Un outro mundo es posible, un outro mundo es necesario: la sfida di Lula


Un outro mundo es posible, un outro mundo es necesario: la sfida di Lula

Andrea Genovali

25 gennaio 2003

Porto Alegre. Il contenuto di una economia popolare solidale puo’ essere rappresentato nell’incentivo allo sviluppo di nuove attivita’ economiche, che prevedano una distribuzione piu’ giusta ed equa delle rendite e uno stimolo alle relazioni sociali di produzione e consumo.
Questo tipo di economia si basa sulla cooperazione, sulla solidarietà e sulla valorizzazione delle persone e dell’ambiente.
Attraverso questi pochi dati segnalati già possiamo scorgere nitidamente le peculiarità che fanno di questa economia un progetto completamente opposto al neoliberismo.
Al III Forum Sociale Mondiale si sta parlando molto di questi argomenti e di questo progetto. Un progetto condiviso da migliaia di persone e organizzazioni, e sostenuto con forza anche dal presidente Lula, che segna l’inizio di una costruzione collettiva, dal basso, di questo progetto e per il Forum rappresenta un momento importante di confronto e analisi. In questa fase occorre avanzare nel processo di cooperazione e di interscambio al fine di costruire una sempre più forte ed estesa rete di economia solidale.
Può essere senza dubbio l’inizio di un processo di sviluppo sociale ed economico alternativo al neoliberismo.

A Porto Alegre si discute e si lavora anche per fare il punto delle esperienze pratiche fin qui sviluppate di consumo etico e di commercio giusto e solidale.
Dalle analisi sviluppate emerge, in molti interventi di rappresentanti delle ong e delle associazioni, che questi processi sono strettamente interconnessi e collegati con le grandi questioni inerenti le politiche pubbliche statali e il nodo dei finanziamenti, così come ci spiegava il rappresentante di Banca Etica italiana.
Nel governo di Lula, inserito nel ministero del Lavoro, e’ stato istituito il sottosegretariato alla Economia solidale nella figura del prof. Paul Singer, docente marxista dell’università di San Paolo, che qui al Forum ha raccolto grandi ovazioni.
Egli ha spiegato che questa è una proposta con un alto contenuto sociale che comprende vari settori di intervento. Per esempio, la formazione, l’educazione, l’autogestione, il finanziamento e l’aspetto maggiormente interessante di questa proposta di economia solidale è che la sua domanda scaturisce dal basso, dai movimenti sociali, dal mondo cattolico di base, dal mondo della cultura, del mondo laico ecc.. E non da una imposizione dall’alto del governo centrale. Si tratta allora di una vera apertura a politiche reali di inclusione sociale, mantenendo e ampliando le opportunità di lavoro e favorendo una partecipazione diretta dei lavoratori nelle imprese autogestite.
In questo senso il Brasile di Lula lancia una nuova sfida al neoliberismo. Una sfida alla povertà, alla fame, all’esclusione sociale di milioni di persone per un mondo più giusto, equo e basato sulla solidarietà.