Interventi su beni demaniali e sistema fiscale

SENATO DELLA REPUBBLICA

XIV LEGISLATURA

328ª SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MARTEDÌ 11 Febbraio 2003

(Antimeridiana)

INTERPELLANZE E INTERROGAZIONI

Svolgimento di interpellanze e interrogazioni

sull’alienazione di immobili demaniali

PRESIDENTE

Ha facoltà di parlare il senatore Marino per illustrare interpellanza 2-00287.

MARINO

Per la verità la mia interpellanza è stata presentata agli Uffici il 7 gennaio scorso, ma per ovvie ragioni è stata pubblicata il 21 gennaio; all’interpellanza è seguita la presentazione di due interrogazioni, perché ritengo la materia estremamente delicata e quindi gradirei ottenere risposte puntuali.

Ricordo a me stesso che con l’articolo 7 del decreto-legge n. 282 del 2002, che sarà poi discusso anche in Senato, per ragioni di urgenza si autorizza la vendita di beni immobili a trattativa privata e in blocco e che, tra l’altro, con la vendita si fanno venire meno l’uso governativo, le concessioni in essere e l’eventuale diritto di prelazione spettante a terzi, anche in caso di rivendita. Ora, signor Presidente, il citato decreto-legge è del 24 dicembre 2002 e nel giro di tre giorni è stato venduto tutto ad un unico acquirente: la Fintecna.

Dunque, alla luce della discussione già intervenuta, vorrei svolgere delle riflessioni e porre dei quesiti specifici. Come dicevo, nell’arco di tre giorni è stato scelto un unico acquirente, la Fintecna, il cui capitale appartiene anch’esso totalmente all’IRI e dunque allo Stato. Ma non è questo il punto essenziale.

(Misto-Com). Signor Presidente, una discussione in merito è già intervenuta alla Camera: non posso quindi non tener conto di quello che abbiamo appreso prima dai giornali e poi dal Governo in sede di trattazione della questione in quella sede. . Riprende la seduta. Passa allo svolgimento dell’interpellanza 2-00287 con procedimento abbreviato, ai sensi dell’articolo 156-bis del Regolamento, nonché dell’interpellanza 2-00300 e delle interrogazioni 3-00822, 3-00845 e 3-00864.

Sarebbe importante comprendere come sia stato determinato il prezzo di vendita dei beni. Per i beni elencati negli allegati A è prevista la somma dei singoli valori dei cespiti oppure per vendita «in blocco» si intende a forfait? E quanto, precisamente, è stato incassato? Qual è il valore di ciascun immobile? Chi ha proceduto alla stima? È stato magari contattato l’Ufficio tecnico erariale?

Un altro punto poi che non si capisce, anche alla luce della discussione avvenuta alla Camera, è se la corresponsione del prezzo è differita o il pagamento è avvenuto pronta cassa. Saranno rispettati gli accordi intervenuti? È stato posto, tra l’altro, il problema dell’ex Manifattura tabacchi di Napoli: al riguardo, c’era un protocollo d’intesa tra i Ministeri dell’interno, dell’economia e delle finanze, il comune di Napoli, e così via.

Quindi non si capisce se, nel momento in cui questo cespite sarà rivenduto, l’accordo sarà rispettato. Ciò vale per la città di Napoli, ma anche per le città di Milano e Roma; infatti, nell’allegato A sono compresi beni (ex centraline telefoniche situate, guarda caso, nel pieno centro delle città) che riguardano fondamentalmente Milano, Roma e Napoli. L’allegato B comprende invece magazzini, depositi, aree di entità anche abbastanza ampia: nel caso di Napoli, si tratta di centinaia di ettari e di sette edifici.

Il problema è se il prezzo sia congruo rispetto al valore complessivo dei beni e se sia composto dalla somma degli effettivi valori di ciascun immobile. Se si è trattato invece di un prezzo differito nel tempo, il mio quesito è diverso. Si è iscritta ipoteca legale a favore dell’alienante (il Ministero dell’economia) in base agli articoli 2817 e 2834 del codice civile, a meno che l’alienante stesso – la sottosegretario Armosino ha parlato di un atto notarile – in quell’atto non abbia rinunciato espressamente all’ipoteca legale all’atto della vendita?

Signor Presidente, la questione – a mio avviso – è grave laddove si dice che con la vendita viene meno l’eventuale diritto di prelazione spettante a terzi, anche in caso di rivendita. Si può capire che venga sospeso il diritto di prelazione nel momento in cui vi è l’urgenza di ottenere immediatamente un risultato in termini di bilancio statale. Dove sta però la delicatezza della cosa?

Se la Fintecna rivenderà ad un determinato prezzo (e si presuppone che lucri qualcosa, se non altro per la perdita di tempo), se c’è ancora qualcuno che vanta il diritto di prelazione (ente locale territoriale) potrebbe fare la sua offerta allo stesso prezzo. Si può comprendere quindi la sospensione del diritto di prelazione in prima battuta, ma se addirittura questo eventuale diritto viene cancellato anche quando la Fintecna, a parità di prezzo, rivenderà, c’è il forte dubbio che si voglia favorire qualcuno.

