ODG sul decreto legge 282

SENATO DELLA REPUBBLICA

XIV LEGISLATURA

335ª SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MARTEDÌ 18 Febbraio 2003

(Pomeridiana)

DISEGNI DI LEGGE

Seguito della discussione e approvazione:

(1996) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, recante disposizioni urgenti in materia di adempimenti comunitari e fiscali, di riscossione e di procedure di contabilità (Approvato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale):

Passiamo all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 7 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

MARINO

Abbiamo presentato vari emendamenti all’articolo 7. La discussione, per buona parte, si è già svolta, in Aula, in risposta alle interpellanze e alle interrogazioni presentate al riguardo ed anche presso la Commissione di merito. Quindi, agli atti già risultano le nostre posizioni.

Signor Presidente, vorrei illustrare in blocco gli emendamenti a partire dal 7.2, soppressivo dell’articolo 7 (analogo al 7.1, presentato dalla senatrice De Petris), innanzitutto per segnalare la nostra totale non condivisione di questa procedura, che ha fatto sì che si vendesse in blocco e a trattativa privata una serie di immobili del demanio dello Stato e dell’ex Ente tabacchi italiani. Tra l’altro, si è trovato l’acquirente nel giro di tre giorni: sappiamo dagli atti parlamentari che si tratta della Fintecna spa, a totale partecipazione pubblica.

Signor Presidente, oltre all’emendamento soppressivo 7.2, abbiamo presentato l’emendamento 7.201, che si limita a proporre la sostituzione delle parole «nell’ambito» con le altre «per il solo anno 2002, nell’ambito». Non si può infatti consentire che si possa ulteriormente ripetere nel tempo questa procedura: si può capire che un decreto-legge che porta la data del 24 dicembre 2002 abbia già comportato la vendita totale di tutti quei cespiti nell’arco di soli tre giorni per ragioni di cassa; si può anche non condividendo, capire una tantum la stesura di una norma del genere.

Se però si dovesse ripetere nel tempo, questa procedura sarebbe assolutamente inaccettabile, contro tutte le norme del nostro ordinamento contabile ed anche contro le direttive dell’Unione europea, che ha più volte sottolineato come l’Italia si sottragga all’espletamento delle gare e preferisca una procedura a trattativa privata.

(Misto-Com). Signor Presidente, svolgerò un unico intervento, anche perché ho pochi minuti a disposizione.

Innanzitutto, quindi, raccomanderei l’accoglimento dell’emendamento 7.201, che limita la portata della norma al solo anno 2002. Non ripeterò quello che abbiamo già detto in Aula e in Commissione sui criteri per la determinazione del prezzo se il valore totale è quello derivante dalla somma dei valori dei singoli cespiti.

Abbiamo acquisito l’atto di compravendita, gentilmente offertoci dall’onorevole sottosegretario Armosino, e il tutto è rinviato ad un terzo arbitratore il quale stabilirà l’eventuale conguaglio con il prezzo di 500 milioni di euro, a mio avviso assolutamente irrisorio rispetto al valore complessivo dei beni. C’è tuttavia un «ma»: il terzo valutatore sarà nominato dalle due parti, la parte venditrice e la parte acquirente. La parte venditrice è il Ministero dell’economia e delle finanze, mentre la parte acquirente è la Fintecna, il cui capitale per il 100 per cento appartiene allo stesso Ministero: è strano che un terzo venga nominato da due parti che sostanzialmente sono le stesse.

Ciò che è assolutamente non condivisibile in questo decreto è che con la vendita vengono meno gli usi governativi, le concessioni in essere e soprattutto viene eliminato l’esercizio del diritto di prelazione anche in caso di rivendita. Precisamente, vengono applicate norme più volte richiamate, con le quali anche gli enti locali territoriali vengono esclusi dall’esercizio del diritto di prelazione.

Posso capire l’urgenza di un provvedimento – un decreto-legge varato il 24 dicembre – che, a distanza di tre giorni, porta immediatamente nelle casse dello Stato questi 500 milioni di euro. Non condivido, ma posso capire. Posso anche capire che per ragioni di urgenza in un primo momento venga sospeso il diritto di prelazione da parte degli enti locali territoriali o di altri per ragioni d’urgenza, ma perché cancellarlo anche in caso di rivendita da parte della Fintecna, la quale – come risulta agli atti e come ci ha ricordato la sottosegretario Armosino – è a totale partecipazione pubblica? Perché cancellarlo anche in caso di rivendita quando è l’unica forma di trasparenza dell’operazione?

