Pdl RAI Fondazione

Pdl RAI Fondazione

Norme per il riassetto del servizio pubblico radiotelevisivo

Gruppo Comunisti Italiani

Roma, novembre 2002

Art. 1

Il servizio pubblico radiotelevisivo ha carattere di preminente interesse generale in quanto volto ad ampliare la partecipazione dei cittadini ed a concorrere allo sviluppo sociale e culturale del Paese in conformità ai princìpi di libertà e pluralismo sanciti dalla Costituzione. E’ svolto secondo criteri di completezza e imparzialità e si caratterizza per un’offerta globale di interesse generale, che tiene conto delle diverse opinioni e tendenze politiche, sociali, culturali e religiose, anche rappresentando l’immagine e la realtà del Paese oltre i confini nazionali e valorizzando la produzione culturale italiana ed europea. Il contenuto e le modalità di svolgimento del servizio pubblico radiotelevisivo sono definiti e regolati da una convenzione stipulata ogni sei anni, da un annesso contratto di servizio di durata triennale, nonché dalle convenzioni specifiche stipulate con le competenti amministrazioni dello Stato e con le Regioni.

Art. 2

Il servizio pubblico radiotelevisivo è affidato mediante concessione alla RAI-Radiotelevisione italiana Spa, considerata azienda di interesse nazionale ai sensi dell’art. 2461 del codice civile. Tale società espleta le proprie attività secondo il modello organizzativo della holding conservando l’unitarietà del comparto editoriale ed ha per oggetto lo svolgimento di attività nei settori radiotelevisivo, della produzione audiovisiva, della multimedialità e, nei limiti previsti dall’articolo 4, comma 5, della legge 31 luglio 1997, n. 249, delle telecomunicazioni. La medesima società è tenuta alla trasparenza circa l’utilizzo delle risorse attraverso la distinzione organizzativa e contabile tra le attività finanziate da canone e le attività finanziate dal mercato. L’organizzazione delle attività, incluse quelle di servizio pubblico, da parte della società concessionaria è definita dai suoi organi di gestione. La concessionaria fornisce al Ministero delle comunicazioni e alle Commissioni parlamentari competenti un’informazione annuale sulla sua attività.
Le stesse Commissioni possono elaborare proposte relative all’indirizzo generale a cui si deve ispirare il servizio pubblico radiotelevisivo nonché osservazioni relative al rispetto dell’interesse generale e del pluralismo a cui l’intera attività editoriale di Rai Holding deve ispirarsi.

Art. 3

La concessione del servizio pubblico radiotelevisivo, rilasciata dal Ministero delle comunicazioni, ha durata ventennale. Non appena completata, ai sensi dell’articolo 2-bis del decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, l’adozione della tecnica digitale per le trasmissioni radiotelevisive su frequenze terrestri, e comunque entro il 31 dicembre 2007, viene stipulata una nuova convenzione.

Art. 4

Il governo è delegato ad emanare, previo parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari e sentita l’Autorità per le comunicazioni, un decreto legislativo al fine di istituire una Fondazione con personalità giuridica pubblica allo scopo di riordinare l’assetto della Rai radiotelevisione italiana spa secondo i seguenti criteri direttivi:

a. garantire l’interesse generale e il rispetto del pluralismo sociale, culturale, politico, religioso nell’esercizio del servizio pubblico radiotelevisivo e nell’insieme delle attività editoriali della società concessionaria.
b. Promuovere l’accesso alle nuove tecnologie della comunicazione e della multimedialità anche da parte dei settori sociali economicamente svantaggiati.
c. Contribuire allo sviluppo dell’industria nazionale delle comunicazioni.

Art. 5

La Fondazione determina le linee editoriali e strategiche della società denominata "Rai radiotelevisione italiana spa" in base ai criteri di cui all’art. 1 e 4 della presente legge. La Fondazione garantisce, nell’attuazione delle linee gestionali,
il pieno rispetto dei suddetti principi nonché dei vincoli derivanti dal contratto di servizio.
La Fondazione nomina, con diritto di revoca, un amministratore delegato di Rai spa, individuato sulla base di riconosciute competenze manageriali, con il compito di realizzare gli indirizzi editoriali e aziendali espressi dal consiglio di amministrazione e di esercitare le attività gestionali della società holding. E’ facoltà dell’amministratore delegato avvalersi di un direttore generale, a lui subordinato, per lo svolgimento delle sue mansioni.
L’amministratore delegato ha incarico triennale.

Art. 6

La Fondazione promuove la partecipazione dei cittadini, dei lavoratori e degli enti locali sulle tematiche della comunicazione e sulla qualità del servizio pubblico. A tal proposito, presso la Fondazione, vengono istituiti:
a. il consiglio degli utenti, composto da rappresentanti delle principali associazioni di utenti e consumatori al fine di promuovere la partecipazione dei cittadini sui temi inerenti la qualità del servizio pubblico e il rispetto dei suoi principi ispiratiti;
b. il consiglio dei lavoratori Rai, composto da rappresentanti dei lavoratori dell’azienda, al fine di favorire la partecipazione delle risorse interne sui temi della comunicazione e sulla qualità del servizio pubblico, salvaguardando l’autonomia delle relazioni industriali;
c. Il consiglio dei territori, con rappresentanti delle Regioni, dei Comuni, delle Province, al fine di favorire il confronto ed elaborare proposte sui temi della comunicazione e sulla qualità del servizio pubblico con particolare attenzione alle tematiche e alle programmazioni relative al decentramento e al federalismo.

Art. 7

La fondazione acquisisce le azioni della Rai spa e ne detiene, in ogni caso, la maggioranza assoluta.
La RAI-Radiotelevisione italiana Spa può, in funzione di holding, assumere o mantenere partecipazioni nel capitale di altre società inerenti attività di comunicazione multimediale e digitale. Le attività di servizio pubblico, in particolare quelle connesse al contratto di servizio, sono competenza esclusiva della Rai.

Art. 8

Il Consiglio di amministrazione della Fondazione è composto da otto membri eletti dal Parlamento con i seguenti criteri:
a) quattro eletti dalla Camera, con voto limitato a uno;
b) quattro eletti dal Senato, con voto limitato a uno.
I componenti del CdA durano in carica quattro anni e sono rieleggibili una sola volta.
Il consiglio di amministrazione elegge al suo interno un Presidente.

Art. 9

La carica di membro del consiglio di amministrazione è incompatibile con l’appartenenza al Parlamento europeo, al Parlamento nazionale, ai consigli regionali, provinciali e dei comuni con popolazione superiore a 20 mila abitanti, con la titolarità di rapporti di interesse o di lavoro con imprese e società pubbliche e private operanti nel campo della radiodiffusione sonora e televisiva e concorrenti della concessionaria ovvero con l’appartenenza a consigli di amministrazione di società controllate dalla concessionaria. Sono inoltre ineleggibili coloro che, a qualunque titolo, hanno diritto di voto per la elezione di membri del consiglio di amministrazione.

Art.10

Con l’entrata in vigore della presente legge le sue disposizioni prevalgono sulle clausole dello statuto sociale di Rai Spa. Tale statuto dovrà essere aggiornato entro e non oltre sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.