Intervento sulla diga di Occhitto

Signor Presidente,

riteniamo atti dovuti, anche se non sufficienti, i provvedimenti di emergenza relativi alla conversione in legge del decreto legge. Occorre però affrontare in modo strutturale le necessità dei territori delle province di Campobasso e di Catania ai cui abitanti ribadisco la piena solidarietà dei Comunisti Italiani. Ma io vorrei usare questa circostanza, per porre un problema grave la cui necessità e urgenza è tale da giustificare le considerazioni che farò a latere della legge.

Nella provincia di Foggia, comunque colpita dal terremoto, seppure non compresa nel decreto, c’è un allarme crescente e – temo – motivato, relativamente allo stato della diga di Occhito che è a due chilometri dal paese di Carlantino. La diga è entrata in funzione all’inizio degli anni 70 e, per varie ragioni, non è mai stata collaudata. L’invaso della diga ha una capienza di 300 milioni di metri cubi, ma finora, proprio a causa del mancato collaudo, è stata riempita fino a un massimo di 180 milioni di metri cubi. A causa dei recenti movimenti tellurici, essa viene oggi controllata giorno e notte ogni 30 minuti. La popolazione di Carlantino vive momenti di grande preoccupazione perché il territorio è fortemente franoso, e potrebbe determinarsi un meccanismo di frane con conseguenze anche molto gravi. I recenti movimenti tellurici sono stati la ragione di un movimento oscillatorio del terreno e delle acque dell’invaso che ha determinato un degrado della diga. In particolare hanno causato una frana di un milione di metri cubi di terra che sono scivolati nel letto del fiume che alimenta la diga. Il sindaco di Carlantino Vito Guerrera ha commissionato una relazione tecnica al professor Spilòtro, dell’università di Potenza, ordinario di geofisica applicata, responsabile del laboratorio di idrogeologia applicata, impegnato a diversi livelli nella protezione civile di Potenza e membro del gruppo nazionale difesa catastrofi idrogeologiche. Il professor Spilòtro afferma testualmente che "nessuno è in grado di prevedere se l’evoluzione cinematica e dinamica del movimento franoso in assenza di interventi organici di risanamento non possa acquisire, in particolari contesti meteoclimatici, idrogeologici e geotecnici, e perché no? anche sismici, velocità tali da far temere anche per le esondazioni dell’invaso e tracimazioni al di sopra della diga". "E’ auspicabile perciò che gli interventi successivi siano finanziati al più presto". Questo è scritto nella relazione tecnica.

In altre parole mi pare che il questa relazione il professor Spilòtro non escluda che la frana di un milione di metri cubi di terra, attualmente nel letto del fiume, possa scivolare nell’invaso della diga facendolo tracimare, e coinvolgendo nella tracimazione e nel movimento franoso il paese di Carlantino con un effetto che si chiama "effetto Vajont".

Per queste ragioni io chiedo al governo, dopo aver assunto le debite informazioni, e aver espletato le necessarie verifiche del caso, di impegnarsi immediatamente sulla vicenda della diga di Occhitto assumendo i provvedimenti urgenti che ne derivano e concordando, all’occorrere per, un tavolo comune con la Regione Puglia.