Ecco perché, signor Presidente, con vari emendamenti abbiamo riproposto questi problemi. Annuncio, comunque, il ritiro degli emendamenti 7.207, 7.208 e 7.14, che trasformo nell’ordine del giorno G7.100, la cui premessa ripete sostanzialmente la norma recata dall’articolo 7, precisando che, poiché la Fintecna è a totale partecipazione pubblica, il Governo può, attraverso il consiglio di amministrazione, che è di sua nomina, intervenire almeno per salvaguardare alcuni aspetti. Anzitutto, che in sede di rivendita dei singoli cespiti siano rispettati, da parte della Fintecna, gli accordi precedentemente intervenuti con i vari Ministeri circa la destinazione di beni.

Vorrei ricordare che per la Manifattura tabacchi di Napoli, un’area di ben 100 ettari con sette edifici, era intervenuto un accordo di massima circa la sua destinazione a cittadella della polizia. Trattandosi dell’area dell’ex triangolo industriale San Giovanni-Barra-Ponticelli, ormai completamente deindustrializzato, la Cittadella della Polizia potrebbe dare un aiuto notevole allo sviluppo di tale zona.

Occorre salvaguardare almeno la destinazione in sede di rivendita, fermo restando il ricavato della Fintecna. Perché non informare i Comuni, le Province e Regioni in cui è situato il bene che la Fintecna, società a totale partecipazione pubblica, lo rivenderà? Perché non informare gli enti territoriali in modo che possano acquisire l’immobile a parità di prezzo, salvaguardando anche con ciò la possibile destinazione del bene? Perché non rispettare, anche in caso di rivendita, le destinazioni artistico-culturali? L’ordine del giorno impegna dunque il Governo ad intervenire «indirettamente» in questo senso, attraverso i consigli di amministrazione.

Ho colto nella replica del relatore un segno di disponibilità; richiamando i tempi di adozione del decreto, lo stesso relatore ha infatti manifestato disponibilità a riconsiderare il diritto di prelazione degli enti locali territoriali in sede di rivendita a parità di prezzo da parte della Fintecna. Mi sembra che anche l’onorevole sottosegretario Armosino abbia espresso, in linea di massima, la propria disponibilità. Oltre a chiedere il sostegno dei colleghi agli emendamenti presentati, pregherei dunque caldamente il Governo e il relatore di accogliere l’ordine del giorno G7.100. (Applausi del senatore Brunale).

ORDINE DEL GIORNO

G7.100 (testo 2)

Marino, Muzio, Pagliarulo, Brunale, Turci, Garraffa, Malabarba

Non posto in votazione (*)

II Senato,

premesso:

che l’articolo 7 del decreto legge n. 282 del 24 dicembre 2002 ha autorizzato l’Agenzia del demanio a procedere a dismissioni urgenti di alcuni immobili, indicati negli allegati A e B, anche in blocco ed a trattativa privata;

che l’alienazione di tali immobili è stata considerata urgente con particolare riferimento a quelli il cui prezzo di vendita sia fissato secondo criteri e valori di mercato;

che la norma ha disposto altresì che "la vendita fa venire meno l’uso governativo, le concessioni in essere e l’eventuale diritto di prelazione spettanti a terzi anche in caso di rivendita" e che "si applicano le disposizioni di cui al secondo periodo del comma 17 dell’articolo 3 del decreto legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito dalla legge 23 novembre 2001, n. 410", con ciò sopprimendo il diritto di prelazione degli enti locali territoriali previsto dall’articolo 3, comma 113, della legge 23 dicembre 1996, n. 662;

che la FINTECNA S.p.A. ha acquistato, in data 27 dicembre 2002, in blocco ed a trattativa privata, gli immobili di cui agli allegati A e B del menzionato decreto-legge per la somma di 505.283.631 Euro, fatta salva un’eventuale rettifica in aumento in relazione alle determinazioni di un esperto, terzo ed indipendente, nominato di comune accordo tra le parti venditrice ed acquirente;

che la FINTECNA S.p.A. è a totale partecipazione pubblica,

impegna il Governo ad intervenire, attraverso i propri rappresentanti nel Consiglio di amministrazione della S.p.A.:

