Interrogazione sul fallimento della Pavesi srl di Cascine Vica (To)

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Per sapere; premesso che:

· da notizie pubblicate l’11 febbraio sul giornale locale "Luna Nuova" è apparsa la notizia dell’avvenuto fallimento della "Pavesi srl" di Cascine Vica di Rivoli (TO), società specializzata in costruzione di alternatori per auto e motori elettrici per uso civile con 85 lavoratori alle proprie dipendenze;

· nell’agosto dello scorso anno, l’azienda in un primo momento, annunciò l’avvio della procedura di mobilità per 47 lavoratori e, dopo una serie di trattative, decise invece di procedere alla cassa integrazione straordinaria, che venne siglata il 16 ottobre 2002 per un totale di 75 lavoratori;

· a pochi giorni dalla scadenza del suddetto termine per la presentazione della regolare domanda, fu comunicato, da parte dell’azienda stessa, alle organizzazioni sindacali, il precipitare della situazione economica e produttiva dell’azienda che, a causa del venir meno di ordini e lavori, venne perciò messa in liquidazione;

· il liquidatore aveva il compito di fare domanda di concordato preventivo al Tribunale, in modo da saldare i fornitori per una percentuale, normalmente del 40%, e privilegiare i dipendenti che, in questo modo, avrebbero percepito, per intero, le loro spettanze;

· il 29 gennaio scorso, l’azienda, contravvenendo a quanto indicato in premessa, ha comunicato invece al Tribunale l’istanza di fallimento, cosa che nei fatti prospetta per i lavoratori un anno di cassa integrazione straordinaria e successivamente la procedura di mobilità;

· i tempi per tutti gli accertamenti sono molto lunghi, tenuto conto che la cassa integrazione parte dal momento del fallimento, e che dovranno essere i lavoratori stessi a presentare istanza di credito, entrando a far parte dell’intero gruppo dei creditori;

L’interrogante chiede di sapere se:

· il Ministro non ritenga opportuno adoperarsi, al fine di tutelare la dignità ed i diritti dei lavoratori coinvolti, garantendo il pieno recupero dei loro stipendi e favorire una soluzione capace di individuare possibili sbocchi professionali per i lavoratori stessi, soprattutto per quelli di età più giovane, nell’intento delle loro spettanze di salvaguardarne le professionalità e le competenze.

Sen. Angelo Muzio

Roma, 11 febbraio 2003