Preciso ancora meglio perché pretendo al riguardo una precisa risposta. L’articolo 7 del decreto-legge n. 282 del 2002 non è stato certo redatto da me, quindi è il Governo che deve rispondere. Quando la Fintecna venderà i singoli cespiti, chi andrà mai a controllare il prezzo di ogni singolo bene rispetto al valore originario non solo per calcolare l’utile ricavato dall’acquisto in blocco di tutti gli immobili, ma anche per capire perché si sia cancellato il diritto di prelazione esistente a favore degli enti locali territoriali?

Nell’ultimo periodo dell’articolo 7 del citato decreto-legge n. 282 si dice che si applicano le disposizioni di cui al secondo periodo del comma 17 dell’articolo 3 del decreto-legge n. 351 del 2001, nonché al primo e al secondo periodo del comma 18 del medesimo articolo 3. Vorrei ricordare a me stesso che con la prima disposizione viene eliminato il diritto di prelazione spettante agli enti locali territoriali e con la seconda, in sostanza, si viene esonerati dalla consegna dei documenti di proprietà e di regolarizzazione urbanistica.

I quesiti sono quindi molti e riguardano il rispetto da parte della Fintecna degli accordi già intervenuti: la Fintecna è al cento per cento del Tesoro e, guarda caso, nei Consigli di amministrazione decide il Tesoro, per cui quest’ultimo potrebbe imporre alla Fintecna stessa il rispetto degli accordi già intervenuti, a partire, ad esempio, dalla ex Manifattura tabacchi di Napoli per giungere agli accordi presi in altre città, rispetto ai quali saranno gli altri colleghi ad illustrare le specifiche situazioni, restando io sul piano generale.

Signor Presidente, innanzitutto vorrei dire che il primo periodo dell’articolo 7 del decreto-legge n. 282 del 2002 concerne una norma di carattere generale. Non vorrei che questo decreto, per effetto del quale nel giro di tre giorni è stato venduto tutto in blocco a trattativa privata in contrasto con le raccomandazioni dell’Unione europea sulle gare, fosse il primo di una lunga serie. L’urgenza di chiudere il bilancio entro il 31 dicembre può farci capire qualcosa, ma il provvedimento, così come è stato congegnato, ci fa capire molte altre cose. Mi riservo di aggiungere ulteriori considerazioni, dopo la risposta della Sottosegretario.

MARINO

PRESIDENTE

MARINO

A distanza di tre giorni si sceglie la Fintecna, che pure è società a totale partecipazione pubblica; il 27 dicembre si chiude l’operazione di vendita perché vi sarebbe un immediato bisogno di fare cassa. Cercherò di verificare presto se questo sia il primo di una lunga serie di decreti, emanati a tre giorni dalla fine dell’anno, che prevedono la vendita in blocco e a trattativa privata, contro gli orientamenti dell’Unione europea.

L’onorevole Sottosegretario ha parlato di prezzi indiscutibili, ma non ci ha detto se il valore dell’atto corrisponde alla somma dei valori dei singoli beni a prezzo di mercato. Non vi è stata alcuna valutazione da parte dell’Ufficio tecnico erariale – d’altronde in tre giorni è difficile farla – e il prezzo è differito salvo conguaglio; se però il prezzo è differito, almeno per questa parte sarebbe interessante leggere l’atto, perché a questo punto debbo presupporre che il Ministero del tesoro abbia rinunciato all’iscrizione di un’ipoteca legale per la parte differenziale.

Avremo modo in Commissione di approfondire i termini generali del problema, ma in questa sede voglio porre una questione specifica: la sola cittadella di polizia di Napoli, l’area di 120 ettari della Manifattura tabacchi di Napoli con sette edifici e annessi opifici, vale dieci volte in più il prezzo incassato dal Tesoro; non vale 500 milioni di euro e ci troviamo di fronte a una differenza di prezzo enorme.

Sul problema della cancellazione del diritto di prelazione appartenente agli enti locali territoriali non ho avuto alcuna risposta. Se si può capire una sospensione nei primi tre giorni, la cancellazione in sede di rivendita da parte della Fintecna, che pur essendo a totale partecipazione pubblica agisce come un soggetto privato, significa che il comportamento della Fintecna per quanto riguarda il prezzo finale del bene per singolo cespite è totalmente discrezionale (chi andrà mai di qui a qualche anno a controllare attraverso le conservatorie a quale prezzo sarà venduto il singolo cespite di Napoli o di Cagliari?); significa non avere alcuna garanzia di rispetto da parte della Fintecna di accordi già intervenuti con riferimento, per esempio, alla cittadella di Napoli e significa non avere alcuna garanzia di rispetto della tutela del patrimonio culturale, storico e artistico.

Quale sarà il prezzo finale? Quale differenza lucrerà la Fintecna? Perché si è voluto cancellare il diritto di prelazione degli enti locali territoriali anche in caso di rivendita, che era l’unico modo per controllare l’equità del prezzo di vendita finale? Perché si è voluto cancellare il sacrosanto diritto di prelazione anche in seconda battuta?