1) affinché, in sede di rivendita dei singoli cespiti da parte della FINTECNA, si tenga conto da parte della società predetta, degli accordi già precedentemente intervenuti con vari Ministeri circa la destinazione dei beni;

2) perché il Comune, la Provincia e la Regione in cui sia situato il bene immobile da vendersi siano informati sul prezzo e sulle condizioni di vendita del bene, in modo da assicurare ai predetti enti territoriali la possibilità di acquisire, a parità di prezzo, l’immobile;

3) perché sia rispettata comunque, anche in caso di rivendita, la destinazione artistico-culturale dei beni a vendersi.

——–

(*) Accolto dal Governo con le parole evidenziate che sostituiscono le altre: "perché, in sede di rivendita dei singoli cespiti da parte della FINTECNA, siano rispettati da parte della società predetta, gli accordi".

ELENCO BENI DELLO STATO

Denominazione

Ubicazione

Palazzo Poste

Milano

Torri dell’Eur

Roma

Tor Pagnotta – Lotto A

Roma

Tor Pagnotta – Lotto B

Roma

Tor Pagnotta – Lotto C

Roma

La Rustica – Lotto A e Lotto B

Roma

La Rustica – Lotto D/c

Roma

Sotto centrale telefonica Porta Romana

Milano

Sotto centrale telefonica Via Magolfa

Milano

Sotto centrale telefonica Porta Venezia

Milano

Sotto centrale telefonica Via Belfiore

Milano

Centrale telefonica Amedeo Via Crispi

Napoli

Centrale telefonica Piazza Nolana

Napoli

Allegato B

ELENCO BENI EX ETI

DENOMINAZIONE BENE

LOCALIZZAZIONE

Indirizzo

Città

Prov.

1

Agenzia Coltivazione Tabacchi

via G. Buitoni, 3

Sansepolcro

AR

2

Agenzia Coltivazione Tabacchi

via Cortonese, 143

Perugia

PG

3

Agenzia Coltivazione Tabacchi

via XXIV Maggio, 99/101

Pontecorvo

FR

4

Agenzia Coltivazione Tabacchi

Strada Statale n.16

Alessano

LE

5

Magazzino Tabacchi Greggi

via Malta, 42

Spongano

LE

6

Magazzino Tabacchi Greggi

via Montebello, 46

Piacenza

PC

7

Magazzino Tabacchi Greggi

via Bengasi, 5

Tortona

AL

8

Manifattura Tabacchi

SS Romea, 255

Mesola

FE

10

Manifattura Tabacchi

p.za San Cristoforo, 18

Catania

CT

11

Manifattura Tabacchi

via delle Cascine, 35

Firenze

FI

12

Manifattura Tabacchi

Contrada Cammarata

Castrovillari

CS

13

Manifattura Tabacchi

v.le Fulvio Testi, 121

Milano

MI

14

Manifattura Tabacchi

via Sant’Orsola, 78

Modena

MO

15

Manifattura Tabacchi

via Galileo Ferraris, 273

Napoli

NA

16

Manifattura Tabacchi

Via Simone Guli, 11

Palermo

PA

17

Manifattura Tabacchi

Via Malaspina, 20

Trieste

TS

18

Manifattura Tabacchi

V.le della Fiera, 1

Verona

VR

19

Deposito Generi di Monopolio

Via del Vespro, 53

Messina

ME

20

Deposito Generi di Monopolio

Via Vittorio Veneto, 27

Reggio Calabria

RC

21

Deposito Generi di Monopolio

Via Rigopiano, 36

Pescara

PE

22

Deposito Generi di Monopolio

P.le Cremona, 3

Brescia

BS

23

Deposito Generi di Monopolio

Via Degola, 3/d

Genova

GE

24

Deposito Generi di Monopolio

Via dei Sali, 5

Venezia Porto Marghera

VE

25

Deposito Generi di Monopolio

Via Gervasutta, 20

Udine

UD

26

Deposito Generi di Monopolio

Via Barcellona, 19/21

Catania

CT

27

Deposito Generi di Monopolio

Via Generale De Maria

Palermo

PA