Intervento sul commercio equo e solidale

SENATO DELLA REPUBBLICA
XIV LEGISLATURA

326ª SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 6 Febbraio 2003

(Antimeridiana)

MOZIONI

Discussione della mozione 1-00098 sul commercio equo e solidale (Procedimento abbreviato, ai sensi dell’articolo 157, comma 3, del Regolamento)

Approvazione, con modificazioni, della mozione 1-00098 (testo 2)

PRESIDENTE.

MARINO (Misto-Com).

Vorrei soltanto osservare che questa misura, come è stato già rilevato da chi mi ha preceduto, è una delle tante che devono essere adottate. Il nostro Paese si è impegnato a destinare risorse congrue alla Cooperazione allo sviluppo e alla lotta alla fame nel mondo; probabilmente, abbiamo la più importante legge in materia di cancellazione del debito, al di là del tentativo che fatto con la finanziaria di depotenziarla.

Signor Presidente, i comunisti italiani hanno apposto la loro firma alla mozione 1-00098. Quindi, condivido quanto già detto dai colleghi che mi hanno preceduto. È iscritto a parlare il senatore Marino. Ne ha facoltà.

Vi sono proposte in campo per quanto riguarda una tassazione – a livello internazionale, si intende – degli investimenti con fini speculativi. Tutto questo va attuato ma, certamente, la misura più importante, come ricordava il Segretario generale dell’ONU proprio nell’Aula del Senato, resta ancora l’apertura dei nostri mercati ai prodotti dei Paesi del Terzo mondo: certamente, in misura graduale, ma è ciò che vanno rivendicando anche il presidente del Brasile Lula e il Presidente del Perù presso tutti gli organismi internazionali.

In questo contesto di misure va vista anche la mozione che abbiamo sottoscritto e a favore della quale voteremo.

(POMERIDIANA)

GOVERNO

Seguito della discussione sulle comunicazioni del Governo sulle linee della politica estera

MARINO (Misto-Com)

PRESIDENTE

MARINO (Misto-Com)

Dicevo che Powell certamente ha ribadito sospetti e preoccupazioni, ma non ha fornito prove. D’altra parte, lo stesso capo degli ispettori, Hans Blix, ha detto che non c’è ancora nessuna arma di distruzione di massa in Iraq. Non è vero, poi, che siano state provate responsabilità dell’Iraq, che resta senz’altro un regime dispotico ma non pericoloso, che ha un esercito ridicolo e la minaccia è assolutamente inesistente.

Resta invece, anche dopo la requisitoria di Powell, una volontà americana di una guerra preventiva, con l’obiettivo del petrolio; una guerra unilaterale, anche senza l’ONU e la NATO. L’ONU è stata definita addirittura «un ente inutile» e la Camera USA ha già autorizzato l’intervento.

Ma quale aggressione imminente ed inequivocabile c’è, da parte dell’Iraq? La verità è che una guerra sarebbe priva di ogni legittimità, anche morale, e le conseguenze sarebbero catastrofiche.

Occorre, quindi, che il nostro Governo, sin da ora, operi per dire di no ad una guerra, un no forte, un no netto, negli interessi nazionali dell’Europa, non dando quindi per scontata l’inevitabilità di una guerra. No ad iniziative, anche di questo Governo, contrarie a quelle che in Europa si stanno attuando per ricercare una soluzione politica. No a qualsiasi coinvolgimento, anche indiretto, del nostro Paese ai preparativi preliminari di guerra, a partire dal sorvolo USA delle basi militari e dello spazio aereo… (Il microfono si disattiva automaticamente. Applausi dai Gruppi Misto-Com, Misto-RC e DS-U).

. La ringrazio, signor Presidente. . Senatore Marino, un momento soltanto. Prego i colleghi, se vogliono uscire, di farlo. Gli altri, ascoltino e consentano al senatore Marino di concludere il suo peraltro breve intervento.. Signor Presidente, anche dopo la requisitoria di Colin Powell di ieri noi non siamo affatto convinti, come non lo sono molti altri Paesi che restano contrari alla guerra e che nella loro stragrande maggioranza dicono che bisogna dare tutto il tempo agli ispettori perché proseguano nel loro lavoro. (Brusìo in Aula).