Intervento sulla delega in materia di lavoro e occupazione

SENATO DELLA REPUBBLICA
XIV LEGISLATURA

241ª SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO
STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 25 Settembre 2002

(Antimeridiana)

Presidenza del vice presidente CALDEROLI,
indi del vice presidente DINI
e del presidente PERA

(848) Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro (Collegato alla manovra finanziaria)
(357) STIFFONI ed altri. – Norme per la tutela dei lavori atipici
(629) RIPAMONTI. – Norme a tutela dei lavori atipici e delega al Governo in materia di previdenza, di formazione, di coordinamento con la disciplina comunitaria e di riduzione del contenzioso in relazione alla qualificazione dei rapporti di lavoro atipici
(869) MONTAGNINO ed altri. – Norme di tutela dei lavori «atipici»
(Votazione finale qualificata, ai sensi dell’articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale)
Approvazione, con modificazioni, del disegno di legge n. 848:

PAGLIARULO (Misto-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGLIARULO (Misto-Com). Signor Presidente, onorevoli senatrici e senatori, ho espresso nei giorni scorsi, nel dibattito in Aula, le ragioni del voto contrario. Vorrei adesso aggiungere che la mancanza del numero legale così frequente su questo provvedimento ha dato l’immagine di una maggioranza politicamente e fisicamente assente.

L’altro ieri il Presidente del Consiglio ha invitato gli italiani a consumare di più, perché il reddito di ciascuno – ha detto – non sarà comunque inferiore a quello dello scorso anno. Eppure è evidente che salari e pensioni diminuiscono in modo proporzionale all’aumento dell’inflazione.
Oggi siamo chiamati a votare su un provvedimento che esalta la flessibilità e le forme di precariato. Come si fa, però, a spendere senza alcuna certezza nel futuro? Come fa a farlo il soggetto del lavoro intermittente? Come fa a farlo chi è sottomesso a un nuovo caporalato? È perciò che l’invito all’aumento dei consumi in questa situazione, più che una sollecitazione, suona come una beffa.
Occorre rimuovere l’ostacolo del tasso di inflazione programmata all’1,4 per cento come tetto per gli adeguamenti salariali: allora sì che si determinerebbe un qualche incremento dei consumi. Occorre ben altra politica per l’occupazione, il cui aumento sta paurosamente flettendo. Il responsabile del Centro studi Confindustria proprio ieri ha affermato che l’occupazione è ferma e il livello di crescita è pari a zero.
Occorre ben altro clima che quello, costruito proprio a causa di questo provvedimento, di grave tensione sociale, di rottura sindacale perseguita in modo miope e controproducente dal Governo, di attacco ai diritti e di riduzione dei lavoratori a pura merce (peraltro in contrasto, mi pare, con il secondo comma dell’articolo 3 della Costituzione).
A tutto ciò si è giustamente risposto e si risponderà sul piano sociale.
Occorre ben altra attenzione nelle esternazioni che determinano fibrillazioni in borsa. Occorre, in sostanza, un’altra linea di politica economica, di sviluppo dell’occupazione, di tutela e di ampliamento dei diritti, di riforma del Welfare.
Nel provvedimento n. 848 c’è, invece, la conferma, sul versante dell’occupazione e del mercato del lavoro, della linea che quest’anno ha portato l’Italia in un cul de sac.
C’è un’altra linea, invece, nello sciopero generale proclamato per il 18 ottobre: la si ascolti, perché si vedrà che così nasce non solo la sacrosanta protesta, ma anche la proposta alternativa. Il Paese va ascoltato sempre, ma lo si ascolti finalmente e particolarmente in un momento così preoccupante per il suo futuro. (Applausi dai Gruppi Misto-Com, Misto-RC e DS-U).