Dichiarazione di voto sul “legittimo sospetto”

SENATO DELLA REPUBBLICA

———— XIV LEGISLATURA ————

230a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 1° AGOSTO 2002

(Pomeridiana)

Seguito della discussione del disegno di legge:

(1578) CIRAMI. – Modifica agli articoli 45 e 47 del codice di procedura penale

Approvazione, con modificazioni, con il seguente titolo: Modifica degli articoli 45, 46, 47, 48 e 49 del codice di procedura penale

MARINO (Misto-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, sono caduti nel vuoto tutti gli appelli a desistere da questa fretta sconsiderata di portare avanti un provvedimento che suscita così gravi sospetti di insabbiamento dei processi in corso.

L’unica cosa che spiega questa fretta, questa caparbietà di conseguire l’approvazione al più presto del disegno di legge al nostro esame sono infatti i processi in corso a Milano con gli imputati eccellenti, il Presidente del Consiglio e Previti, i quali vogliono lo spostamento da Milano ad altra sede per guadagnare tempo in ogni modo e per arrivare così alla prescrizione dei reati per i quali sono imputati.

Non ci si può nascondere dietro un dito. Questo testo recita: "la legge si applica ai processi in corso alla data della sua entrata in vigore". Mai nella storia d’Italia vi è stato un uso così spregiudicato delle istituzioni a fini di parte, per interessi personali, per incidere sullo svolgimento dei processi e per ottenerne vantaggi in sede processuale.

È un attacco alla legalità che viene da lontano, dalle rogatorie, dal falso in bilancio, dal conflitto di interesse e da tutta quella attività svolta dall’attuale Governo che è concentrata sulla difesa delle situazioni personali del Presidente del Consiglio e di alcuni suoi Ministri senza orrore di se stessi, come diceva Petrolini.

La reintroduzione del principio del legittimo sospetto, così come è formulato questo testo, costituisce un salto indietro nel tempo, ci ricorda le pagine oscure della storia nazionale, i processi trasferiti dalla propria sede naturale altrove: Piazza Fontana, Liggio. Sottrae alla Corte costituzionale la decisione sul dubbio sollevato dalla Cassazione. Sottrae, in violazione dell’articolo 25 della Costituzione i processi in corso a Milano ai giudici naturali, che saranno trasferiti altrove. Produrrà conseguenze devastanti sulla macchina giudiziaria, con ulteriore rallentamento dei tempi dei processi. Consentirà un uso strumentale del legittimo sospetto. Sarà inevitabile la prevedibile pletora di istanze di rimessione, con conseguente intasamento dell’attività della Cassazione: un aiuto (non so fino a che punto insperato) alle associazioni di stampo mafioso; un attentato all’autonomia e alla legittimità della funzione giudiziaria e al principio dell’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.

Per tutte queste ragioni, signor Presidente, i Comunisti Italiani diranno "no" all’approvazione di questo provvedimento legislativo. (Applausi dai Gruppi Misto-Com, Ds-U, Mar-DL-U, Misto-RC e Verdi-U).