Sabra e Chatila vent’anni dopo

Sabra e Chatila vent’anni dopo

Una delegazione del Pdci in Libano

Ufficio stampa

Roma, 10 settembre 2002

Il 16 settembre di venti anni fa iniziava alla periferia di Beirut, in Libano, uno dei più efferati massacri ai danni del popolo palestinese: in tre giorni circa tremila civili saranno barbaramente trucidati nei campi di Sabra e Chatila. Colpevole materiale di questo crimine le milizie falangiste del Libano, ma queste poterono agire liberamente solo grazie alla complicità del loro forte alleato, ovvero l’esercito israeliano. Guidato allora da Ariel Sharon. Su quanto accadde a Sabra e Chatila la Knesset, il parlamento di Israele, promosse un’indagine affidata alla commissione Kahan. Alla fine dell’inchiesta la commissione riconobbe precise responsabilità dell’allora ministro della Difesa Sharon.

Tutto questo però non impedirà ad Ariel Sharon, 18 anni dopo, di diventare Primo ministro del suo Paese, affossando da questa posizione il processo di pace faticosamente messo in piedi da Arafat e Rabin.
Il massacro di Sabra e Chatila per troppi anni è caduto nel dimenticatoio, tanto che una delle fosse comuni era stata trasformata in discarica. Grazie all’opera del comitato Per non dimenticare Sabra e Chatila da tre anni si svolgono a Beirut iniziative per non disperdere la memoria di questo dramma. Anche quest’anno una delegazione composta da partiti, sindacati enti locali e associazioni si recherà in Libano, guidata da Stefano Chiarini, per ricordare le vittime di Sabra e Chatila. I Comunisti Italiani e La Rinascita parteciperanno attivamente a queste iniziative con una delegazione composta dalla parlamentare Katia Bellillo e dal giornalista Maurizio Musolino.