Interrogazione sull’assalto al Centro sociale Casella di Reggio Calabria

Interrogazione urgente a risposta orale

Al Ministro degli Interni

I sottoscritti senatori, premesso che:

– é da tempo esistente ed attivo a Gallico Marina, nel Comune di Reggio Calabria, il Centro Sociale "Angelina Cartella";

– la struttura ove esso opera, prima dell’insediamento in essa del Centro Sociale, non era stata mai utilizzata, divenendo così nel tempo un luogo di degrado e di emarginazione, mentre dopo l’insediamento del Centro Sociale essa è stata ripulita ed attrezzata ed ivi si sono realizzate importanti iniziative di servizio e di aggregazione con particolare riferimento ai bambini;

– sabato 16 novembre mentre alcuni rappresentanti del Centro Sociale, contemporaneamente ad una manifestazione indetta allo stesso fine, si incontravano in prefettura per richiedere al rappresentante delle istituzioni la scarcerazione dei cosiddetti No Global recentemente arrestati, l’ organizzazione politica di estrema destra denominata Forza Nuova dava vita a una sorta di presidio in cui si richiedeva lo sgombero del Centro Sociale Cartella;

– la sera di martedì 19 novembre si svolgeva nel Centro Sociale un’assemblea popolare a cui partecipavano fra gli altri i rappresentanti della FIOM CGIL, di associazioni cattoliche, dei DS, del PDCI, dei Verdi, del PRC ed inoltre il sacerdote del quartiere limitrofo, a riconoscimento implicito del carattere democratico del Centro Sociale e delle sue attività;

– sono stati nei giorni scorsi affissi a Reggio Calabria manifesti di Forza Nuova in cui si chiedeva lo sgombero di detto Centro sociale; è stata pubblicata in data 20 novembre 2002 su "il Quotidiano" una lettera a firma Beniamino Scarfone, presidente provinciale Azione Giovani di Reggio Calabria – trattasi dell’organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale – in cui si invitava il sindaco, il prefetto ed il questore ad intervenire ai fini della chiusura del Centro Sociale medesimo perché "si coltiva la cultura della droga e del finto pacifismo"; tale richiesta è stata ribadita il 24 novembre 2002 in una lettera pubblicata sul medesimo quotidiano a firma "Forza Nuova, federazione di Reggio Calabria";

– la notte fra il 20 ed il 21 novembre ignoti irrompevano nel Centro Sociale devastandolo e dando fuoco a tavoli, sedie e arredi ;

– la notte successiva venivano clandestinamente affissi nel Centro Sociale volantini e manifesti di Forza Nuova, a palese sfregio ed irrisione del Centro, e in una successione temporale tale da indurre al ragionevole dubbio che la devastazione avvenuta la notte precedente possa essere attribuita agli stessi individui responsabili di tale affissione, e dunque ad attivisti di Forza Nuova;

Chiedono

se il ministro intenda garantire l’esistenza del Centro Sociale contro l’impressionante sequenza di attacchi ed anche di minacce da parte di persone tutte impegnate in forze politiche di destra e conclusasi con le devastazioni operate nella notte fra il 20 e il 21 novembre;

se intenda operare perché la locale questura presti una particolare attenzione a difesa dei mobili e degli immobili e specialmente a tutela della incolumità dei frequentatori del Centro Sociale;

se intenda informarsi presso la locale questura per appurare lo stato delle indagini in merito alla devastazione del Centro Sociale ed eventualmente per accelerarle;

se intenda verificare se sussistono i presupposti di legge ai fini dello scioglimento dell’organizzazione Forza Nuova in quanto associazione che si configura come ricostituzione del disciolto partito fascista e per gli inconfutabili atti di violenza e di squadrismo di cui sono protagonisti da anni nel nostro Paese alcuni membri di tale organizzazione, confermati, nella vicenda in oggetto, dalla certa affissione di manifesti nella sede del Centro Sociale e dal ragionevole dubbio, che deve essere sciolto in base all’inchiesta giudiziaria in corso, che l’incendio e la devastazione del Centro Sociale siano da attribuire ad attivisti di Forza Nuova;

se intenda, in via subordinata, chiedere alla magistratura di aprire un’indagine sull’organizzazione Forza Nuova per appurare in particolare le origini, il circuito e la finalità dei finanziamenti di cui essa dispone e le specifiche responsabilità dei reiterati atti di violenza operati da alcuni suoi iscritti;

se intenda chiedere con urgenza al Prefetto di farsi garante dell’agibilità democratica nella città di Reggio Calabria, oggi gravemente minacciata, ed, a questo fine, di intervenire per impedire all’organizzazione Forza Nuova di continuare ad operare per negare tale agibilità;

se intenda infine assumere una posizione pubblica di denuncia del pericolo del ritorno di ideologie, culture e pratiche simili, sia pur in un mutato contesto storico politico, a quelle del partito nazionale fascista ed in specie dello squadrismo da esso voluto, promosso ed organizzato.

