Intervento sull’agricoltura

SENATO DELLA REPUBBLICA
XIV LEGISLATURA

332ª SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 13 Febbraio 2003

(Antimeridiana)

Presidenza del vice presidente FISICHELLA,
indi del presidente PERA
e del vice presidente CALDEROLI

DISEGNI DI LEGGE
Seguito della discussione e approvazione:

(1599) Disposizioni in materia di agricoltura(Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dallo stralcio, deliberato il 14 gennaio 2002, degli articoli 21 e 22 del disegno di legge d’iniziativa governativa n. 2122) (Collegato alla manovra finanziaria) (Votazionefinale qualificata ai sensi dell’articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale):

MARINO (Misto-Com). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARINO (Misto-Com). Signor Presidente, dopo un grande numero di decreti-legge ci troviamo di fronte ad un numero eccessivo di deleghe, contenenti princìpi e criteri direttivi assolutamente vaghi e generici, che comportano una spoliazione progressiva e incessante del ruolo del Parlamento.

Si tratta di deleghe concernenti una serie di materie che rientrano sostanzialmente nella sfera del mondo agricolo, che a volte riguardano competenze chiaramente regionali, che talora sono di competenza mista statale e regionale, ma che comunque limitano i poteri delle Regioni.
Da parte di queste ultime sono state espresse critiche e perplessità, tuttavia perché ne resti traccia anche nel resoconto, voglio citare i pareri espressi sul disegno di legge in titolo dalle nostre Commissioni.
La 1ª Commissione permanente, per quanto concerne l’articolo 1, comma 2, lettera b) sostiene che vi è stata «una lesione delle competenze nell’organizzazione dell’attività delle regioni» e che «l’ultimo periodo della stessa lettera sembra (…) determinare un’appropriazione da parte dello Stato della gestione dei rapporti con gli organismi comunitari che appare in contrasto con l’articolo 117, quinto comma, della Costituzione, che prevede la partecipazione diretta delle regioni, nelle materie di loro competenza (…)».
La Commissione sottolinea altresì l’opportunità di sospendere «l’esame delle suddette disposizioni nonché di quelle recate dalla lettera a) dello stesso comma al fine di evitare sovrapposizioni con la disciplina recata in materia di rapporti delle regioni con l’Unione europea (…)».
La 1ª Commissione rileva ancora che «l’ultimo periodo del comma 3 dell’articolo 1 potrebbe determinare un eccesso di delega nel senso di prevedere la possibilità di adottare norme statali in contrasto con il rispetto delle competenze legislative riconosciute alle regioni». Questo, in sintesi è il parere espresso dalla Commissione affari costituzionali.
La Commissione giustizia, nel parere espresso, dice che «i predetti princìpi e criteri direttivi non risultano specificati né per quanto attiene agli aspetti prescrittivi né a quelli sanzionatori».
La Giunta per gli affari delle comunità europee afferma che occorre «approfondire le questioni relative al rispetto della normativa comunitaria in occasione dell’eventuale esame degli schemi di decreto delegato».
Infine, la Commissione parlamentare per le questioni regionali raccomanda «la più puntuale determinazione di princìpi e criteri direttivi per l’attuazione delle potestà delegate, nel rispetto di quanto disposto dall’articolo 117 della Costituzione».
Questi pareri sono tutti allegati al disegno di legge, ma la Commissione di merito non li ha tenuti in alcuna considerazione. A mio avviso, le deleghe sostanziano una vera e propria intrusione nelle competenze regionali e provocheranno inevitabili ricorsi alla Corte costituzionale, specialmente dopo la riforma del Titolo V, parte II della Costituzione; donde la necessità di una seria concertazione con le Regioni per evitare una nuova confusione di ruoli e di attribuzioni.
Al di là di queste considerazioni, signor Presidente, il provvedimento resta privo di risorse finanziarie adeguate, non solo per i tagli della finanziaria nel settore agricolo ma anche per l’assenza di un adeguato supporto finanziario agli interventi già previsti in passato.
I senatori del partito dei Comunisti Italiani voteranno contro il provvedimento per l’eccesso di deleghe, per la genericità e la vaghezza dei princìpi e i criteri direttivi, per la lesione delle competenze, per gli inevitabili ricorsi alla Corte costituzionale, per l’assoluta inadeguatezza anche dal punto di vista delle risorse finanziarie messe a disposizione. (Applausi del senatore Sodano Tommaso. Congratulazioni