Il Granma intervista Diliberto

Il Granma intervista Diliberto

"Il nostro obiettivo è la pace"

Arsenio Rodrìguez

La Habana, 5 febbraio 2003

La Habana. "Il nostro principale obiettivo è la lotta per la pace", afferma il segretario generale del partito dei Comunisti Italiani, il quale annuncia anche nuove iniziative in Europa per la liberazione dei cinque patrioti cubani prigionieri politici dell’Impero.
Faccio una domanda che provoca nell’intervistato prima un sorriso e subito dopo una risposta breve e concisa.
Sono un comunista nato negli anni cinquanta e quindi non ho vissuto le grandi rivoluzioni né ho partecipato alla guerra. Tuttavia sono stato educato da quelli che hanno fatto la rivoluzione e la guerra. Se fossi capace di trasmettere queste esperienze alle nuove generazioni, mi considererei un uomo fortunato.

Chi risponde così al Granma è Oliviero Diliberto, segretario generale del Partito dei Comunisti Italiani durante la sua seconda visita al nostro Paese. Afferma che il mondo è cambiato ed che è cambiata anche l’Europa, poi mi dice le sue opinioni su quel che succede oggi in Italia.
E’ vero, il mondo è cambiato dopo l’11 settembre. Viviamo un momento particolarmente difficile, perché con il pretesto della lotta contro il terrorismo gli Stati Uniti stanno progressivamente restringendo gli spazi di libertà ed i diritti umani. L’idea della guerra preventiva è equivoca e criminale.
L’Italia purtroppo ha un governo di destra, il peggiore oggi in Europa, sostanzialmente succube degli Stati Uniti anche rispetto alla guerra, contrariamente alla posizione tenuta da Paesi come la Francia e la Germania.
Per questo la lotta del nostro partito è, prima di tutto, per la pace e per il rispetto della democrazia in tutto il mondo, perché non succedano fatti come quelli del Venezuela, dove un presidente legittimamente eletto è minacciato da un golpe per lo stesso obiettivo per il quale si fa la guerra all’Iraq: il controllo delle risorse petrolifere.

Nel contesto mondiale l’Europa ha una posizione stimolante. Che pensa il suo partito del futuro dell’Unione Europea?
Siamo per l’unificazione politica dell’Europa, perché oggi viviamo in un mondo unipolare. Se raggiungeremo l’unificazione politica, così come abbiamo raggiunto quella monetaria, ci sarà un importante contrappeso agli Usa. Non perché l’Europa sia nemica degli Stati Uniti, ma perché è necessario un contrappeso, non subalterno. Ma intanto gli americani continuano ad usare il vecchio principio del "divide et impera".

Per quanto riguarda Cuba, i rapporti tra i due partiti ed i risultati della sua visita, Oliviero dichiara:
Abbiamo firmato un accordo con il Partito Comunista di Cuba. Costituiremo in Europa un Comitato di Giuristi che chiederà la revisione del giudizio e si adopererà per la liberazione dei cinque patrioti ingiustamente prigionieri nelle carceri americane. Presenteremo inoltre una mozione al Parlamento e raccoglieremo firme tra i deputati per una revisione del processo. Si è trattato di un giudizio medioevale che viola i diritti umani, con pene che non sarebbero applicate in nessuna altra parte del mondo.
I rapporti tra i nostri partiti sono eccellenti. Ci sono sempre stati rapporti fraterni tra comunisti e cubani, e noi abbiamo ereditato questa tradizione. Abbiamo inoltre una visione comune per quanto riguarda l’analisi della fase mondiale e la necessaria iniziativa politica.

Prima di concludere, chiedo a Diliberto dei movimenti antiglobalizzazione in Europa e della polemica sui loro obiettivi e sulla loro importanza.
Guarda, un movimento che è solo contro qualcuno, contro qualcosa, è un movimento utile ma non sufficiente. E’ utile perché bisogna lottare contro la globalizzazione capitalistica, ma i partiti sono necessari per finalizzare le lotte e francamente non saprei con chi sostituirli. Come dicono a Porto Alegre, un altro mondo è possibile.