Interrogazione sull’apicoltura

Interrogazione a risposta scritta al Ministro delle Politiche Agricole e Forestale

Premesso che:

§ da dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’Unione nazionale apicoltori, Francesco Panella, al XIX Congresso dell’apicoltura professionale italiana, "per salvare il mercato del miele ed il lavoro di 50 miliardi di api italiane, il fondo di solidarietà per le calamità naturali aveva promesso, nel 2002 annata che ha messo in ginocchio questo settore agro-ambientale, uno stanziamento di 3,8 milioni di euro. Ma nulla è stato fatto";

§ "La grossa crisi che sta vivendo il mondo degli apicoltori – sempre secondo il Presidente dell’Una – è un semplice conflitto commerciale, ci sono molti interessi che ruotano intorno a questo mercato. Quello che ci interessa, e molto, è adesso il riconoscimento della qualità, e cioè che il miele italiano venga definito dall’Unione Europea come miele vergine integrale, prodotto ancora seguendo criteri che lo differenziano per la qualità e varietà dagli altri prodotti europei. Il riconoscimento permetterebbe di dare la possibilità al consumatore di decidere e di acquistare un miele italiano piuttosto che un miele proveniente dalla Cina oppure dal Messico";

§ il giro d’affari dell’apicoltura italiana si aggira sui 60 milioni di euro, ma arriva a 2,5 miliardi se si considera il servizio di impollinazione fornito dalle api all’agricoltura: addirittura si toccano i 3,5 miliardi di euro, se si tiene conto delle piante spontanee che ne derivano, senza perdere di vista gli 8.000 posti di lavoro necessari per produrre i 100.000 quintali di miele e derivati;

l’interrogante chiede di sapere:

§ se, alla luce di quanto esposto in permessa, non ritenga urgente adoperarsi nell’intento di dare attuazione a quanto promesso dal fondo di solidarietà per le calamità naturali, al settore in oggetto, per l’annata 2002;

§ quali azioni intenda intraprendere al fine di andare in contro alle richieste avanzate dall’Una e se, ritenendo importanti i suggerimenti ed i consigli suddetti, non intenda perseguire – e con quali atti concreti – in sede parlamentare, dove giacciono già alcune iniziative legislative in attesa di essere discusse, e in sede comunitaria la tutela e la valorizzazione del miele italiano, scongiurando così la crisi che sembra attraversare il mondo degli apicoltori, favorendo invece un suo opportuno sviluppo imprenditoriale e occupazionale.

Sen. Angelo Muzio

Roma 13 febbraio 2003