Intervento sulla delega in materia di lavoro e occupazione

Intervento di Gianfranco Pagliarulo su ddl 848

"Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro"

Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori,

il senatore Villone aveva ragione sui profili di incostituzionalità della legge. Io vorrei aggiungere qualche dato: in una pregevole documentazione a cura del Ministero per i Rapporti con il Parlamento è scritto che fino al 5 agosto 2002 il Parlamento aveva approvato ben 59 decreti legge su 60 deliberati dal Consiglio dei Ministri e solo 30 Disegni di legge su 82.

Bastano questi dati per prendere atto che questo governo non governa. Decreta. Col disegno di legge 848 il Governo reitera la sua propensione assoluta per le mani libere. Insomma, ci troviamo con frequenza inedita in una situazione di sottrazione di potestà legislative al Parlamento e alle Regioni. E’ sconcertante che l’unica linea di difesa della maggioranza è "lo faceva pure il centrosinistra". Se pure così fosse stato, a maggior ragione questo governo avrebbe dovuto comportarsi in maniera opposta.

Sappiamo tutti che si sono scorporate alcune parti del disegno di legge 848 per affrontare in un luogo successivo e separato le profonde modifiche all’articolo 18. Una manovra negativa e grave perché non cambia la sostanza del problema al fine di determinare una gravissima lacerazione fra i sindacati confederali che si è effettivamente consumata con la firma del cosiddetto Patto per l’Italia. Che l’obiettivo fosse fra gli altri la rottura dell’unità sindacale è platealmente confermato da un’intervista apparsa ieri sul Corriere della Sera ove il Sottosegretario Sacconi, a domanda in cui si chiede se non tema un ricompattamento sindacale, risponde che esso non avverrà, confermando così che l’obiettivo della divisione è una delle condizioni perché passino i provvedimenti del Governo. Fa forse parte del Contratto con gli italiani perseguire la rottura dell’unità sindacale? Ha forse torto il Presidente Ciampi quando, davanti ai pericoli inflattivi, così irresponsabilmente minimizzati dal governo, ha invitato ieri al ritorno del metodo, anzi, ha detto, della regola della concertazione? Altro che rottura dell’unità sindacale!

Secondo noi questo governo sta attivamente operando per costruire nel nostro Paese un sistema di relazioni sindacali di tipo corporativo, quel sistema che il sottosegretario Sacconi ha definito in commissione, con esemplare eufemismo, di tipo cooperativo, affermando fra l’altro che il Patto per l’Italia è compreso nel Dpef. Un Dpef, a sua volta, mandato subito in pensione dall’economia reale.

Questa legge è ispirata alla filosofia della flessibilità assoluta e ignora le questioni della sicurezza, delle tutele e dei diritti. E dunque questa legge non è neutra. Non sostiene il valore sociale del lavoro, ma considera i lavoratori come merce al più basso prezzo possibile. La Cgil fa benissimo a proclamare lo sciopero generale, perché fa il suo mestiere di sindacato. Dalla riforma e privatizzazione del collocamento al riordino dei contratti a contenuto formativo e di tirocinio alla disciplina delle varie tipologie di lavoro, tutte questioni su cui noi esprimiamo un critica strutturale. Si cerca di definire per legge, per di più con delega, una materia che è invece propria della contrattazione, e della contrattazione con tutti i sindacati maggiormente rappresentativi. Parlate di una legge che consentirà un grande sviluppo dell’occupazione. Avevate detto lo stesso per l’incremento del Pil, per lo sviluppo industriale, per il sommerso, per tutto. Grazie a voi, il Paese è sull’orlo della crescita zero.