Intervento sulle recenti alluvioni

SENATO DELLA REPUBBLICA
———— XIV LEGISLATURA ————

288a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 28 NOVEMBRE 2002

(Pomeridiana)_________________

Presidenza del presidente PERA,

indi del vice presidente SALVIComunicazioni del Governo sulle recenti alluvioni e conseguente discussione

PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione sulle comunicazioni del Sottosegretario Ventucci.

Ricordo che al Gruppo misto sono attribuiti 10 minuti complessivi.

È iscritto a parlare il senatore Pagliarulo. Ne ha facoltà.

PAGLIARULO (Misto-Com). Signor Presidente, onorevole Sottosegretario, lei sa che in questi giorni, in particolare l’altro ieri, fra i tanti effetti indotti dal maltempo, oltre alle situazioni disastrose che lei ha esposto, si è avuto il blocco di interi quartieri della città di Milano: sono esondati, come lei diceva, il Lambro, il Seveso e l’Olona a causa di un sistema di regimazione dell’alveo fluviale che costringe le acque in eccesso rispetto allo spazio angusto a fuoriuscire da ogni apertura, a cominciare dai tombini che esse trovano durante il loro percorso.

Per l’ennesima volta, esercizi commerciali, condomini ed uffici sono stati sgombrati; per la quinta volta sono stati fatti evacuare i cinquanta ragazzi della comunità Exodus di Don Mazzi. Non stiamo parlando soltanto di importanti Paesi della provincia, o città e Paesi del Nord e della Lombardia ove tutto ciò determina e ha determinato danni pesantissimi. Stiamo parlando della metropoli italiana più importante dal punto di vista economico e finanziario, della città europea per antonomasia.

Trovo francamente di cattivo gusto la retorica con cui spesso si descrive, si enfatizza il ruolo di Milano di fronte a problemi ormai strutturali che riguardano un minimo di vita civile e, in specie, la possibilità di abitare, di circolare con un mezzo di trasporto, di operare in un esercizio senza avere la certezza che davanti ad un eccesso di pioggia non ci si trovi inondati.

Da molti anni ormai vi è un rimpallo di responsabilità attorno alla improrogabile ristrutturazione della rete fognaria delle acque reflue, largamente al di sotto delle esigenze della città che domani, davanti ad un nuovo nubifragio, presenterà di nuovo gli stessi problemi, gli stessi disagi, causerà le stesse disfunzioni.

Credo sia giunto il momento in cui il comune e la provincia, ma anche la Regione e il Governo, affrontino alla radice il problema programmando tale radicale ristrutturazione. Non si capisce la presunta attenzione del sindaco di Milano nei confronti del problema del traffico, cosa che peraltro non ha portato – che io sappia – a nessun apprezzabile risultato ai fini della soluzione dei problemi del traffico della città; non si capiscono altri investimenti, spesso di immagine, se non si risolvono questioni strutturali come questa che bloccano ogni attività della città, a cominciare dal traffico in caso di pioggia eccessiva.

C’è un tempo ed un luogo per affrontare con attenzione speciale, non solo i problemi di Milano ma i problemi delle grandi città in Italia; c’è un tempo ed un luogo per affrontare i problemi dell’assetto idrogeologico. Il tempo è prossimo, il luogo si chiama legge finanziaria ma non mi pare, allo stato, che né la qualità, né la quantità degli interventi previsti possano risolvere questi problemi.