Intervento sulla Finanziaria

SENATO DELLA REPUBBLICA

XIV LEGISLATURA

297ª SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MARTEDÌ 10 Dicembre 2002

(Pomeridiana)

Presidenza del presidente PERA,

indi del vice presidente FISICHELLA

e del vice presidente SALVI

Discussione congiunta:

(1826) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003) (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell’articolo 120, comma 3, del Regolamento)

(1827) Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio 2003-2005 (Approvato dalla Camera dei deputati) (Votazione finale qualificata, ai sensi dell’articolo 120, comma 3, del Regolamento):

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Marino. Ne ha facoltà.

MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, poiché i minuti a disposizione del Gruppo dei Comunisti italiani all’interno del Gruppo Misto sono scarsi, le sarei grato di richiamarmi qualora dovessi superare i cinque minuti.

Credo che, almeno nel testo licenziato dalla Commissione bilancio, non venga modificato né il taglio, né la linea complessiva di questa legge finanziaria, che, solo per ragioni di brevità, definisco una finanziaria antindustriale, antisociale e antimeridionale. Anzi, per molti versi questa finanziaria risulta anche peggiorata, se non altro per la presenza di ulteriori regali fatti agli amici, come Bruno Visentini ricordava nei suoi ultimi scritti.

Si è mostrata grande sensibilità per i videogiochi, tanto per fare cassa, in modo che in ogni bar ci sia un «rovina famiglie». Si è detto di no alla tariffa assicurativa unica su tutto il territorio nazionale per gli automobilisti virtuosi (una vera e propria ingiustizia, signor Presidente; anche qui un bel regalo fatto alle assicurazioni). Si sono dati sussidi alle famiglie per l’iscrizione dei figli alla scuola privata; nello stesso tempo si sono tagliati i fondi per la scuola pubblica. Non c’è stato alcun ripensamento sul reddito minimo di inserimento, né su altre norme e disposizioni riguardanti soprattutto il Mezzogiorno, e cioè lo sviluppo economico, civile e sociale del nostro Paese e potrei continuare.

Questa finanziaria dovrebbe poi essere anche giudicata alla luce di tutto il contesto e dei provvedimenti che sono stati presi in questo periodo. Mi riferisco al decreto taglia-spese, al decreto taglia-DIT, alla delega fiscale in itinere (con le due aliquote fiscali assolutamente in contrasto con il principio della progressività e della capacità contributiva stabilito dalla nostra Costituzione repubblicana), alle cartolarizzazioni, alla Patrimonio dello Stato S.p.a. ed alla Infrastrutture S.p.a.. Cioè, per avere un’idea della politica economica complessiva del Governo, fatta soprattutto di tagli e anzitutto di regali agli amici, il giudizio dovrebbe riguardare questa finanziaria e tutti gli altri provvedimenti di contorno.

Vi sono previsioni errate per quanto riguarda la crescita; previsioni irrealistiche per quanto riguarda il tasso programmato di inflazione all’1,4 per cento, rispetto ad un inflazione che viaggia al 2,8 per cento, con l’ovvio problema irrisolto della questione salariale, che dovrebbe almeno vedere un allargamento della domanda interna, assicurando, cosa che non è stata fatta, piena copertura almeno per quanto riguarda il rispetto dei contratti del pubblico impiego; quindi riforma degli ammortizzatori sociali. Niente di tutto questo.

D’altra parte, il relatore Grillotti sembrava rievocare lo slogan «pagare tutti, pagare meno». Chiedo scusa al senatore Grillotti, ma un eminente esponente della maggioranza di Governo, l’onorevole Tabacci, ieri ha detto chiaramente che il semplice concordato previsto in questa finanziaria non basta: altro che pagare tutti, pagare meno, qui si parla di concordati di massa, di concordati preventivi triennali!

L’onorevole Tabacci sostiene una cosa molto semplice, cioè che il semplice concordato contenuto nel testo al nostro esame non può garantire le entrate previste di 8 miliardi di euro. Adesso anche il Governo – cito sempre Tabacci – deve essersi accorto che una cifra del genere può essere ottenuta solo con un condono tombale, il che significa che questo concordato non basta e che questa finanziaria implicitamente è scoperta.

Quel che emerge con tutta evidenza è, ancora una volta, una serie di condoni e di concordati, con danno gravissimo alla credibilità delle nostre istituzioni in violazione, per giunta, dello Statuto del contribuente; soprattutto il concordato triennale è proprio sui generis, mai visto; è la prima volta che appare qualcosa di simile nella storia fiscale italiana, non ha riscontro in nessun altro Paese d’Europa.

Tra l’altro questo concordato triennale concede addirittura al Governo una delega in bianco sottraendo, cioè, al controllo parlamentare la determinazione del prelievo tributario per la quasi totalità dei percettori di redditi d’impresa e professionali. Quindi, si abbandona ogni sforzo verso l’equità fiscale, con buona pace dell’articolo 53 della Costituzione.

Insomma, al condono tombale si arriverà, è inutile nascondersi dietro a un dito, magari utilizzando qualche iniziativa parlamentare. Ho fatto mettere a verbale la dichiarazione del sottosegretario Vegas che l’eventuale condono tombale, cui il Governo dovesse dare un parere favorevole, non dovrà servire a coprire interventi specifici. Vorrò vedere cosa succederà rispetto agli impegni assunti.

Si tratta di una finanziaria antindustriale. Non ci sono finanziamenti per la ricerca, ormai il mondo accademico è dimissionario; non c’è niente a sostegno né dei consumi né della nostra competitività rispetto alla necessità di innovazione. Altro che colbertismo, altro che criticare le passate privatizzazioni per fare cassa! La mia parte politica ha sempre votato contro, perché le privatizzazioni non si possono fare nei settori strategici. Ma in questa finanziaria c’è una norma, precisamente il comma 6 dell’articolo 59, con la quale addirittura… (Il microfono si disattiva automaticamente).

PRESIDENTE. Senatore Marino, le concedo un altro minuto.

MARINO (Misto-Com). … si cederanno pacchetti azionari al di sotto del prezzo di mercato, tanto per fare cassa.

Si tratta di una finanziaria anche antimeridionale. Attendo ancora la tabella F che riduce i fondi per il Mezzogiorno rispetto agli anni precedenti; c’è un impegno del Governo in tal senso.

Insomma, si abbia il coraggio politico di revocare i regali e i benefici fatti e di ripristinare quei provvedimenti che il centro-sinistra aveva adottato e che avevano fatto sì che il Mezzogiorno crescesse in termini di PIL, di export e di occupazione.