Sen. Gianfranco Pagliarulo

Sen. Luigi Marino

Sen. Angelo Muzio

Roma, 25 novembre 2002

– sono stati nei giorni scorsi affissi a Reggio Calabria manifesti di Forza Nuova in cui si chiedeva lo sgombero di detto Centro sociale; è stata pubblicata in data 20 novembre 2002 su "il Quotidiano" una lettera a firma Beniamino Scarfone, presidente provinciale Azione Giovani di Reggio Calabria – trattasi dell’organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale – in cui si invitava il sindaco, il prefetto ed il questore ad intervenire ai fini della chiusura del Centro Sociale medesimo perché "si coltiva la cultura della droga e del finto pacifismo"; tale richiesta è stata ribadita il 24 novembre 2002 in una lettera pubblicata sul medesimo quotidiano a firma "Forza Nuova, federazione di Reggio Calabria";

– la notte fra il 20 ed il 21 novembre ignoti irrompevano nel Centro Sociale devastandolo e dando fuoco a tavoli, sedie e arredi ;

– la notte successiva venivano clandestinamente affissi nel Centro Sociale volantini e manifesti di Forza Nuova, a palese sfregio ed irrisione del Centro, e in una successione temporale tale da indurre al ragionevole dubbio che la devastazione avvenuta la notte precedente possa essere attribuita agli stessi individui responsabili di tale affissione, e dunque ad attivisti di Forza Nuova;

Chiedono

se il ministro intenda garantire l’esistenza del Centro Sociale contro l’impressionante sequenza di attacchi ed anche di minacce da parte di persone tutte impegnate in forze politiche di destra e conclusasi con le devastazioni operate nella notte fra il 20 e il 21 novembre;

se intenda operare perché la locale questura presti una particolare attenzione a difesa dei mobili e degli immobili e specialmente a tutela della incolumità dei frequentatori del Centro Sociale;

se intenda informarsi presso la locale questura per appurare lo stato delle indagini in merito alla devastazione del Centro Sociale ed eventualmente per accelerarle;

se intenda verificare se sussistono i presupposti di legge ai fini dello scioglimento dell’organizzazione Forza Nuova in quanto associazione che si configura come ricostituzione del disciolto partito fascista e per gli inconfutabili atti di violenza e di squadrismo di cui sono protagonisti da anni nel nostro Paese alcuni membri di tale organizzazione, confermati, nella vicenda in oggetto, dalla certa affissione di manifesti nella sede del Centro Sociale e dal ragionevole dubbio, che deve essere sciolto in base all’inchiesta giudiziaria in corso, che l’incendio e la devastazione del Centro Sociale siano da attribuire ad attivisti di Forza Nuova;

se intenda, in via subordinata, chiedere alla magistratura di aprire un’indagine sull’organizzazione Forza Nuova per appurare in particolare le origini, il circuito e la finalità dei finanziamenti di cui essa dispone e le specifiche responsabilità dei reiterati atti di violenza operati da alcuni suoi iscritti;

se intenda chiedere con urgenza al Prefetto di farsi garante dell’agibilità democratica nella città di Reggio Calabria, oggi gravemente minacciata, ed, a questo fine, di intervenire per impedire all’organizzazione Forza Nuova di continuare ad operare per negare tale agibilità;

se intenda infine assumere una posizione pubblica di denuncia del pericolo del ritorno di ideologie, culture e pratiche simili, sia pur in un mutato contesto storico politico, a quelle del partito nazionale fascista ed in specie dello squadrismo da esso voluto, promosso ed organizzato.

Sen. Gianfranco Pagliarulo

Sen. Luigi Marino

Sen. Angelo Muzio

Roma, 25 novembre 2002