EUSKADI

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La posizione del Pdci sulla messa al bando di Batasuna

Iacopo Venier *

Roma, 5 settembre 2002

Molti scenari inquietanti si aprono dopo la decisione del Parlamento spagnolo di mettere al bando il Partito basco Batasuna. Per la prima volta in Europa un partito che rappresenta oltre il 10% dell’elettorato basco, che esprime deputati al parlamento nazionale ed europeo, che conta migliaia di militanti viene chiuso d’autorità. E’ una decisione grave che non può essere sottovalutata sotto molti aspetti.
1) Innanzitutto c’è la questione di principio legata alla libertà di opinione. Per combattere il terrorismo in nome della democrazia bisogna difendere fino in fondo il principio di libertà anche contro coloro che ne fanno cattivo uso. Il fatto che Batasuna non abbia mai condannato gli atti terroristi compiuti dall’Eta è gravissimo sotto il profilo etico e politico ma non è la prova di un coinvolgimento ed una responsabilità in quegli atti. La storia italiana dovrebbe insegnare che colpire le opinioni aiuta solo chi predica la lotta armata.

2) In secondo luogo c’è il problema della soluzione politica alla questione basca. L’Eta con la sua deriva militare ha gravissime responsabilità. La condanna di attacchi armati che colpiscono civili inermi è totale. Gli assassini devono essere catturati. Batasuna però è un partito politico con cui è necessario dialogare perché si affermi una "prospettiva irlandese". La responsabilità maggiore è oggi è nelle mani del Governo di Madrid dove purtroppo prevale un nazionalismo spagnolo fortemente alimentato da una destra che non dimentica il suo passato franchista e consolida il proprio potere alimentando conflitti veri o finti come quello con il Marocco. E’ una scelta cinica ed insieme una terribile illusione pensare che si possa risolvere con la forza un problema che si trascina da sempre. Cancellare un partito non cancellerà la richiesta di indipendenza di una parte molto ampia della società basca. Anzi questa decisione alimenta una spirale nazionalista che radicalizza lo scontro portandolo ancor più dal piano politico a quello militare e allontanando l’unica soluzione possibile e cioè quella del riconoscimento pieno della nazionalità Euskadi e della trasformazione della Spagna in uno Stato multinazionale dentro una Europa delle minoranze.
3) La decisione di Madrid complica il quadro internazionale. L’idea che si possa cancellare il proprio interlocutore politico è devastante in tutti i conflitti. Dalla Palestina al Sahara Occidentale, dalla Turchia (dove c’è chi pensa di utilizzare la decisione spagnola per colpire i partiti curdi) allo Sri Lanka ( dove finalmente sembra che si apra un negoziato) la questione del terrorismo è utilizzata spesso per neutralizzare il proprio antagonista politico. La lotta al terrorismo al contrario passa attraverso la fine della militarizzazione dello scontro, attraverso il sostegno delle società civili, attraverso l’applicazione del diritto contro le leggi di emergenza.
4) La decisione spagnola è grave anche perché costituisce un precedente che modifica nei fatti l’immagine dell’Europa nel Mondo, ne indebolisce la credibilità politica, mette in difficoltà difficili processi di pacificazione o di dialogo politico. L’Europa ha già commesso gravi errori su questo terreno (come l’allargamento indiscriminato della lista delle organizzazioni che essa considera terroriste) e rischia di venir travolta come soggetto di politica internazionale dalle sue stesse contraddizioni.
5) Il fallimento della linea della destra e degli USA nella lotta al terrorismo si misurerà negli anni. Oggi purtroppo dobbiamo assistere all’offensiva di coloro che invece di risolvere le ragioni dei conflitti pensano che sia necessario e possibile vincere in nome di nuove "verità" (questa volta condite in salsa nazionalista). Questa dinamica sta già incrinando la nostra civiltà che invece deve esser basata sulla comprensione delle ragioni dell’altro, sulla ricerca delle soluzioni possibili, sulla difesa della democrazia.

Per tutte queste ragioni il Partito dei Comunisti Italiani ritiene inidonea, sbagliata e controproducente la decisione presa dal Parlamento spagnolo. Nei prossimi giorni in molte città europee si terranno manifestazioni contro la messa al bando del partito Batasuna in Spagna. Ancora una volta l’asprezza dello scontro non deve far perdere l’orientamento. Noi difendiamo la democrazia, il diritto dei popoli ad una libera autodeterminazione senza alcuna debolezza verso organizzazioni che praticano la violenza ed agiscono con metodi terroristi. Batasuna ha gravi responsabilità politiche ed etiche ma la sua messa al bando è un errore dalle conseguenze incalcolabili.

* Segreteria Nazionale del Partito dei Comunisti Italiani
Responsabile Dipartimento Internazionale