Al di là della cortesia personale della Sottosegretario, mi riservo di trasmettere gli atti relativi alla discussione di questa mattina e all’esame che proseguirà nelle Commissioni competenti, dove avremo modo di approfondire i singoli problemi, alla procura della Repubblica.

SENATO DELLA REPUBBLICA

XIV LEGISLATURA

329ª SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MARTEDÌ 11 Febbraio 2003

(Pomeridiana)

DISEGNI DI LEGGE

Seguito della discussione:

(1396) Delega al Governo per la riforma del sistema fiscale statale (Approvato dalla Camera dei deputati) (Collegato alla manovra finanziaria) (Votazione finale qualificata ai sensi dell’articolo 120, comma 3, del Regolamento):

MARINO

PRESIDENTE

MARINO

Faccio presente che, già in sede di finanziaria, il sottosegretario Vegas, che rappresentava il Governo, ebbe a dimostrare attenzione per questa nostra proposta, che – ripeto – non istituisce immediatamente l’imposta, ma stabilisce solo alcuni princìpi: un’aliquota molto bassa, non superiore allo 0,05 per cento del valore delle transazioni; un ambito di applicazione; norme antielusive.

Il ricavato, ove a livello internazionale dovesse essere introdotta quest’imposta, servirà all’incremento del Fondo per la sicurezza alimentare, alla lotta contro l’AIDS, all’incremento dei fondi per la cooperazione allo sviluppo, alla cancellazione del debito dei Paesi poveri.

So bene, signor Presidente, che questa misura andrebbe adottata nell’ambito di un contesto di altre misure, perché il vero problema è sempre quello dell’apertura dei mercati ai prodotti dei Paesi del Terzo mondo; però – ripeto – l’emendamento non istituisce immediatamente l’imposta, ma si limita ad autorizzare il Governo a promuovere iniziative in questo senso.

Quando la delegazione parlamentare NATO fu ricevuta all’ONU ebbe a sapere che la misura (non la voglio chiamare Tobin tax, perché ridurrei l’argomento) è ancora allo studio a livello di organismi quali l’ONU e altri. Quindi, raccomanderei l’approvazione dell’emendamento 4.0.2.

Aggiungo che, ove il Governo dovesse accogliere un ordine del giorno che contenesse la sostanza dell’emendamento, sarei anche disposto a trasformare l’emendamento stesso in un ordine del giorno di questo tenore. (Applausi dai Gruppi Misto-Com, Misto-RC e DS-U).

B I L A N C I O (5a)

MARTEDI’ 11 FEBBRAIO 2003

267a Seduta

Presidenza del Presidente

AZZOLLINI

Interviene il sottosegretario di Stato per l’economia e le finanze Vegas.

La seduta inizia alle ore 14.50.

IN SEDE REFERENTE

(1492) AZZOLLINI ed altri. – Modifiche alla legge 5 agosto 1978, n. 468, relativamente alla denominazione e al contenuto della legge finanziaria. Delega al Governo in materia di conti pubblici

(1548) MORANDO ed altri. – Modifiche alla legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, relativamente al titolo I, IV e V, in tema di riforme delle norme di contabilità pubblica, rinviati dall’Assemblea in Commissione nella seduta del 17 settembre 2002

(Esame congiunto e rinvio)

Il senatore MARINO, dopo aver espresso piena adesione a quanto dichiarato dal senatore Morando, ritiene che la riforma della legge di contabilità nazionale debba muovere dal proposito fermo di superare gli attuali limiti nella leggibilità e trasparenza dei documenti di bilancio e di restituire al Parlamento il ruolo che gli compete e che gli è stato sottratto con l’emanazione del decreto-legge "taglia-spese". Nel dichiararsi, quindi, disponibile a riprendere la discussione sui provvedimenti in titolo, ritiene particolarmente rilevante la necessità che il contenuto delle deleghe previste dal disegno di legge n. 1492 venga puntualmente esplicitato e reso quindi meno generico. Per quanto riguarda, infine, i soggetti da audire nel corso delle prossime settimane, auspica che ci si possa avvalere del contributo della Corte dei conti, dell’ISTAT e dell’OCSE, che sta operando un monitoraggio dei sistemi di contabilità in diversi paesi e potrebbe fornire così un proficuo contributo in materia.

(Misto-Com). Signor Presidente, l’emendamento 4.0.2 non tende ad istituire subito in Italia un’imposta sulle transazioni finanziarie, ma autorizza il Governo ad intraprendere iniziative a livello di organismi internazionali – a partire dall’Europa – per promuovere l’introduzione di un’imposta sulle transazioni finanziarie che abbiano natura meramente speculativa. . Ne ha facoltà. (Misto-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto. (Misto-Com). Signor Presidente, chiedo cortesemente alla Sottosegretario di depositare in Commissione l’atto di compravendita. Mi dichiaro profondamente insoddisfatto della risposta e ritengo che la stessa rappresentante del Governo non possa non convenire su alcune considerazioni. . Ne ha facoltà. (Misto-Com). Domando di parlare.