Chavez a Porto Alegre

Chavez a Porto Alegre

Andrea Genovali

28 gennaio 2003

Porto Alegre. "Medio dia de gloria", così titola il giornale ufficiale del Forum Terra viva e subito perde di consistenza la polemica che ha accompagnato la venuta a Porto Alegre del presidente venezuelano, invitato dal Comitato di solidarietà con il Venezuela dello Stato Rio Grande do Sol.
Il tributo che migliaia di partecipanti al Forum hanno manifestato al presidente venezuelano nell’incontro tenutosi nell’anfiteatro dell’Assemblea Legislativa di Porto Alegre ha costretto gli organizzatori ad allestire un impianto di altoparlanti anche nella adiacente piazza.
Chavez ha definito "meravigliosa" la giornata di ieri e di questo III Forum Sociale ha detto che è "l’appuntamento mondiale più importante per costruire un’alternativa al neoliberismo".

Nel suo intervento Chavez ha sottolineato di essere voluto venire a Porto Alegre per ascoltare e apprendere altri insegnamenti per la lucha al neoliberalismo, ma – ha precisato – vuole anche dare il proprio contributo al Forum con alcune riflessioni e iniziative che sta sviluppando oggi in Venezuela nell’ambito della grave crisi apertasi.
Il presidente venezuelano ha ribadito la sua decisione di porre in essere un controllo dei cambi per arginare la fuga di divisa proteggendo così anche le riserve del Venezuela. Ha ricordato che nel corso degli ultimi 4 anni sono usciti dal Paese 35.000 milioni di dollari, che corrispondono ad un terzo del PIL. Inoltre, al fine di tutelare le classi sociali più deboli e i lavoratori, procederà anche ad un controllo dei prezzi.
In merito alla grave crisi interna Chavez ha avuto parole durissime per l’opposizione definendola "cospiratrice e violatrice" della Costituzione, un’opposizione – ha denunciato – che non esita ad usare anche mezzi e strumenti apertamente terroristici.
Il presidente ha confermato di condividere le iniziative dell’ex presidente degli Usa, Jimmy Carter, e del gruppo di Amici del Venezuela, capeggiati dal Brasile di Lula. Ha aggiunto che egli rispetterà gli accordi che verranno avanzati solo a patto che l’opposizione rispetti i dettati costituzionali che fino ad oggi sta violando.
Chavez ha infine ricordato la profonda riforma dell’esercito in atto, dopo il golpe dell’11 aprile e il radicale cambio di ben 3.000 dirigenti della società petrolifera statale Pdvsa, i quali hanno boicottato la produzione del principale bene economico del Paese.