che alle parole debbono seguire i fatti: dopo il messaggio si può, si deve agire nella direzione indicata dal Presidente della Repubblica, occorre attuare il messaggio, nel rispetto delle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio d’Europa, e farlo presto. (Applausi dai Gruppi Misto-Com, Misto-RC, DS-U e Verdi-U).