Comm. Esteri: allargamento della Nato

INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

Al Ministro degli Affari Esteri

I sottoscritti senatori premesso che:

– Con la scomparsa del Patto di Varsavia e dell’Urss e con la fine della "guerra fredda" sono venuti meno gli scopi per i quali la NATO era sorta e si è esaurita la stessa funzione di questa alleanza militare;

– malgrado l’assenza di un nemico da cui difendersi o da contrastare, la NATO si è invece rafforzata associando nuovi Paesi quali la Polonia, l’Ungheria e la Repubblica Ceca ed al recente Vertice di Praga si è deciso di allargare ulteriormente l’Alleanza ad altri paesi tra cui la Slovenia, la Slovacchia, Estonia, Lituania , Lettonia, Bulgaria e Romania;

– al vertice di Praga, anzichè decretare la fine dell’Alleanza, si è deciso invece di rafforzarla, individuando nuove funzioni e compiti, quali la lotta contro il terrorismo, le armi di distruzione di massa etc..;

– le nuove funzioni, comportando una nuova missione NATO, mutano di fatto la natura dell’Alleanza con conseguenti modifiche del Trattato, le quali non possono diventare esecutive se non dopo un voto esplicito di ratifica da parte del Parlamento;

– tra l’altro al Vertice di Praga è stato deciso di creare una Forza di spiegamento rapido, tecnologicamente avanzata e formata da componenti terrestri, marine ed aeree per realizzare interventi anche "fuori area".

INTERROGANO PER SAPERE:

– se risponde al vero che il Governo italiano abbia già assicurato la messa a disposizione di uomini e mezzi, malgrado detta Forza non abbia limiti geografici per le proprie operazioni;

– in base a quali atti e decisioni parlamentari il Governo abbia ritenuto di aderire a tutte le altre decisioni del Vertice di Praga e soprattutto alla nuova dottrina militare della NATO che dovrebbe trovare applicazione al di là dei tradizionali confini di intervento militare;

– malgrado l’ampia solidarietà espressa agli USA per la tragedia dell’11 settembre abbia dimostrato come una lotta efficace al terrorismo può solo realizzarsi attraverso un’ampia coalizione, come quella costituitasi dopo l’attentato alle Torri Gemelle con l’apporto della Russia, della Cina, dell’India, etc.., in base a quali valutazioni e decisioni parlamentari il Governo italiano, a differenza degli altri Governi europei abbia ritenuto di sostenere la posizione USA per quanto concerne le circostanze che dovessero "giustificare" un attacco all’IRAQ;

– se è vero che in caso di attacco all’Iraq l’Italia si sia già impegnata a concedere le proprie basi militari;

– se non ritenga che tutto ciò comporti di fatto l’ingresso dell’Italia in guerra in palese violazione dell’art.11 della Costituzione malgrado l’assenza di qualsiasi forma di aggressione dell’Iraq nei confronti dei Paesi membri della NATO;

– se non ritenga che stabilire ogni nuovo ruolo o compito della NATO, che travalichi quello strettamente difensivo previsto dall’art.5 del Trattato, debba necessariamente comportare una revisione formale dello stesso Trattato ai sensi dell’art.122.

sen. Luigi Marino

sen. Angelo Muzio

sen. Gianfranco Pagliarulo

Roma,26 novembre 2002